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Aggiornato: 1 ora 36 min fa

“Svezia invasa. Stop Eurabia!” Ma è una fake news

Lun, 05/27/2019 - 11:11

Comunicazione dell’Ambasciata di Svezia su un servizio del TG2

A seguito del servizio del TG2 andato in onda il 19 maggio 2019, l’Ambasciata di Svezia comunica di aver informato la direzione del TG2 – tramite una nota scritta inviata il 22 maggio – che nel servizio girato in Svezia ci sono diverse affermazioni errate.

Per esempio nel servizio si parla di oltre 60 quartieri “totalmente fuori controllo”, dove la polizia non entra e dove vige la sharia, la legge islamica. Questa descrizione corrisponde a quelle che vengono comunemente definite “no go zones”. Non esistono “no go zones” in Svezia. Come nella maggior parte delle grandi città esistono aree socialmente vulnerabili dove, al contrario di ciò che si afferma nel servizio, è stata rafforzata la presenza della polizia negli ultimi anni. Queste aree sono una priorità assoluta per il governo svedese che ha stanziato considerevoli fondi per sovvenzionare progetti per favorire l’inserimento sociale in queste aree. Per esempio con attività rivolte ai bambini e ai giovani, investimenti nell’istruzione, maggiore sicurezza, aumento dell’occupazione. Desideriamo inoltre precisare che in Svezia viene applicata la legge svedese in tutto il paese e la legge è uguale per tutti. Non esistono aree dove viene applicata la legge della sharia.

Nel servizio si parla anche del “più alto numero europeo di stupri”. La statistica in questo caso dà un immagine errata della situazione. Il malinteso nasce da tre fattori principali. In Svezia ogni atto di violenza sessuale viene registrato come una denuncia a sé stante. Una denuncia può contenere un gran numero di stupri, come per esempio chi denuncia di essere stato violentato più volte dalla stessa persona. Anche in questi casi la polizia deve registrare ogni atto di violenza come un singolo crimine. Un altro fattore che contribuisce al malinteso è la nuova legge sul consenso esplicito, entrata in vigore nel 2018 e che sancisce che il sesso se non è consensuale è illegale, quindi passibile di denuncia. Inoltre la definizione giuridica svedese di cosa è considerato stupro è più ampia che nella maggior parte degli altri paesi e le persone vengono incoraggiate a denunciare le violenze. Per questi motivi la frequenza delle denunce è molto alta e tante persone hanno il coraggio di denunciare le violenze, ritenendo lo stato intenzionato ad aiutarle e in grado di farlo.

L’Ambasciata è sempre disponibile a fornire informazioni sulla Svezia e a facilitare il contatto con esperti e istituzioni per avere un quadro completo del nostro paese.

[Fonte: Ambasciata di Svezia a Roma – WWW.SWEDENABROAD.SE]

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Il servizio mandato in onda dal TR2 e ripreso anche dal Ministro Salvini

DOMENICA SI VOTA LEGA PER NON FARE QUESTA FINE: STOP EURABIA!

Non vogliamo fare la fine della Svezia, questa non è integrazione! NO ALL'EURABIA. Oriana, guardaci da Lassù.

Pubblicato da Matteo Salvini su Martedì 21 maggio 2019

LE PROTESTE DELLA SVEZIA PER UN SERVIZIO DEL TG2. L’ambasciata svedese in Italia ha pubblicato sul suo sito una nota per protestare contro un servizio del Tg2 andato in onda il 19 maggio, perché pieno di informazioni false. Il servizio parlava del presunto fallimento del modello svedese sull’integrazione e sosteneva tra le altre cose che 60 quartieri del paese fossero «completamente fuori controllo», zone dove «la polizia non entra». Il servizio citava anche il quartiere di Stoccolma soprannominato “Mogadiscio”, per la grande presenza di somali, e diceva che al suo interno «vige la sharia, la legge islamica».

Il servizio era stato ripreso qualche giorno dopo da Matteo Salvini, che lo aveva pubblicato su Facebook con lo slogan: «Svezia invasa. Stop Eurabia!», mettendo insieme le parole “Europa” e “Arabia Saudita”, paese dove viene applicata un’interpretazione della sharia molto restrittiva e conservatrice.

Il servizio era stato ripreso qualche giorno dopo da Matteo Salvini, che lo aveva pubblicato su Facebook con lo slogan: «Svezia invasa. Stop Eurabia!», mettendo insieme le parole “Europa” e “Arabia Saudita”, paese dove viene applicata un’interpretazione della sharia molto restrittiva e conservatrice. Leggi l’articolo completo [Fonte: ILPOST.IT ]

A STOCCOLMA VIGE LA SHARI’A. SCOOP DEL TG2 (E DI SALVINI) > […] Siamo dunque giunti al punto di guardare alla Svezia, una delle nazioni più ricche e civili, dove le condizioni di vita sono altissime e il welfare è tra i più avanzati, come un territorio invaso dagli islamici e sottoposto alle crudeli leggi dell’occhio per occhio. Lo dobbiamo all’imbarbarimento dell’informazione e anche al fatto che siamo molto ignoranti e troppo tolleranti. Se non fossimo ignoranti e tolleranti, e massimamente collusi, non avremmo mai potuto permettere che fosse chiamato a dirigere quel Tg un giornalista, Gennaro Sangiuliano, che dopo appena due giorni dal voto del 4 marzo 2018 posta su Facebook una foto di lui con Salvini. Stretti stretti e sorridentissimi. E infatti dopo un po’ la nomina, il premio. Ma, collega!, complimentsissimi.

