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Aggiornato: 1 ora 37 min fa

Milano si sveglia con un murales antirazzista

Lun, 07/13/2020 - 13:00

Piazza Gramsci, in centro a Milano, si è svegliata stamani con un murales colorato sulla pavimentazione centrale, portato a termine nella notte dagli attivisti di 6000 Sardine. “Una rivisitazione in chiave più strettamente italiana del movimento Black Lives Matter americano”, ci spiega Giuliano, che ha lavorato assieme a molti altri attivisti per terminare un’opera d’arte che richiama i principi universali dell’uguaglianza e della non violenza, autorizzata naturalmente dal Comune, anche perché provvisoria, ma finita comunque nelle polemiche delle forze di destra.

Human Black Migrant Lives Matter

La scritta del murales è “HUMAN BLACK MIGRANT LIVES MATTER”: ovvero le vite degli esseri umani, compresi neri e migranti, hanno importanza. Un messaggio che, come l’originale, colpisce perché profondamente banale eppure allo stesso tempo dimenticato e necessario.

Il messaggio

“Durante la notte decine di volontari hanno imbracciato rullo e pennello per lanciare un forte messaggio di antirazzismo e solidarietà – recita il comunicato diffuso dalle Sardine -. Con questo gesto Milano abbraccia le voci di milioni di persone in tutto il mondo che reclamano uguaglianza e giustizia sociale. Il punto di partenza, nel nostro Paese, deve essere l’abrogazione dei decreti sicurezzatra l’altro appena dichiarati incostituzionali dalla Corte Costituzionale – che continuano a perpetrare assurde politiche discriminatorie nei confronti di esseri umani in fuga da guerra, fame e miseria.

Il sostegno di Milano al mondo

Questa iniziativa di 6000 Sardine Milano è stata realizzata grazie al supporto ed al sostegno del Municipio 8, in particolare dell’Assessora ai Diritti Giulia Pelucchi, la quale ci ha tenuto a dichiarare che “gli amministratori devono prendere posizione. Noi lo abbiamo fatto. I diritti di tutte e di tutti vanno tutelati. Sono piccoli gesti ma ricchi di significato. Il Municipio 8 ha scelto da che parte stare”.

La nostra lotta è il Mediterraneo

L’Assessore alle Politiche Giovanili, Paolo Romano ha aggiunto: “Per tanti di noi che sarebbero voluti partire per l’America e scendere pacificamente in strada, poter dipingere questa piazza significa fare anche nostra questa battaglia e ricordare che il razzismo esiste in Italia, anche a Milano, a partire dalle storie di chi ha attraversato il Mediterraneo”.

Più sensibilità

Noi Sardine milanesi ci auguriamo che questo sia l’inizio di un proficuo percorso di sensibilizzazione che unisca politica e associazioni in un impegno concreto e duraturo per fare delle differenze culturali, etniche, di genere e religiose la ricchezza di una società aperta, pacifica e multicolore.
Cordiali saluti.

Leggi anche: Corte Costituzionale: decreto sicurezza di Salvini è discriminatorio Sei anche tu una sardina? Proteste per George Floyd, anche Roma è da brividi Elezioni Usa, Mr Kardashian tira l’assist a Trump

Covid-19, anche la Lombardia senza mascherina all’aperto

Lun, 07/13/2020 - 12:30

In arrivo molte novità per l’uso della mascherina, particolarmente rilevanti per la Lombardia che dovrebbe veder cadere l’obbligo di indossarla all’aria aperta, ultima regione che manteneva (e al momento mantiene) questa misura. Tuttavia, resta valido per tutti il principio che la mascherina va tenuta sempre a portata di mano e indossata, anche all’aperto, ovunque, nel momento in cui non si possa mantenere lo spazio di sicurezza di un metro tra persone. Resta ovunque l’obbligo di mascherina nei luoghi chiusi, almeno fino al 31 luglio. Le novità saranno ufficializzate domani con l’ultimo Dpcm, il decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che entrerà in vigore appunto martedì 14 luglio.

Mascherine dove e quando

Quindi le mascherine, e bene indossate, restano obbligatorie in tutti gli uffici pubblici, negozi e centri commerciali. Anche al ristorante quando ci si alza per andare alla cassa oppure al bagno, o quando si entra nelle palestre prima dell’allenamento, o sempre dal parrucchiere o nei centri estetici, negli ambulatori, nelle strutture sanitarie, nei musei, nei cinema o teatri, ma anche su treni, autobus e metropolitane. Dovranno continuare a indossarla senza sosta i commessi nei negozi, i ristoratori e i camerieri, ma anche il personale degli uffici pubblici e quello sanitario durante tutto l’orario di lavoro. Nei ricevimenti, solo gli ospiti potranno toglierla, ma solo se rispettano la distanza di sicurezza. 

La spiaggi di Sirolo, nel Conero, nelle Marche Più controlli nelle spiagge

Sulle spiagge, e nei locali della movida, ci saranno più controlli e già ne arriva notizia con multe salate per chi si è recato al mare senza prima prenotare un posto con l’apposita app. Verifiche e accertamenti anche negli uffici pubblici e soprattutto nei ristoranti, nei bar, nelle palestre, in tutti i punti di ritrovo. Ricordiamo che oltre la multa, per i gestori può scattare il ritiro della licenza e la chiusura temporanea del locale.

I tre pilastri “sacri”

Alla base delle nuove regole il principio di prudenza che si basa sui soliti tre punti: mascherina, almeno un metro di spazio tra le persone, lavaggio o disinfezione frequente delle mani. Un monito particolare arriva dal ministro della Salute Speranza a chi si sta accalcando nelle spiagge e fuori dai bar: “Se continueremo a rispettare le regole base, riusciremo a non vanificare quanto fatto finora. Sono sacrifici minori, ma i più importanti”.

In forse discoteche e fiere

Fiere, sagre, eventi pubblici e discoteche al chiuso potrebbero non vedere il semaforo verde neppure domani, essendo assembramenti per definizione: si attende il parere del comitato tecnico scientifico. Probabilmente il via libera arriverà solo per alcune regioni.