Invece quella foto, quella semplice foto, avrebbe dovuto far scattare un divieto assoluto a qualunque salto di carriera e far gridare allo scandalo tutto il Parlamento (grillini inclusi, oh yes). Ma siamo collusi, prevalentemente collusi, e perciò nessuno ha gridato, nessuno ha protestato, tranne flebili e isolate voci. Purtroppo siamo anche ignoranti, e perciò Salvini si è potuto permettere quel: “Vogliamo fare la fine della Svezia?”. Lui è consapevole che molti dei suoi elettori non sanno dove sia la Svezia, non ne conoscono il benessere economico, il grado di civiltà, lo stile di vita. Contando sull’ignoranza, rilancia quella che viene comunemente definita una fake news.

La novità, drammatica e desolante, è che le notizie manipolate non sono costruite solo nei sottoscala dei social network ma hanno fior di giornalisti professionisti, e anche lautamente retribuiti, perfino dalla tv di Stato. Non ci resta che la vergogna. Leggi l’articolo completo [Fonte: ILFATTOQUOTIDIANO.IT – Antonello Caporale]

Dal 25 maggio al 2 giugno la Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla

Lun, 05/27/2019 - 08:56

Dare visibilità alla sclerosi multipla (Sm)” è il claim della Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla, declinato da quello della campagna promossa dall’Msif (Federazione Internazionale della Sm) in occasione della Giornata Mondiale dedicata alla sclerosi multipla che quest’anno si celebrerà il 30 maggio.
La Settimana nazionale costituisce il consueto appuntamento di Aism – Associazione Italiana Sclerosi Multipla – con l’informazione sulla malattia. Una settimana ricca di appuntamenti per far sì che di sclerosi multipla si parli. Perché è fondamentale che di questa malattia ciascuno, anche se non direttamente coinvolto, ne riceva informazioni corrette, per comprenderne difficoltà e complessità, senza dar credito a “luoghi comuni”.
“Rendere visibile” la sclerosi multipla vuol dire che la sclerosi multipla non sia un ostacolo alla vita di tante persone, ma sia parte della vita stessa: per Aism rappresenta l’impegno a fare in modo che la sclerosi multipla, condizione di vita di tanti giovani e di tante persone, sia una sfida che nessuno deve affrontare da solo, ma tutti insieme. È così che la sclerosi multipla si può vincere davvero, ogni giorno”, dichiara Angela Martino presidente Nazionale di Aism. Anche quest’anno, la Settimana Nazionale della SM si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, e si terrà dal 25 maggio al 2 giugno.


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Quali prodotti non troveremo più nei supermercati dopo lo stop alla plastica usa e getta

Lun, 05/27/2019 - 08:00

Il 21 maggio 2019 il Consiglio Ue ha approvato il divieto di alcuni prodotti in plastica monouso, che equivalgono al 70 per cento dei rifiuti che finiscono in mare. La nuova normativa entrerà in vigore dal 2021

Dal 2021 potremmo entrare in un supermercato e non trovare più piatti, cannucce in plastica, oltre a posate, cotton fioc, miscelatori per bevande e bastoncini per palloncini. Insomma, tutti quei prodotti mono uso di cui ci serviamo praticamente ogni giorno verranno messi al bando nei paesi dell’Unione europea.

Entro il 2021 dovranno essere vietati nell’Ue le posate di plastica monouso (forchette, coltelli, cucchiai e bacchette), i piatti di plastica monouso, le cannucce di plastica, i bastoncini cotonati fatti di plastica, i bastoncini di plastica per palloncini, le plastiche ossi-degradabili e i contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso.

La norma approvata dall’Europarlamento il 27 marzo 2019 e dal Consiglio Ue il 21 maggio impone una raccolta del 90 per cento per le bottiglie di plastica entro dieci anni, e impone che entro il 2025 il 25 per cento delle bottiglie dovrà essere composto da materiali riciclati. A partire dal 2030 poi la quota dovrà salire al 30 per cento.

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Haloterapia: dal sale un rimedio per le affezioni delle vie respiratorie?

Lun, 05/27/2019 - 05:59

Il rimedio ha origini antiche: Ippocrate nell’antica Grecia prescriveva ai pazienti costipati di inalare i vapori dell’acqua salata e nel Medioevo i monaci portavano i pazienti nelle grotte salmastre perché ne respirassero l’aria.

E lo sapevano bene anche le nostre nonne che prendevano i nipoti raffreddati e li piazzavano con la testa sopra una bacinella piena di acqua calda e sale, li coprivano con un asciugamano e via a respirarne i fumi.

Poi è arrivato l’aerosol: molte inalazioni sono comunque a base di cloruro di sodio micronizzato.

L’esperienza si arricchisce in questi anni perché molte città si stanno dotando di “stanze del sale”.

Si tratta di ambienti dove tutto, pareti, pavimento e soffitto, sono ricoperti di sale così da ricreare il microclima di una grotta salmastra naturale. Inoltre, attraverso halogeneratori o micronizzatori di sale la stanza viene portata al giusto grado di umidità (40-60%) e temperatura (18°-24) mentre nell’aria si disperdono minuscole particelle ionizzate che creano un aerosol in grado di raggiungere i polmoni fino agli alveoli.

Una seduta di haloterapia (dal greco ‘halos”, sale) dura 45 minuti per un adulto mentre per i bambini è consigliata una terapia di 25 minuti.

Alcuni studi avrebbero dimostrato che l’aria salina svolge una azione antibatterica e antinfiammatoria sul tratto respiratorio.

E chi ha provato la stanza del sale ha dichiarato di sentirsi meglio anche per quanto riguarda l’umore, di aver provato una sensazione di maggiore vitalità ed energia e si sono notati miglioramenti anche per i più comuni disturbi della pelle come acne ed eczema.

I risultati sono soggettivi tanto che uno studio australiano pubblicato nel 2014 ne afferma l’assoluta inutilità. Si legge in un articolo pubblicato su Fanpage: “I ricercatori hanno effettuato una revisione di 151 studi scientifici e alla fine gli autori hanno concluso constatando l’assenza di studi di alta qualità in favore della haloterapia, quindi della specifica inalazione di sali, escludendo la possibilità di includere la terapia del sale assieme a quelle già accertate nella cura dei disturbi respiratori”.

In conclusione, alcuni dicono di sì, altri di no, ma senz’altro passare 45 minuti in una stanza ricoperta interamente di sale bianco è un buon modo almeno per rilassarsi.

L’esperienza è comunque sconsigliata nei casi in cui il paziente sia affetto da intossicazione da farmaci e alcol, abbia subito emorragie o epistassi recenti o soffra di grave ipertensione o stati acuti di patologie respiratorie.

Fonti:
https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/haloterapia.html
http://www.vicenzatoday.it/benessere/vicenza-sale-grotta-stanza-malattie-respiratorie-pelle.html
https://www.lastampa.it/2019/04/02/societa/orosei-benessere-in-grotta-al-profumo-di-sale-wwPExFOsvTGOYn25wAKr8H/pagina.htmlhttps://scienze.fanpage.it/la-terapia-del-sale-per-curare-le-malattie-respiratorie-non-serve-a-nulla/

L’antica pratica della pesca a cavallo di gamberetti grigi in Belgio

Dom, 05/26/2019 - 21:15

Sono passate 14 ore da quando Dominiek, pescatore di gamberetti a cavallo, ha aperto le porte del suo hangar. Con il suo accento fiammingo ci ha proposto subito di visitarlo, come se fossimo a casa sua.

Dentro ci sono una dozzina di grandi animali – sono di razza Brabançon, la sola razza utilizzata per la pesca.

In Belgio solo quindici pescatori continuano questa tradizione, iscritta al Patrimonio Immateriale dellUNESCO. Dominiek assicura che “Non c’è niente di speciale nel farlo”.

È uno degli ultimi a fare il lavoro che a Ostdunkerque hanno praticato fino alla metà del Ventesimo secolo: montare su giganteschi cavalli (così grandi che sembra di stare sopra una razza preistorica) e percorrere gli 8 chilometri di spiaggia fino alla bassa marea per recuperare qualche crostaceo.

Dominiek, il viso arrossato dal sole e dalla sabbia, fa questo lavoro da 15 anni. Ha lasciato la scuola per consacrarsi totalmente al mestiere di suo padre. È lui l’ultimo ad essersi specializzato nella pesca di gamberetti: originariamente fabbro, si trovava sulla costa per vendere un cavallo a un pescatore e sul posto ha fiutato l’odore dei frutti di mare e dei buoni affari.

Quattro volte a settimana Dominiek, aiutato dal collega Stef, va al mare con i suoi due cavalli. Bisogna essere pazienti.

Andare al mare tirati da un cavallo richiede approssimativamente 40 minuti, contro cinque in macchina. La strada è lunga. L’animale ci tira senza fatica. Dominiek lo guida con l’aiuto della sua voce, dei suoni sordi che il cavallo comprende facilmente.

Sulla strada che porta al litorale, le macchine ci sorpassano. Dominiek disprezza certi comportamenti: “Spesso gli automobilisti non capiscono che il cavallo può avere paura del traffico. Suonano il clacson mentre ci sorpassano. Ai nostri giorni è così, tutto va molto veloce. L’uomo è probabilmente l’animale più difficile” esclama ridendo.

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Parkinson, immunoterapia per curarlo

Dom, 05/26/2019 - 15:41

Studi che utilizzano l’immunoterapia per la cura del Parkinson, malattia che in Italia colpisce circa 250mila persone, sono da poco partiti e vedono coinvolti anche pazienti italiani. Le potenzialità dell’utilizzo di anticorpi monoclonali per aggredire la proteina chiave alla base della patologia, sono stati uno dei temi di cui si è discusso al quinto congresso nazionale dell’Accademia per lo Studio della Malattia di Parkinson e i Disordini del Movimento (Limpe-Dismov), tenutosi a Catania.

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Basta animali al circo: al Roncalli lo spettacolo lo fanno gli ologrammi

Dom, 05/26/2019 - 15:30

L’industria dell’intrattenimento, dal circo al cinema fino agli acquari, è sempre più orientata verso la sostituzione degli animali in carne e ossa: che il futuro di questo settore sia senza crudeltà?

Ologrammi al posto degli animali in carne e ossa: è questa l’idea rivoluzionaria portata avanti dal Circus Roncalli, circo tedesco fondato a Vienna nel 1976 da Bernhard Paul e André Heller. Da quest’anno, infatti, la compagnia circense ha deciso di bandire l’impiego dei cavalli negli spettacoli, dopo aver eliminato le esibizioni di animali selvatici già negli anni ’90. “Abbiamo deciso di non avere animali a beneficio degli animali stessi – ha dichiarato Markus Strobl, media director del Circus Roncalli  – In ogni caso, oggi la maggior parte dei numeri negli spettacoli sarebbe già esclusivamente in mano agli artisti e ai clown, visto che l’attenzione del Circus Roncalli è incentrata su numeri acrobatici

Sebbene al Circus Roncalli da tempo le esibizioni con animali riguardavano esclusivamente cavalli e pony, la decisione di puntare tutto sulle abilità degli acrobati e la simpatia di giocolieri e clown è davvero storica.