Leggi anche: Covid-19. I dati nel mondo. Cresce in Usa, genocidio in Brasile. In Italia 5 regioni con RT superiore a 1 Covid-19, il vaccino possibile solo grazie al sangue di un granchio raro

Anche nascondere i soldi sotto al materasso comporta dei rischi

Lun, 07/13/2020 - 11:00

Siete dei risparmiatori o degli investitori?

Il risparmiatore è colui che trattiene una parte del proprio reddito e la lascia lì, in bella mostra sul conto corrente o in un cassetto di casa, in attesa di consumarla in futuro per un evento imprevisto o per l’acquisto di un bene. Non pianifica, non si pone obiettivi e accumula risparmi in attesa di «fare qualcosa».

L’investitore, invece, non si accontenta di questo. Vuole aumentare la sua ricchezza impiegando i sui risparmi nel tempo. Pertanto si «priva» dei suoi risparmi per un periodo definito con l’intento di farli crescere, in modo da raggiungere un preciso obiettivo di vita: per esempio, procurarsi la somma necessaria per iscrivere il figlio a un master all’estero.

Il risparmiatore vive alla giornata, l’investitore pianifica per obiettivi di vita.
Il risparmiatore mantiene tutto liquido o liquidabile in poco tempo, l’investitore si priva del suo risparmio per periodi lunghi, puntando a buoni rendimenti e proteggendosi dall’inflazione.
Il risparmiatore concentra il suo patrimonio finanziario, l’investitore tende a diversificare.
Il risparmiatore non vuole correre alcun rischio, l’investitore sa che nulla è esente da rischi, neppure tenere i soldi sul conto corrente.
Molti risparmiatori, infatti, pensano di stare al sicuro lasciando i propri soldi sul conto corrente (o su altro strumento simile, per esempio un conto deposito) o addirittura sotto l’iconico materasso. La verità, invece, è che proprio questo comportamento apparentemente sicuro genera perdite certe, perché soggetto a un fenomeno molto sottovalutato dai risparmiatori: l’inflazione, che è come un nemico invisibile!

Perché il pericolo inflazione sia così sottovalutato (soprattutto dal risparmiatore) è inspiegabile. Un investitore, al contrario, conosce bene il fenomeno e cerca strumenti per proteggersi.
L’inflazione è un virus, un fenomeno subdolo e vigliacco, un tarlo che si insinua nel nostro patrimonio e lo erode lentamente, senza che ce ne accorgiamo. L’inflazione, infatti, non è altro che l’aumento generalizzato dei prezzi.

In pratica, se nel 2000 avevamo risparmiato 100 euro, con quei soldi potevamo comprarci quaranta pizze da 2,5 euro ciascuna; oggi con gli stessi 100 euro possiamo comprare solo venticinque pizze, perché il prezzo è salito a 4 euro. I 100 euro sono sempre gli stessi, ma non hanno più lo stesso valore, visto che non ci consentono più di comprare gli stessi beni di vent’anni fa.

Questo significa che se vi limitate a lasciare i vostri risparmi sul conto corrente, il tempo e l’inflazione genereranno una perdita certa, anno dopo anno. Si verifica cioè una riduzione del cosiddetto «potere d’acquisto», che non vi permetterà più di comprare le stesse cose che compravate prima.

Ecco una tabella di semplice interpretazione che mostra la perdita di potere d’acquisto di 100.000 euro nel corso degli anni per effetto della crescita dei prezzi (inflazione) del 2% all’anno. Come potete vedere, mantenendo i vostri soldi fermi sul conto corrente al cospetto di un’inflazione del 2%, in cinque anni il vostro capitale di 100.000 euro subirà una perdita certa di 9.426,92 euro. In dieci anni la perdita sarà di 17.965,17 euro, in venti di 32.702,87 euro e in trenta di ben 44.792,91 euro!

Di fronte a questi numeri vi renderete conto che, se avete del risparmio accumulato o prevedete di accumularlo, vi conviene cercare una remunerazione adeguata per i vostri soldi.

Ma tutto questo in banca ve lo spiegano? Avete consapevolezza di questi concetti basici?

La consapevolezza finanziaria, come specificato nel mio libro “Soldi Gratis” (Sperling&Kupfer), viene prima della educazione finanziaria. Non si può più pretendere che un pensionato, una casalinga, un operaio o un imprenditore possa afferrare la logica che muove i mercati della speculazione o degli investimenti, ma piuttosto si deve ai cittadini di comprendere e usare al meglio gli strumenti alla base del rapporto di fiducia con la loro banca. Si tratta di cittadini che non hanno più tempo per acquisire le competenze necessarie a capire i concetti più complessi della finanza: troppo tardi, ormai.
Piuttosto, hanno bisogno di indicazioni precise, pratiche, simili a quelle dei tutorial che cerchiamo sul web quando, per esempio, il nostro smartphone si blocca e vogliamo rimediare da soli. Lo facciamo tutti, senza avere una laurea in ingegneria informatica.

Foto di copertina di Alexas_Fotos da Pixabay

3 modi naturali per sbiancare i vestiti senza usare la candeggina!

Lun, 07/13/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Cookist un modo alternativo per fare a meno della candeggina nelle nostre abitudini quotidiane.

E’ infatti meglio evitare l’utilizzo prolungato (e in generale l’uso) della candeggina, in quanto oltre ad essere pericolosa per chi ne respira i fumi, quando si abbonda può addirittura corrodere alcuni materiali.

Qui di seguito come far tornare bianchi i nostri capi in poche semplici mosse!

Fonte: Cookist

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Limone: si può mangiare la buccia?

Lun, 07/13/2020 - 08:00

Quando andiamo al supermercato troviamo diversi tipi di limoni, di qualità e prezzi diversi.

Il limone è un agrume che si trova disponibile quasi tutto l’anno, non solo perché viene conservato, ma anche perché le piante sono tra le poche in grado di fare più fioriture, fornendoci nuovi raccolti che, a seconda della tipologia di pianta, maturano in inverno, in autunno ma anche in primavera.