Di più: per non rinunciare del tutto agli animali, ma boicottando ogni forma di sfruttamento, lo spettacolo lo fanno gli ologrammi. Pesci, cavalli, elefanti giganteggiano negli show del Roncalli in veste di proiezioni luminose per lo stupore soprattutto dei più piccoli.

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Fonte immagine copertina VEGOLOSI.IT


Elefante liberato dopo 50 anni di catene: il suo pianto deve far riflettere tutti noi

Dom, 05/26/2019 - 12:15

Una storia commuovente che arriva dall’India e che ci fa capire quanto sia importante amare gli animali.

L’agonia dell’elefante Raju è durata 50 anni. 50 anni di catene e maltrattamenti. 50 anni passati a mendicare per far divertire i turisti per le strade indiane. Ora la storia di Raju ha preso un’altra via: è stato liberato dai volontari dell’organizzazione Wildlife Sos e oggi vive, protetto e in dignità, in una riserva naturale vicino a New Delhi. Raju è un esemplare di pachiderma indiano estremamente sensibile e intelligente: quando i volontari gli hanno tolto le catenel’animale ha pianto. Il suo viso si è rigato di lacrime di gioia: Raju ha capito in quel momento che un vita libera stava per arrivare e ha espresso tutta la sua gratitudine piangendo. Un gesto che ha stupito tutti. 

L’elefante sarebbe stato strappato alla madre da cucciolo, come accade nella maggior parte dei casi, quando uomini senza scrupoli pensano che sia normale decidere la vita di un altro essere su questa Terra. In tutto ha avuto 27 proprietariche lo hanno maltrattato e lo hanno costretto a chiedere l’elemosina per strada: per far divertire i passanti, Raju aveva imparato a prendere le monetine con la proboscide.  

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Dove vai in vacanza? Le tendenze per l’estate 2019

Dom, 05/26/2019 - 09:00

La classifica delle mete più gettonate per l’estate 2019 stilata da Airbnb, che ha analizzato i dati delle prenotazioni sul proprio portale.

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Votare o non votare? Questo è il dilemma

Dom, 05/26/2019 - 06:30

Tutti i maschi italiani di età superiore ai 21 anni possono votare dal 1918, indipendentemente da ceto sociale e scolarizzazione, mentre le donne possono farlo solo dal 1945.

Insomma, ci son volute due guerre mondiali per dare il voto alle donne, la prima non era bastata.

È interessante sapere che già nel 1918 i maschi 18enni potevano votare se erano in grado di dimostrare di aver combattuto durante la Grande Guerra. Un riconoscimento di maturità?

Inizialmente il suffragio universale era una questione impegnativa: votare era un diritto ma anche un dovere, tanto che il “non-voto” era sanzionato in base alla legge all’articolo 4 del testo unico della legge elettorale (d.p.r 30 marzo 1957), che dice: “L’esercizio del voto è un obbligo al quale nessun cittadino può sottrarsi senza venir meno a un suo preciso dovere verso il Paese”. L’articolo 115, per essere più precisi, definiva la questione: “L’elettore che non abbia esercitato il diritto di voto, deve darne giustificazione al sindaco”. E “l’elenco di coloro che si astengono dal voto senza giustificato motivo è esposto per la durata di un mese nell’albo comunale”. E se non bastasse per il periodo di cinque anni la menzione “non ha votato” veniva iscritta nei certificati di buona condotta.
Che se cercavi un lavoro nell’amministrazione pubblica, per esempio, non era una buona referenza.

Nel 1993 questa legge è stata abrogata e oggi possiamo decidere di non votare senza alcuna conseguenza. Nel mondo ancora 26 Paesi applicano il voto obbligatorio, tra i quali la Grecia e il Belgio in Europa.

Votare quindi è un dovere civico, una scelta, un diritto ma non più un obbligo e per queste Europee i sondaggi affermano  che non andrà ai seggi più del 70% degli aventi diritto, si parla di una cifra tra i 7 e gli 8 milioni di cittadini.

Così almeno dicono i sondaggi, scopriremo tra poche ore se avranno avuto ragione.

Una storia ben raccontata sul voto alle donne è pubblicata da Giulia Siviero sul Post. Se avete dubbi se andare a votare o meno leggete qui; non fosse altro che per onorare chi ha combattuto per questo diritto prendiamo la scheda elettorale e i nostri dubbi e andiamo al seggio.

Buona domenica!

“I ratti si stanno prendendo New York”

Sab, 05/25/2019 - 19:15

Lo scrive preoccupato il New York Times ma è sotto gli occhi di tutti, nonostante i tentativi della città di contenerli.

Nonostante molti e continui tentativi, la città di New York non è riuscita a sterminare o a ridurre la sua popolazione di ratti: anzi, come scrive in un articolo il New York Times, i ratti ccc. Sono così tanti che su un marciapiede a Brooklyn sono le persone a doverli evitare e non il contrario, prosegue il New York Times; le zone di Manhattan piene di locali sono gremite di buongustai e di ratti che raccolgono i loro avanzi, e le auto si ritrovano improvvisamente in panne per i cavi elettrici rosicchiati.