Anche i Limoni hanno l’etichetta. Leggila bene

Al supermercato, quando si acquistano i limoni, così come tutta la frutta e la verdura, è bene però leggere sempre con attenzione l’etichetta e le diciture dei cartelli sugli espositori. Si possono scoprire notizie interessanti e utili, come ad esempio la provenienza, che ci può aiutare a fare una spesa il più possibile a “km zero”, dato che in Italia questo tipo di agrume non manca. Secondo dati Istat, in Italia ogni anno si producono più di 400 mila tonnellate di limoni, molti dei quali hanno ottenuto negli anni certificazioni di qualità, come ad esempio il marchio IGP.

La buccia del limone

Spesso la buccia del limone viene usata in cucina, grattugiata, in infusione con the o tisane, candita o usata per preparare cocktail o il famoso limoncino. Anche se spesso non ci si fa caso, non sempre la buccia del limone si può mangiare o usare per questi scopi. In etichetta infatti si trova anche la dicitura “edibile” o “non edibile” ed è importante cercare questa informazione perché è anche utile per la salute.

Alcune volte non è così semplice scoprire questo dato, soprattutto quando si comprano i limoni sfusi, sia al supermercato che al mercato: in questo caso solitamente l’indicazione è sull’etichetta che riporta il prezzo. Si tratta di indicazioni scritte solitamente in piccolo, però è bene farci caso e, nel caso in cui non si trovi, è bene richiederla al negoziante.

Buccia “non edibile”: cosa significa?

Quando sull’etichetta è riportata la dicitura “buccia non edibile”, significa che la buccia non si può mangiare o usare in cucina, nemmeno se ben lavata. Il limone, in questo caso, dopo la raccolta, è stato sottoposto ad un trattamento, in genere con un prodotto antimuffa o che migliora l’estetica della buccia e che ha un certo grado di potenziale tossicità. In genere è indicato anche il tipo di prodotto usato, con una sigla preceduta dalla lettera E, come si fa con gli additivi alimentari.

Si tratta di trattamenti autorizzati, che per la loro quantità ridotta e per il fatto che sono realizzati sui limoni già raccolti, dovrebbero mantenere una pericolosità limitata alla sola buccia e non penetrare nel frutto. Per questo quindi non si deve mangiare, usare in cucina o anche in infusione (ad esempio nel the o per fare liquori). Se si vuole usare la buccia, è meglio prediligere i limoni che hanno l’indicazione “buccia edibile” o “buccia commestibile”.

Buccia “edibile”

La dicitura “buccia edibile” indica che la buccia si può mangiare, perché questo tipo di trattamento post raccolta non è stato realizzato o è stato fatto con prodotti che sono stati classificati come non tossici. Anche questi prodotti sono indicati con una sigla preceduta dalla lettera E.

Anche se riporta la dicitura “buccia edibile”, può darsi che il limone abbia subìto, durante la permanenza in campo, qualche altro tipo di trattamento durante l’anno, così come previsto dai disciplinari dei vari tipi di coltivazione di riferimento.

I trattamenti possono essere anche molto pochi o di minor impatto per l’ambiente, come nel caso del biologico. Questo è un altro elemento che possiamo conoscere dall’etichetta. La legge prevede che il termine “biologico” possa essere usato solo dopo aver ottenuto una certificazione da un ente accreditato che controlla il rispetto del disciplinare, e tutto questo deve essere indicato in etichetta, con tanto di numero per poter risalire al lotto di produzione.

L’etichetta, sempre lei… meglio leggerla bene

Come i limoni, anche molti altri agrumi hanno questa indicazione sulla buccia perché subiscono questi trattamenti, così come molti altri tipi di frutta subiscono lavorazioni simili. Il consiglio è di leggere sempre bene l’etichetta per capire il modo in cui sono prodotti e poter scegliere in maniera consapevole. In questo video abbiamo raccolto qualche consiglio dell’agronomo Francesco Beldì su come fare la spesa e come scegliere frutta e verdura.

Foto di Hans Braxmeier da Pixabay

Festa abusiva: denunciati | «No al panino da casa»: è caos in spiaggia | Polonia: testa a testa tra sovranisti ed europeisti

Lun, 07/13/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Elezioni presidenziali in Polonia, per gli exit poll è testa a testa tra sovranisti ed europeisti;

Il Giornale: Flotta per i migranti infettati: il nuovo piano contro il virus;

Il Manifesto: Atlantia cerca di evitare la revoca di Autostrade. Ma i Benetton, pur ridimensionati, restano;

Il Mattino: Corvi e soffiate, quattro carabinieri finiscono sotto indagine al Vomero. Sicurezza, al Vomero arriva il prefetto: «Grande sintonia con le associazioni» Mercatino di Antignano, tragedia sfiorata al Vomero: albero rischia di crollare sulla folla Napoli, ragazzi picchiati in via Petrarca per uno sguardo di troppo. Denunciato 20enne, caccia ai complici;

Il Messaggero: Festa abusiva all’Argentario: 350 invitati, troppi assembramenti. Denunciati padre e figlio;

llsole24ore: Dalla Cig alle politiche attive, ecco i nuovi ammortizzatori – Com’è la nuova cassa Covid – Perché è miope investire altre risorse nel rinnovo del blocco dei licenziamenti;

Il Fatto Quotidiano: Coronavirus, è nuovo record di casi in 24 ore: 230.370 positivi. Usa, Brasile India e Sudafrica sono i Paesi con gli aumenti più rilevanti;

La Repubblica: Record di casi in Florida: più di 15 mila in 24 ore. La Catalogna ordina il lockdown per 8 comuni;

Leggo: «Vietato mangiare il panino portato da casa»: scoppia il caos in spiaggia;

Tgcom24: Migranti, la governatrice della Calabria a Conte: “Intervenga subito o vieto gli sbarchi;

Pagaiare in canoa a Milano

Dom, 07/12/2020 - 21:00

Il canottaggio è uno straordinario sport per sviluppare corporatura e muscoli, è adatto a tutti, anche i bambini, e poterlo fare in città, nel nostro caso Milano, è un piacere unico.