Contare precisamente la popolazione dei ratti non è semplice, ma ci si può fare un’idea sommaria partendo da alcuni segnali. Per esempio dal 2014 al 2018 le segnalazioni di ratti al comune sono aumentate del 38 per cento, da 12.617 a 17.353; nello stesso periodo è raddoppiato il numero di volte in cui gli ispettori sanitari hanno trovato indizi della presenza di ratti, passando da 16.315 a 30.874.

Tra le cause principali della proliferazione dei roditori, spiega sempre il New York Times, c’è la gentrificazione, con la conseguente costruzione di nuove case: i lavori scavano e distruggono le tane, facendo emergere i ratti in superficie. 

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Usa, Clotilda, ultima nave schiavista trovata in Alabama

Sab, 05/25/2019 - 16:00

Il relitto era stato scoperto in Alabama nel gennaio del 2018 per un’eccezionale bassa marea legata al ‘ciclone bomba’ che si era abbattuto sulla costa orientale americana

È ufficiale: è dell’ultima nave schiavista, la Clotilda, il relitto scoperto in Alabama nel gennaio del 2018 per un eccezionale bassa marea legata ‘al ciclone bomba’ che si era abbattuto sulla costa orientale degli Usa. La conferma è stata comunicata dall’Alabama Historical Commission, che si occupa del patrimonio storico dello Stato, con un post su Facebook, dopo “un’indagine scientifica andata avanti per un anno”.

La nave è stata scoperta da una società denominata Search, in collaborazione con lo Smithsonian National Museum of African American History and Culture. La goletta portò un carico umano di 110 uomini e donne del regno di Dahomey (oggi Benin), in Africa, sulle coste dall’Alabama, nel luglio del 1860. Il commercio transatlantico di schiavi era stato vietato nel 1807 anche se era ancora legale possederne e venderne all’interno del Paese.

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Botswana riapre la caccia agli elefanti

Sab, 05/25/2019 - 12:25

Il governo del Botswana ha tolto il divieto di caccia agli elefanti, che era in vigore dal 2014. Una decisione destinata a suscitare proteste dai gruppi di protezione della fauna selvatica. Lo Stato dell’Africa meridionale ospita più elefanti di tutti gli altri Paesi, con una stima di 130.000 esemplari.

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Sesso di coppia, via libera al porno. Ecco il rapporto Censis

Sab, 05/25/2019 - 09:00

A leggere il rapporto Censis-Bayer sui comportamenti sessuali nel Paese, presentato ieri al Senato a vent’anni dall’unico precedente nazionale, sembrerebbe che sotto le lenzuola gli italiani nella fascia 18-40 anni se la spassino mica male. Disinibiti e pronti a tutto per soddisfare desideri singoli o di coppia che per la precedente generazione spesso restavano tali, almeno sul piano statistico, fatti salvi sperimentatori e avanguardisti. L’indagine (su 1.860 individui tra i 18 e i 40 anni dall’1 al 15 marzo 2019) fotografa la vita intima di un campione rappresentativo della popolazione – single coppie – nell’età della massima pulsione erotica. Un accurato screening tematico lungo il filone lanciato dagli Usa nel 19948 e nel 1953 con il celebre Rapporto Kinsey.

Posizione del missionario e funambolismi da kamasutra, estremi applicativi dell’altro millennio, non compaiono tra le risposte dei trasgressivi eredi al tempo di YouPorn e del sesso liberato da ogni idea di peccato. Anzi – novità acclarata – il sesso è ormai mediato dai porno, vera fonte di ispirazione e imitazione. Guardano serenamente video hard il 61,2% degli italiani e anche il 25% delle coppie, perché – rivela il rapporto – il porno, soprattutto nella sua versione online, è uscito “dalla sfera del proibito, dello scandaloso, del perverso” ed è diventato strumento di massa.

Fonte Censis Bayer

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Scacco matto spirituale in 4 mosse

Sab, 05/25/2019 - 06:00

Ho iniziato questa serie di articoli raccontando di alcune (rare) guarigioni “miracolose” e notando che le persone che guariscono hanno una caratteristica comune: tutti sono convinti di aver trovato la medicina giusta. A volte i sistemi di guarigione scelti sono assurdi ma questo è secondario. L’importante è essere convinti che funzionino.
Ho sostenuto quindi che possa esistere uno stato della mente “che guarisce” e ho definito questa modalità anche come “pensiero creativo”… Credo siano la stessa cosa.
Mi sono quindi lanciato in un tentativo sconsiderato di descrivere questo stato della mente e, visto che è proprio difficile trovare le parole per farlo, ho cercato di identificarne i confini scrivendo quali sono le caratteristiche contrarie a questa modalità di pensiero e di sensazione.
Non riescono ad accedere allo stato mentale creativo le persone che non hanno preso in modo chiaro e netto la decisione di voler vivere piacevolmente e le persone che sono convinte di aver sempre ragione. Queste due idee ne generano una terza altrettanto limitante: l’idea di essere soli contro il mondo, la mancanza della sensazione di far parte di una collettività solidale.
Poi mi sono vantato orrendamente del fatto di essere riuscito a riassumere l’insieme degli errori umani che generano dolore e stupidità utilizzando solo e unicamente queste 3 categorie di pensiero.
Ho infine osservato che se uno aderisce all’idea di voler star bene, di sbagliarsi spesso e di far parte di una comunità, allora può venir spontaneo cambiare le regole quotidiane della propria vita, istantaneamente.
Se inizi a dare spazio a quel che desideri potresti decidere di regalare i vestiti che non ti piacciono più e che continui a indossare chissà perché. Oppure potresti decidere di percorrere una via più lunga ma più bella per andare al lavoro. E potresti anche decidere di smettere di frequentare persone che continuano a parlar male degli altri o a elencare le proprie disgrazie allo scopo di stare meglio contemplando la quantità di depressione che sono riuscite a regalarti ammorbandoti.
Se hai letto gli articoli precedenti e hai condiviso le mie proposte e hai deciso di regalarti momenti di libertà quotidiani, probabilmente la tua vita ha già cominciato a cambiare.
Ovviamente sono convinto che questo testo possegga una profondità oceanica e che darà un grande impulso alla crescita delle coscienze e al miglioramento della storia umana…
Mi manca solo di coronare l’opera cercando di riassumere quelle poche caratteristiche del pensiero creativo che penso di essere capace di descrivere.
Ti fornisco quindi una lista degli ingredienti… Non saprei fare di meglio arrivando a spiegare come assemblarli. Non penso che potrei riuscirci perché sarebbe una descrizione complicatissima e dubito che verrei compreso. Anche perché onestamente, non ho le idee chiare. Sono convinto di aver sperimentato nella mia vita il pensiero creativo. Ma è un’esperienza che si fa a tratti, in modo intermittente, e quando la fai sei in uno stato particolare della coscienza che non riesci a vivere e analizzare nello stesso momento. O lo vivi o guardi come è fatto e se guardi come è fatto hai smesso di viverlo.

Mentire è indispensabile
Poche righe sopra ho scritto che questo testo cambierà certamente i destini dell’umanità.
L’ho fatto apposta per scandalizzarti e per farti dubitare del mio equilibrio mentale e della mia capacità di giudizio.
In realtà vista la collezione strepitosa di fallimenti collezionati ho la netta percezione che sia altamente improbabile che questo testo sia letto da molte persone e ancor meno credo che parecchie persone potranno modificare la propria vita a causa di questa lettura.
Ma un ingrediente del pensiero creativo (che è molto infantile) è il fatto di saper giocare con la propria mente. Quando giochiamo ce ne freghiamo delle regole: un bastone diventa una spada, un barattolo e una scatola da scarpe sono un fortino assediato dagli indiani… Siamo abituati a pensare che la falsità sia male ma il gioco è falsificazione. Falsificare dà gusto.
Inoltre tutto il vigente Sistema Sociale del Dolore complotta continuamente per convincerti che le cose vanno male, sei in pericolo e inoltre non conti un cazzo.
Giocare con i propri sogni, fantasticare sui propri esorbitanti successi quindi è una salutare pratica di autodifesa dal pessimismo e anche un indispensabile ingrediente per incentivare il tuo pensiero creativo. Qualunque malattia ti affligga puoi essere certo che se berrai un bicchiere d’acqua e zucchero, con gli occhi chiusi guarirai subito! Soprattutto se mentre bevi pensi 3 volte Mustafà è grande ed è mio amico! È scientifico!

Regalare conviene
Altrettanto importante ai fini del pensiero creativo è la capacità di essere generosi. Se non hai il gusto del regalo, del fare una sorpresa piacevole, di dedicarti a far star bene un’altra persona, se non ti piace offrire il caffè a un amico, sei nella merda.
Il problema nasce dal fatto che tieni chiusi i canali verso gli altri.
Hai costruito barricate. Sei sotto il vincolo della paura di perdere quel che è tuo. Ma le mura che difendono i tuoi interessi immediati (non privarti dell’euro che ti costerebbero abbandonarti alla follia di offrire un caffè) impediscono anche che la tua mente creativa possa uscire a passeggiare nel mondo.
La mente creativa ha bisogno di un sentimento aperto, di una fiducia nello scambio con gli altri. Nella convinzione che il senso della vita non sia una gara a punteggio (io vinco tu perdi) ma un continuo travaso di ricchezza (contatti, informazioni, racconti).
E questo scambio non avviene sempre in modo reciproco (io ti faccio un regalo e tu mi fai un regalo equivalente) il bello del regalo è proprio quando lo fai a una persona che non ti dà nulla in cambio e assapori il piacere che questa persona prova e d’altra parte sai che altri avranno la stessa generosità verso di te.
E quando succede (ed è certo che succede) che qualcuno ti fa un regalo senza contropartita assapori in modo particolare il piacere che ti viene. È come se mangiassi una zucchina che hai coltivato con le tue mani facendola crescere nella bruna terra. L’avaro si bea di aver ricevuto qualche cosa senza pagare. Il generoso si esalta perché ha la prova della bellezza del mondo e della bontà umana.