Conosciamo la Canottieri San Cristoforo, con interviste a Simone Lunghi, Responsabile settore Canoa, e alcuni dei ragazzi presenti alla lezione.

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Il burro: meglio giallo o bianco? L’importante è leggere l’etichetta

Dom, 07/12/2020 - 17:00

Perché all’estero si trova soprattutto burro giallo, e in Italia bianco? Perché per tradizione culinaria difendiamo piuttosto il re della dieta mediterranea, l’olio extra vergine d’oliva (evo), mentre sul burro non abbiamo grosse normative qualitative che ne difendano, ad esempio, la denominazione. Quindi sostanzialmente da noi si definisce “burro” una varietà di prodotti anche molto diversi tra loro, che proprio per questo motivo dovremmo imparare a valutare da soli, tenendo ben presente che il burro è comunque – bianco o giallo – un alimento da mangiare con moderazione.

Tutto quello che vuoi sapere sul burro bianco e quello giallo

«Il burro giallo è un burro di migliore qualità. La colorazione dipende dalla qualità del nutrimento: se l’animale pascola e bruca erba fresca, introduce più betacarotene. Al contrario, le mucche in stalla che si nutrono prevalentemente di fieno o mangimi producono un latte, e quindi un burro, più bianco». Nicola Di Daniele, docente di medicina interna all’Università di Tor Vergata, esperto in nutrizione, non è particolarmente amante di questo ingrediente. «Non è certo il massimo per chi, come noi, ha a disposizione piuttosto l’olio extra vergine di oliva. Il burro contiene grassi polinsaturi e monoinsaturi, che aumentano gli LDL, le lipoproteine comunemente conosciute come colesterolo cattivo, prima causa di arteriosclerosi e quindi infarti e ictus. Al contrario, l’olio evo contiene tra l’altro antinfiammatori naturali che aiutano a vivere meglio e in salute».

Il burro non è tuttavia da demonizzare. «Ha un punto di fumo molto alto, attorno ai 250 gradi, quindi regge la cottura molto meglio dell’olio evo e si presta quindi bene per esempio per la preparazione di torte. Inoltre, a crudo, contiene vitamina A, specialmente se parliamo di burro di buona qualità. Ce ne possiamo concedere però non più di 20 grammi al giorno: sia per la longevità, che per la salute, che per allontanare il rischio di malattie croniche degenerative». Questo anche perché il burro è un alimento fortemente calorico, e la nostra grande arma, oggi, contro le malattie mortali più diffuse è proprio la riduzione delle calorie. “Meno calorie significa più vita”, mentre è chiaro che è fondamentale anche scegliere le calorie “giuste”. Quindi no prima di tutto agli zuccheri (yogurt alla frutta, succhi – anche quelli 100% frutta – gelati, dolci), mentre «è sempre preferibile scegliere un alimento di origine vegetale rispetto a uno di origine animale. Questo non significa eliminare completamente grassi e proteine animali, ma ridurle a un contributo molto modesto».

Il burro più giallo è migliore anche perché l’erba, grazie alla presenza di Omega 3, ne migliora la consistenza, rendendolo più morbido.  Stesso discorso per i metodi di preparazione del burro, «quello centrifugato è generalmente molto apprezzato perché più soffice». Tornando alla colorazione, attenzione: «sebbene sia vietato aggiungere coloranti, può succedere che alcuni marchi trovino questa soluzione per far sembrare il loro burro migliore: quindi, come per tutti gli alimenti, è indispensabile anche per il burro leggere attentamente gli ingredienti».

Per il resto, per scegliere un buon burro si dovrebbe «evitare il chiarificato, che è ancora peggio del burro bianco perché gli vengono tolte le proteine e rimane solo il grasso saturo, che, come detto, non è buono per la salute», conclude Di Daniele.

Foto di congerdesign da Pixabay

Realizziamo sabbia cinetica a costo zero e 100% naturale

Dom, 07/12/2020 - 14:00

Dal canale YouTube DONDOI un divertente ( e sorprendente!) esperimento adatto sia ad adulti che ai bambini (purché non al di sotto dei tre anni) per vivere un’esperienza assolutamente unica.

Realizziamo in casa la sabbia cinetica (o Kinetic Sand) materiale generalmente composto al 98% da sabbia naturale e per il 2% da un polimero non tossico, che le conferisce la malleabilità tipica della plastilina. noi lo faremo in casa usando solo prodotti 100% naturali! Cosa ci serve:

  • Farina 8 tazze;
  • Olio vegetale 1 tazza
Fonte: DONDOI

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Vuoi comprare un’auto con me?

Dom, 07/12/2020 - 11:00

I gruppi d’acquisto per non essere acquirenti passivi

Consociare gli acquisti è uno strumento fondamentale per migliorare il mondo. Si parla tanto di cambiare il paradigma per affrontare il drammatico momento di cambiamento che stiamo vivendo. Ecco non essere più consumatori isolati sottomessi alla volontà delle multinazionali è un modo per cambiare le carte in tavola.

La sfida che ci sta davanti rende indispensabile che i consumatori autogestiscano una parte del sistema di acquisti. Non più acquirenti passivi, in balia delle offerte di mercato e degli aumenti di prezzo dovuti ai costi di pubblicità e distribuzione che alla fine ricadono sulle tasche dei consumatori.

Far parte di un gruppo di acquisto è semplice ma ci permette di far valere il nostro potere di acquisto: forse lo strumento più potente in mano oggi ai cittadini.

Uno strumento per difendere i consumatori

Siamo in un momento di grandi cambiamenti e i gruppi di acquisto sono uno strumento formidabile per difendere i consumatori, ottenere cioè prezzi più bassi e maggiori garanzie. Ma sono anche uno strumento per determinare le scelte della grande industria.

I Bilanci di Giustizia, storico gruppo che ha consociato da anni gli acquisti primari (sopratutto alimenti), ha calcolato un risparmio annuo per ogni famiglia pari a uno stipendio mensile.