Dichiara la pace tra te e te. O almeno un armistizio
Il terzo e penultimo punto riguarda la fonte di tutto: te (spero che 4 concetti non siano troppi, a stare in 3 questa volta non ci sono riuscito).
I Trukese e gli Yapese dell’Oceania, popoli saggi che non hanno mai combattuto una guerra e si sono dedicati per 10 mila anni ai piaceri della convivialità, del sesso e della buona cucina, sostengono che l’arte di vivere sia basata sulla capacità di mettere d’accordo le diverse identità che ci abitano. Loro sono convinti che siamo una specie di condominio e che sia necessario imparare a mediare tra queste diverse identità, permettendo a ognuna di realizzare le proprie aspirazioni. Non puoi concludere molto di buono nella tua vita se tieni dentro di te uno scontro aperto tra le tue diverse aspirazioni. Siamo creature molteplici e contraddittorie, non possiamo vivere chiudendo in prigione una parte di noi stessi.
Se vuoi dimagrire non puoi farlo uccidendo la tua parte golosa e la tua parte ansiosa che riesce a calmarsi solo abbuffandosi. Devi aprire una contrattazione, mediare, dare a ogni tua identità una sufficiente soddisfazione. Sennò magari dimagrisci ma poi diventi una persona stronza e ti ammali di odio per il mondo. Perché hai iniziato odiando una parte di te.
C’hai dei casini e sei sovrappeso? Ok. Ma sei una persona meravigliosa? Una miracolosa componente semovente dell’Universo? Riuscirai ben a portare avanti una Trattativa Interiore Decente! Non è facile ma ci puoi riuscire. E quando ci riesci e riesci a sentire che vuoi qualche cosa con tutto il tuo essere, ti accorgi anche che è molto meglio. È una sensazione di benessere: non c’è nessuno dentro di me che mi odia perché l’ho umiliato! Sono un tutt’uno. O almeno lo sono abbastanza.
Tornando all’esempio della dieta potresti decidere di mangiare solo cibi squisiti e assaporarli lungamente. Se mastichi il cibo buono ne senti tutte le sfumature e se mastichi a lungo il cibo riempie di più e senti prima la sazietà. E poi devi anche mettere in conto che ogni tanto devi dare il via libera all’abbuffata selvaggia e risarcire così la tua parte ingozzona.  Ci vuole tempo e la capacità di darsi obiettivi molto piccoli e poi quando li hai raggiunti abbandonarsi all’autocelebrazione più smodata. E questo ci porta ad affrontare il quarto e ultimo trucco micidiale.

Raccontati di te
Il quarto e ultimo elemento essenziale è infatti la capacità di raccontarsi.
Lo facciamo tutti costantemente… Ci raccontiamo la telecronaca di quel che ci succede, ci diamo spiegazioni, mettiamo sotto processo gli altri, tracciamo linee di azione e progetti.
Si tratta di un’attività fondamentale dell’esistenza umana.
Disgraziatamente molti la usano per creare un pessimo racconto condendo autocommiserazione, maledizioni verso il prossimo, lunghissime narrazioni di complotti orditi da amici e parenti…
Usano il racconto che fanno a sé stessi per dipingere la vita come una schifezza popolata da stronzi.
Si tratta di un sistema infallibile per vivere malissimo.
Al contrario, dopo aver meditato sul fatto che il mondo migliora costantemente da milioni di anni (si chiama evoluzione) puoi decidere di dedicarti a una modalità eroica del racconto della tua vita. Nessuna legge, nessun governo di truffatori, nessuna forza militare segreta, ti impedisce di raccontarti la tua vita come una straordinaria avventura.
Questo perché tu possiedi uno strumento di incomparabile potenza che ho chiamato “meccanismo di attribuzione di valore”.
A livello psicologico è più potente della bomba atomica e soprattutto è completamente in tuo potere.
Sei tu che decidi che cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Se hai la disponibilità a mettere in discussione le tue idee niente ti impedisce di pensarci su, informarti, discuterne con persone che stimi e poi giungere a un verdetto, decidere che un’idea vecchia era sbagliata e sostituirla con un’idea che ti pare migliore.
Anche questo è un cambiamento totale che si ottiene istantaneamente. Se pensi una cosa la pensi in modo completo e illimitato, e da subito diventa una tua convinzione e da subito non puoi più dire o fare qualche cosa che non sia in armonia con la tua nuova idea. Non ci riesci proprio. O pensi una cosa o non la pensi, non ci sono vie di mezzo. È un’esperienza totalizzante. Quindi puoi guardare le tue idee e puoi anche convincerti che si vive una volta sola nella vita, che per miliardi di anni non esistevi con questa meravigliosa particolarissima forma solida e cicciosa e che per miliardi di anni non esisterai più in questa particolare forma solida e cicciosa.
E questo dovrebbe regalarti una pazzesca voglia di fare qualche cosa di grandioso in questa tua vita. Di sperimentare, di conoscere, di toccare, di assaggiare questa vita. E rischi anche di iniziare a coltivare con amore sogni esagerati. E se hai l’astuzia di sognare anche piccole realizzazioni alla tua portata immediata (una cosa grande da fare oggi) allora rischi pure di avere successo e di gasarti ancora di più per la tua vita e quel che fai e dar così colore e passione al racconto che ti fai di te nella tua testa, rendendolo piacevole da ascoltare.
E se ti piace il racconto che ti fai nella testa allora stai pure bene. Perché hai dato un valore positivo alla bellezza della telecronaca della vita e questo ti porta perfino a vedere la bellezza del racconto anche in eventi tristi.
Ti piace raccontarti bene e cerchi i particolari, le sfumature per individuare la magia che è ovunque e pare messa lì apposta per farsi raccontare. E scopri che è come se esistesse uno sceneggiatore cosmico che si diverte a mettere nelle vite delle persone coincidenze, assonanze, sorprese, capovolgimenti al solo gusto di rendere più affascinante il racconto che ognuno fa di sé.
E sospetto che questo avvenga perché l’obiettivo dell’esistenza dell’Universo sia il desiderio dell’Universo di essere raccontato.

Forse stai pensando che quel che ti propongo è di imbrogliarti, di creare una percezione diversa della realtà da quello che la realtà è veramente. È vero.
Ma non penso sia possibile fare diversamente.
La mente si chiama mente perché mente. Se diceva la verità si chiamava sincera.
Noi non viviamo la vita DIRETTAMENTE. Il nostro cervello seleziona gli aspetti della realtà che vuole vedere e quelli che non gli interessano. La nostra percezione della realtà non può essere globale e quindi perfettamente vera. È in ogni caso falsata dal suo essere parziale.
La scelta non è tra vivere dentro un modello della realtà vero e uno falso. La scelta è quella di selezionare gli aspetti della realtà e quindi percepirli, cercando quelli piacevoli oppure quelli spiacevoli.
Non guarisci solo se hai trovato la cura giusta. Guarisci a volte anche con una cura totalmente inefficace se sei convinto che sia quel che fa per te. E visto che poi quella cura ti ha guarito hai pure le prove che quella era la cura giusta!!!
Incredibile ma vero.
Avrei voluto avere un cervello esatto e perfetto invece di questo ammasso di neuroni bugiardi. Ma visto che mia nonna non aveva il trolley e quindi non era un tram, devo fare i conti con la realtà e accettare una dose omeopatica di falsificazione giocosa e salutare.
La mente mente continuamente ma io la frego perché neanche io dico sempre la verità.
Ovviamente ci sono cose sulle quali non si può mentire mai.
Non bisogna dire le bugie ai bambini ad esempio.
E non bisogna sostenere di essere intelligenti in modo continuativo.
Non si deve mai dire a una persona che ami che non la ami.
E non bisogna mai evitare di dire che ami una persona che ami.
E non bisogna mai mentire mentre ti dici: voglio abbracciare questo mondo ed esplorare tutte le cose piacevoli che mi offre.

Buon divertimento!

VEDI ANCHE: Come compiere miracoli e altre cose facili da fare
La mente mente continuamente?
Il pensiero che guarisce
Avere sempre ragione fa malissimo alla salute
Quanto è creativa la tua tribù?

A Bud Spencer sarà intitolata una via: è la prima in Italia

Ven, 05/24/2019 - 21:30

Il Comune di Fontevivo, in provincia di Parma, ha organizzato insieme alle associazioni dei fan un’intera giornata di ricordo di Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer

Via Bud Spencer. Dal primo giugno il Comune di Fontevivo, in provincia di Parma, avrà una strada intitolata al grande attore, al secolo Carlo Pedersoli. Sono passati tre anni dalla sua morte, ma Bud Spencer resta nella memoria e nel cuore degli italiani in maniera indelebile. L’intitolazione della strada sarà solo uno degli elementi di una giornata di festa dedicata al grande Bud Spencer, tra cimeli (come le mitiche Dune Buggy di ‘Altrimenti ci arrabbiamo’), ricostruzioni cinematografiche (ci sarà un set western), gare di braccio di ferro e un’immancabile cena a base di fagioli. Non mancheranno le colonne sonore e le proiezioni di alcuni film.

Appuntamento sabato 1 giugno, dunque. “Per tutta la giornata avranno luogo iniziative legate alla figura dell’amatissimo attore cui parteciperà anche il figlio Giuseppe Pedersoli”, spiegano il sindaco di Fontevivo Tommaso Fiazza e il vicesindaco Matteo Agoletti. L’animazione della giornata è stata curata da associazioni e siti nazionali dedicati al duo Bud Spencer–Terence Hill.“

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Italiano il pioniere dei robot per la futura stazione lunare

Ven, 05/24/2019 - 19:00

Parla italiano il robot che aiuterà gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale (Iss) a eseguire alcuni esperimenti in condizione di microgravità e a tenere sotto controllo e monitoraggio la stazione orbitale e che rappresenta la base sulla quale verranno sviluppati i robot destinati alla futura stazione orbitante attorno alla Luna (Lunar Orbital Gateway). Dell’equipe che lo ha ideato e costruito, infatti, fa parte anche un giovanissimo ingegnere aerospaziale napoletano che tra poco compierà 30 anni: si chiama Roberto Carlino ed è a pieno titolo componente del progetto Astrobee. 

Com’è noto i robot ricopriranno un ruolo significativo nel ritorno dell’uomo sulla Luna e da ormai quattro anni e mezzo Roberto lavora nel centro Ames della Nasa in California, precisamente a Sud di San Francisco, nella famosa Silicon Valley. Lì, insieme con un team composto da una ventina di colleghi, ha progettato tre di questi robot che si chiamano Bumble, Honey e Queen.

Roberto Carlino al lavoro su uno dei robot del progetto Astrobee (per gentile concessione di Roberto Carlino) Fonte: ANSA

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Inchiesta sulla Caccia

Ven, 05/24/2019 - 16:29

Abbiamo ascoltato tutte le voci: il cacciatore, l’associazione ambientalista, l’esperto in conservazione, l’agricoltore, ecco cosa ci hanno raccontato…

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Speciale Eccellenze Sanitarie in Italia

Ven, 05/24/2019 - 16:24

Quali sono, a seconda della patologia, le migliori strutture sanitarie in Italia? Speciale di Miriam Cesta.

Ortopedia e riabilitazione
Gastroenterologia
Cuore e polmoni

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Amazon sbarca in carcere: aprirà un polo logistico alle Vallette e a Rebibbia

Ven, 05/24/2019 - 15:00

Amazon sbarca in carcere. A Torino e Roma.

L’intesa è stata annunciata dal direttore del penitenziario delle Vallette di Torino, Domenico Minervini. Un polo di servizio targato Amazon ed ePrice sarà realizzato anche a Rebibbia. Il 30 maggio al Dap, il Dipartimento di amministrazione penitenziaria, verrà firmato il patto con la multinazionale del commercio online.  Patto che prevede l’utilizzo detenuti come magazzinieri e di supporto alla logistica sia a Torino sia a Roma. “Si tratta di un importante accordo, con un’azienda internazionale e seria” , sottolinea Minervini.

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Fonte immagine copertina Radio Popolare