Quanto risparmierebbe una famiglia se riuscissimo a consociare le spese per servizi (gas, luce, telefonia, connessione) beni di consumo e acquisto di beni durevoli (auto, elettrodomestici ecc)?

Il gruppo d’acquisto per le auto

Ma facciamo un passo per volta, se vuoi comprare un’auto ibrida, elettrica o a gas o trasformare in un’ibrida a gas la tua auto a benzina puoi farlo beneficiando di prezzi e condizioni particolari. L’auto la compri tu, è tua, ma le condizioni sono collettive e sicuramente sono le migliori che puoi ottenere oggi. Per offrirti questo risultato abbiamo stretto un accordo con Il Gai, Gruppo d’Acquisto Ibrido, che da anni ha un’esperienza di successo e ha permesso a più di 1.500 persone di comprare un’auto a condizioni vantaggiose. L’esperienza è stata positiva anche dal punto di vista del rapporto successivo all’acquisto con la concessionaria: se si verifica qualsiasi tipo di problema far parte di un gruppo che acquista centinaia di autovetture è ben diverso che trovarsi a trattare da soli con il concessionario…

Iscriviti al gruppo d’acquisto. È facile!

E’ molto semplice iscriversi al gruppo d’acquisto auto, basta compilare questo form > www.gruppoacquistoibrido.it

Se poi acquisterai un’auto con il gruppo d’acquisto tramite People for Planet avrai gratuitamente un disegno originale a colori di Jacopo Fo della serie “Animali Fantastici”. Basterà che ad acquisto avvenuto tu ci invii una email a info@peopleforplanet.it indicando il numero della targa e ti invieremo il disegno a casa per festeggiare!

Il futuro della popolazione del mondo (Video 4)

Dom, 07/12/2020 - 09:00

Mentre nei Paesi occidentali ci si incammina verso un invecchiamento generale e in certi luoghi non si fanno più figli, l’Africa nel 2050 raddoppierà la propria popolazione. Bisognerà studiare questi trend, anche per capire consa significa per la Terra e quali saranno le tendenze che questi cambiamenti demografici porteranno. Ce ne parla Roberto Paura, presidente dell’Italian Institute For the Future.

L’Italian Institute For the Future è un’organizzazione no – profit nata a Napoli nel 2013 che si occupa di anticipare il futuro. Abbiamo raccontato cos’è in questo video.

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Covid-19. I dati nel mondo. Cresce in Usa, genocidio in Brasile. In Italia 5 regioni con RT superiore a 1

Dom, 07/12/2020 - 08:00

La Johns Hopkins University raccoglie i dati di casi confermati e morti per coronavirus in tutti i paesi. Secondo i dati all’11 luglio sono gli Stati Uniti ad avere il più alto numero di casi accertati e di morti, l’Italia è tredicesima per numero di casi (sorpassata questa settimana da Iran, Sud Africa e Pakistan) e quarta per numero di morti (rispetto all’Italia sono più i morti registrati negli Usa, in Brasile e nel Regno Unito).

Complessivamente nel mondo dall’inizio della pandemia si sono registrati 12.499.000 casi (1.418.000 nuovi casi nell’ultima settimana, dato in forte aumento rispetto alla settimana precedente) e 560.000 morti (35.000 in più rispetto a 7 giorni fa, dato in leggero aumento rispetto alla settimana precedente).

Si conferma quindi che non si può parlare di “seconda ondata” poiché la rima non è mai terminata.

La diffusione della pandemia non si ferma ma continua a diminuire il tasso di letalità

Ormai per la nona settimana consecutiva il confronto tra incremento di casi e di morti a livello mondiale conferma l’ipotesi che, mentre il virus continua a diffondersi, la sua letalità stia diminuendo. Il tasso di letalità dall’inizio della pandemia è stato del 4,5% sui casi accertati mentre nell’ultima settimana è stato del 2,5%.

Negli Usa 390.000 casi nell’ultima settimana. Di più che tutti quelli dell’Italia dall’inizio della pandemia

Continua l’impressionante escalation di casi negli Usa, dove nell’arco di una settimana si è passati da 2.795.000 a 3.185.000. Nello stesso periodo il numero dei morti per Covid-19 in Usa è cresciuto da 129.000 a 134.000.

In una sola settimana gli Usa hanno avuto più casi che in Italia dall’inizio della pandemia.

Lo stato di New York da solo conta ad oggi oltre 32.000 morti ma per fortuna, almeno in questo stato, il numero di morti settimanali è fortemente rallentato. Resta altissimo nello stato di New York il numero dei ricoverati: 71.000

La pandemia rallenta in Europa, in Brasile 6.000 nuovi morti in una settimana.

Mentre nell’insieme dei paesi europei si registra un complessivo rallentamento della diffusione del virus, continua l’esplosione in Brasile dove solo nell’ultima settimana si sono registrati 6.000 nuovi morti , ancora di più che nella settimana precedente. Il Brasile è il paese con il numero di casi e di morti più alto al mondo dopo gli Usa, mentre il presidente brasiliano Bolsonaro continua a minimizzare la questione anche dopo essere stato colpito a sua volta dal Covid-19i. Sono ormai in molti a sostenere che Bolsonaro si stia macchiando di un genocidio a carico in particolare delle popolazioni native del Brasile e degli abitanti delle favelas.

Oltre al Brasile, in Sud America sono particolarmente toccati dall’escalation del virus il Perù, il Messico e il Cile, tutti presenti nella triste classifica dei 10 paesi con il maggior numero di casi accertati.

Altro paese che segnala un preoccupante sviluppo della diffusione è l’India con173.000 nuovi casi nell’ultima settimana, in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente quando i casi erano stati 137.000

Italia: la diffusione del coronavirus rallenta e si concentra in Lombardia. Cresce l’indice RT in alcune regioni

In Italia il numero dei nuovi casi accertati tende a ridursi ed a concentrarsi in Lombardia.

Mentre la magistratura continua le sue indagini sulla Lombardia (le mancata zona rossa di Alzano, la riapertura dopo 3 ore del pronto soccorso senza precauzioni dopo che era stato registrato un caso di covid-19, la strage nelle Case di Riposo) è da segnalare che, sempre secondo i dati ufficiali, dei nuovi casi di positività al covid19 in Italia nell’ultima settimana circa il 60% sono stati riscontrati nella sola Lombardia. Come ha dichiarato nei giorni scorsi  il prof. Galli virologo dell’Ospedale Sacco di Milano, i dati (solo numerici) forniti dalla regione non consentono di comprendere la natura dei casi accertati e l’esistenza o meno di focolai nel territorio.

Altro dato preoccupante, secondo il monitoraggio settimanale del Ministero della Salute, è che in 5 regioni (Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio) l’indice RT che indica la capacità di diffusione del virus è salito sopra a 1.

I dati ufficiali per paese: casi accertati e morti

Di seguito i dati ufficiali dei 10 paesi con più casi accertati e più morti per Covid-19 in base alle statistiche ufficiali all’11 luglio.

I segni (+) e (-) indicano le variazioni nel ranking rispetto a 7 giorni fa.

Casi confermati

  • 3.185.000 Stati Uniti
  • 1.801.000 Brasile
  • 821.000 India (+)
  • 713.000 Russia (-)
  • 320.000 Perù
  • 309.000 Cile
  • 290.000 Regno Unito
  • 289.000 Messico (+)
  • 254.000 Spagna (-)
  • 253.000 Iran (+)
  • L’Italia è 13a con 243.000 casi preceduta anche da Sud Africa e Pakistan

Morti

  • 134.000 Stati Uniti
  • 70.000 Brasile
  • 45.000 Regno Unito
  • 35.000 Italia
  • 34.000 Messico (+)
  • 30.000 Francia (-)
  • 28.000 Spagna
  • 22.000 India
  • 12.000 Iran
  • 11.000 Perù

Foto di Nick Bolton (USA): “questo è solo un intervallo”

Università, sconti a chi torna al Sud | Sardegna: la ribellione di 60 cameriere | Conte non vuole i Benetton

Dom, 07/12/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Il nuovo allarme dell’Oms sul coronavirus: record di contagi nel mondo in 24 ore.La diffusione del virus: la mappa in diretta;

Il Giornale: Ecco i tre focolai della peste che ora terrorizzano la Cina. Prima si è parlato di marmotte, poi di ratti. Ma in queste località (una è Wuengeng) ci sono pratiche molto pericolose;

Il Manifesto: Incrementare la spesa pubblica per colmare il vuoto della domanda;

Il Mattino: La Danimarca lancia il passaporto Covid;

Il Messaggero: Università, rette scontate per chi torna al Sud: la mossa per riprendersi i fuorisede;

llsole24ore: Elon Musk ora è più ricco di Warren Buffett – Perché il Covid non frenerà la crescita dei super paperoni;

Il Fatto Quotidiano: La ribellione delle 60 cameriere di un resort in Sardegna: “Più ore e meno soldi in busta paga. Ci siamo rifiutate e siamo state licenziate”;

La Repubblica: Conte non vuole che restino i Benetton. Le autostrade allo Stato;

Leggo: Obbligo di mascherine, distanziamento, febbre e stato di emergenza: c’è la proroga. Le nuove date, la decisione del Governo LE PAROLE DI CONTE;

Tgcom24: Virologa di Hong Kong fuggita in Usa: “Pechino insabbiò le ricerche sul Covid”;

Autismo e lavoro: il progetto Scipione

Sab, 07/11/2020 - 17:00

Siamo a Pieve Santo Stefano, frazione del Comune di Lucca, all’interno della meravigliosa Villa Sardini. Francesca Bogazzi, intervistata da Jacopo Fo, racconta del progetto Scipione, studiato per offrire una possibilità formativa e lavorativa nell’agricoltura alle persone con autismo.

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3 giochi estivi fai-da-te- per bambini

Sab, 07/11/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Nostro Figlio un video che ci mostra come realizzare tre giochi estivi che piaceranno ai bambini. Giochi divertenti con la carta, le bolle di sapone e la tempera ad acqua colorata, per trascorrere giornate all’aria aperta divertendosi!

Fonte: Nostro Figlio

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“Chi paga?”: il pubblico impiego nel mirino di Sala e Gramellini

Sab, 07/11/2020 - 09:06

“È chiaro che se un dipendente pubblico, a parità di ruolo, guadagna gli stessi soldi a Milano e a Reggio Calabria, è intrinsecamente sbagliato, perché il costo della vita in quelle due realtà è diverso”. Fanno scalpore le parole del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, pronunciate nel corso di una diretta Facebook con i Giovani democratici, tanto più che arrivano a un giorno di distanza dalle parole del giornalista Massimo Gramellini.

Il costo della vita incide sugli stipendi a nord e sud


Il primo cittadino milanese ha ricordato l’incidenza del costo della vita a Milano sugli stipendi, soprattutto per i giovani. “Esiste una questione relativa al costo della vita nella nostra città – ha detto – la cosa che non va è quanto sono pagati i giovani a Milano. Dietro lo stage e altre formule del genere, si nasconde un po’ di sfruttamento giovanile”. Per capire il disastro in atto basta confrontare i dati occupazionali 2020 e 2009: con il Coronavirus ci sono stati 500mila occupati in meno, nonostante il blocco dei licenziamenti. Dopo la grande crisi del 2008, in tutto il 2009, erano stati meno di 400mila. Un disastro che ha colpito, per il momento, soprattutto giovani e donne.

“Chi paga?”

Nel Il caffè’ di giovedì 9 luglio, su Il Corriere della Sera, Gramellini ha creato malcontento. Il giornalista e scrittore ha voluto rispondere ai commenti al post di Giorgia Meloni che si congratulava con l’equipe medica dell’Ospedale Bambin Gesù per l’intervento che ha portato alla separazione delle due gemelline siamesi provenienti da un villaggio centrafricano. Ai vari “chi paga?”, sotto il post della segretaria di Fratelli d’Italia, Gramellini ha idealmente risposto:

Non riesco a immaginare un uso migliore delle mie tasse. In compenso ne conosco di peggiori. Chi paga i burocrati che rallentano qualsiasi pratica per ignavia, avidità o paura? Noi. E chi paga i dipendenti pubblici che durante la pandemia si sono chiusi in casa con più zelo di un congresso di virologi e hanno continuato a prendere lo stipendio senza fare nulla, infischiandosene dei colleghi che nel frattempo si addossavano la loro parte di lavoro? Sempre noi.

Il tema dell’efficienza del pubblico impiego è di stringente attualità e sarebbe stato molto interessante leggere un articolo sull’efficienza del pubblico impiego. Così come sarebbe stato utile che il sindaco Sala avesse saputo che lo stato italiano è uno, e pertanto, come normale che sia, i suoi dipendenti percepiscono lo stesso stipendio in tutte le sedi, fatta eccezione delle regioni a statuto speciale, dove i compensi sono calcolati diversamente, di cui la Lombardia non fa parte. Sarebbe stato infine auspicabile, affrontare un’ulteriore questione: è vero che il costo della vita cambia da nord a sud, ma perché, pur pagando le stesse tasse, i cittadini del sud hanno servizi decisamente inferiori? Tutte questioni aperte, irrisolte, affrontate con generalizzazioni, e tifoserie da stadio. Chi paga per questo pressappochismo? Noi.

Nasce l’Academy di People For Planet

Sab, 07/11/2020 - 09:00

Eccoci qui, dopo 2 anni e mezzo di People For Planet e una pandemia non ancora finita a chiederci: cos’altro possiamo fare oltre che dare informazioni attraverso il giornale online?

La risposta che ci siamo dati è: mettiamo a disposizione ciò che sappiamo e sappiamo fare (noi e i nostri amici esperti) attraverso dei corsi on line che si occupino di cose importanti per chi sta cambiando il mondo.

Per esempio il marketing, perché non basta fare le cose bene, bisogna anche saperle offrire, distribuire, far conoscere… E questo riguarda le iniziative green, il turismo consapevole, la cultura, l’arte…

Per esempio la comunicazione, quella con il pubblico ma anche quella che usa i nostri mestieri: il giornalismo, il videomaking…

Per esempio l’uso efficace del web e dei social per far conoscere e farsi conoscere attraverso il mondo iperconnesso…

Ma poi anche la psicologia, il teatro, la storia

Così abbiamo creato un catalogo di titoli e vorremmo che tu ci aiutassi a scegliere quelli che per te sono i più importanti, i più interessanti da cui partire, a settembre. Puoi farlo facilmente usando questo link per votare.

VOTA I CORSI PIU’ INTERESSANTI

A settembre partiremo con i corsi più votati.

Corsi basati su video, testi agili, batterie di test per verificare l’apprendimento, incontri online con docenti e partecipanti… e alla fine gli attestati per quanti superano il test finale.

Corsi veloci, operativi e low cost, che consentono alle persone di apprendere le cose necessarie nel tempo strettamente necessario.

Corsi che saranno tenuti dagli autori di People For Planet e da tanti altri docenti esperti e qualificati.

Aiutaci con il tuo voto a scegliere da quali corsi partire a settembre, grazie!

Sarai tra i primi ad essere informato

VOTA I CORSI PIU’ INTERESSANTI

Benvenuto nell’Academy!

Fonte immagine copertina: Helena Lopes

Dare valore alla materia

Sab, 07/11/2020 - 08:00

Oggi la fibra di cellulosa derivata dal legno viene riciclata fino a sette volte: ciò permette di diminuire l’impatto ambientale, anche attraverso pratiche di coltivazioni forestali sostenibili, che prevedono di piantare due o tre alberi ogni volta che se ne abbatte uno, ed escludendo da questo processo le foreste primarie, che sono uno scrigno della biodiversità e che anche grazie all’assorbimento di un’enorme quantità di anidride carbonica difendono il clima.
Quindi si potrebbe pensare che per quanto riguarda il mondo della carta non ci sia più molto da fare, visto che si usano sia il riciclo, sia le fibre provenienti da foreste certificate, ma non è così.
Esiste un’altra frontiera: quella dell’upcycling. Prima di addentraci nel problema è bene puntualizzare cosa è l’upcycling: si tratta di un processo industriale che aumenta il valore industriale di una materia. Nel caso dell’economia circolare si parte da un rifiuto che ha scarso valore sul mercato, magari perché destinato naturalmente all’incenerimento per generare energia o peggio alla discarica, e che invece attraverso processi industriali diventa una materia prima/seconda.
E’ un processo virtuoso a tutto tondo: si produce valore e si riducono i rifiuti e quindi i costi di gestione. E nel caso della carta ciò può avvenire per il 20-25% della materia prima utilizzata.
In Italia c’è chi di questo processo di upcycling ne ha fatto un fattore di successo: è la cartiera Favini che da anni, attraverso un inedito processo industriale brevettato, “innesta” materiali “strani” nella carta ottenendone tipologie d’alta qualità. Il processo industriale si chiama micronizzazione e permette ad altri materiali di assumere la forma e la dimensione necessarie per legarsi con le fibre di cellulosa e formare la carta.
Favini iniziò questa produzione oltre venti anni fa per contribuire allo smaltimento delle alghe che, a causa del processo di eutrofizzazione dell’acqua marina, infestavano la laguna di Venezia. Venne così creata la prima carta ibrida a base di alghe. Successivamente vennero utilizzati altri materiali di scarto come quelli agroalimentari, quali i residui di agrumi, uva, ciliegie, lavanda, mais, olive, caffè, kiwi, nocciole e mandorle: tutti materiali che, oltre ad aumentare la sostenibilità della carta, la rendono “diversa” e più pregiata.
Messa a punto la filiera delle materie prime seconde d’origine vegetale Favini ha studiato “contaminazioni” più spinte, come quelle dell’utilizzo degli sfridi della concia delle pelli, cioè dei frammenti che avanzano da un prodotto durante la sua lavorazione. E’ una storia che merita di essere raccontata: questo processo di riciclo, infatti, si basa sugli sfridi della concia vegetale, ossia di una concia che non usa materiali inquinanti; e il fatto che gli scarti, se originati dalla concia vegetale, abbiano un valore di mercato ha convinto alcune concerie a passare a questo tipo di lavorazione. Questo è uno degli effetti dell’upcycling legato alla sostenibilità.
E poi c’è il concetto della circolarità stretta. La nota casa di champagne Veuve Clicquot, infatti, ha chiesto a Favini di realizzare un cartoncino che contenesse la vinaccia residuo della spremitura per realizzare la scatola della sua linea di champagne biologico. E la cosa ha un tale valore, per la casa vinicola francese, che il processo di produzione di questi cartoncini è spiegato con una infografica su un lato della confezione.
Altro esempio ancora è quello dell’industria agroalimentare Pedon, che ha chiesto alla cartiera veneta di realizzare gli imballaggi dei propri legumi secchi con gli scarti degli stessi. Missione compiuta. I legumi secchi scartati all’inizio della selezione si ricongiungono, sotto forma d’imballaggio, ai propri simili alla fine del processo, con un doppio risultato. Il primo è quello di evitare di aver prodotto un rifiuto o un materiale di bassa qualità, mentre il secondo è che così si ottiene un cartone adatto al contatto con gli alimenti, cosa molto complicata dal punto di vista normativo quando si parte dai rifiuti, evitando l’utilizzo di una bustina di plastica. Con minori costi per l’impresa, i consumatori e l’ambiente, visto che si usa un “rifiuto” per evitarne la produzione di un altro.

Fonti:
https://www.veuveclicquot.com/it-it
http://www.favini.com/
http://www.pedon.it/it/etica–ambiente/Eco-sostenibilitaa

Altro colpo ai decreti sicurezza di Salvini | Covid: Robert De Niro «sul lastrico» | “In Lombardia potenziali crimini contro l’umanità”

Sab, 07/11/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Elicottero precipita nel Tevere a Nord di Roma: in corso le ricerche di superstiti;

Il Giornale: Non buttate i “pezzi di carta”:così il Fisco può distruggervi. Ecco che cosa si rischia col “cestino facile”;

Il Manifesto: Dalla Consulta un altro colpo ai decreti sicurezza di Salvini;

Il Mattino: Perde controllo dell’auto e falcia sei amici: morta 27enne, grave la sorella incinta;

Il Messaggeroc: chiusi gli hotel, l’ex moglie lo porta in tribunale. De Niro ancora contro Trump: «Vuole solo essere rieletto» CoronavirsDiCaprio e De Niro: «Chi dona qualcosa parteciperà al film “Killers of The Flowers Moon” Robert De Niro a Roma presenta il film su suo padre (Foto Rino Barillari);

llsole24ore: Covid e fase 3: economia o salute? Come fare per bilanciare i due aspetti;

Il Fatto Quotidiano:In Lombardia potenziali crimini contro l’umanità”. Le famiglie di Bergamo scrivono alla Corte europea;

La Repubblica: L’annuncio di Conte: stato d’emergenza sarà prorogato al 31 dicembre. Fino a fine anno anche lo smart working;

Leggo: Aggredisce il guidatore e fugge col tram: terrore a Milano;

Tgcom24: Ragazzi morti a Terni, “tecniche per mix droghe apprese da canzoni trap e web” | Scheda: cos’è la purple drank;

Covid-19, il vaccino possibile solo grazie al sangue di un granchio raro

Ven, 07/10/2020 - 17:00

Non è una novità, ma piuttosto una pratica ben consolidata nei laboratori scientifici quella di “mungere” i cosiddetti granchi a ferro di cavallo (i limuli) che si trovano sulle coste americane. Hanno 10 occhi, esistono da più di 300 milioni di anni, ma soprattutto il loro sangue blu è perfetto per testare la presenza, nei farmaci iniettabili di nuova creazione, di batteri pericolosi. Si tratta delle endotossine, in grado di uccidere le persone anche in piccole quantità, come l’Escherichia coli e la salmonella.

 La mungitura pericolosa

Ogni anno centinaia di migliaia di linuli vengono catturati e portati nei laboratori americani, dove parte del loro sangue viene rimosso da una vena vicino al loro cuore, dopodichè vengono rilasciati in natura. Sono stati riscontrati tuttavia indebolimenti negli esemplari dopo questo tipo di operazioni, come per le femmine che dopo il prelievo riducono la possibilità di accoppiarsi.

 L’unica alternativa valida

Oggi vengono utilizzati anche per aiutare gli scienziati a ricercare un potenziale vaccino contro il Covid-19. Gli ambientalisti e alcune aziende hanno cercato di spingere per un test alternativo, al fine di proteggere i limuli e gli uccelli che si nutrono delle loro uova. All’inizio di quest’anno tra l’altro stava per essere approvato un test alternativo sulla stessa base, noto come rFC (fattore ricombinante C), che però al momento per la Farmacopea americana deve essere ancora perfezionato. Il sangue dei linuli pare sia l’unico reagente conosciuto in natura in grado di portare a termine il test batteriologico in modo sicuro.

30 test solo negli Usa

In un’intervista alla BBC la dott.ssa Barbara Brummer, responsabile di una squadra che lavora per preservare la natura in New Jersey, ha affermato che al momento negli Stati Uniti ci sono “almeno 30 aziende che lavorano su un vaccino” e “ognuna di esse deve sottoporsi a questi test. Quindi la mia preoccupazione riguarda la popolazione dei granchi a ferro di cavallo, perché sono una parte così importante dell’ecosistema”.

 La perdita di biodiversità

Già, perché se in effetti verranno prodotte una moltitudine di vaccini per il Covid-19 tutti questi farmaci dovranno essere testati e se il test dovrà essere fatto con il sangue dei linuli allora possiamo considerare questa specie già estinta. E soprattutto è assurdo pensare che facciamo affidamento sul sangue di animali selvatici durante la pandemia, sappiamo da dove tutto questo caos deriva, ovvero dalla perdita della biodiversità, eppure sembra che progressi non vogliano essere fatti nella direzione opposta.

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