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Aggiornato: 1 ora 47 min fa

Consigli utili per salvare un animale in difficoltà

Lun, 08/03/2020 - 17:00

Torniamo al Giardino delle Capinere di Ferrara per chiedere a Lorenzo Borghi, Responsabile Lipu sezione Ferrara, alcuni consigli su come comportarsi in caso si trovi un animale selvatico ferito e in difficoltà.

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Ricetta del cocktail naturista contro droghe e alcol estivi (VIDEO)

Lun, 08/03/2020 - 16:00

Il grande cocktail analcolico che che prende il nome di “Il Mozambico fa bene” sta impazzando nei posti più “in” della costa! Un cocktail salutare, lungimirante e tonificante! Per una percezione della vita terrena superiore alla media! Ecco cosa serve:

  • 1 limone;
  • 1 peperoncino rosso (il più tosto che trovate!!);
  • zenzero;
  • 1 bottiglia di Coca biologica;
  • Ghiaccio;
  • Shaker.
Fonte: Il Teatro fa bene

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Niente distanziamento su treni e mezzi pubblici in Lombardia, Piemonte e Liguria.

Lun, 08/03/2020 - 14:59

Non sono bastati l’ordinanza di sabato del ministro della Salute Roberto Speranza e l’allarme, arrivato un giorno prima, del Comitato tecnico scientifico: le regioni Lombardia, Piemonte e Liguria, tutte e 3 amministrate dal centrodestra, confermano le proprie ordinanze e quindi in queste regioni continua a rimanere possibile l’utilizzo di tutti i posti a sedere nel trasporto pubblico locale e l’intasamento nelle carrozze, nonostante la curva del contagio risulti in crescendo negli ultimi giorni.

Stamattina, a Radio Popolare, l’assessore comunale ai trasporti di Milano Granelli ha detto che nella città si mantengono le regole di distanziamento indicate da Governo e Comitato Tecnico Scientifico per ridurre la diffusione del contagio, prontamente smentito da telefonate di ascoltatori che testimoniavano di metropolitane e mezzi di superficie intasati e senza nessun controllo.

La situazione si presenta particolarmente grave e allarmante anche in considerazione del periodo che tradizionalmente è destinato ai viaggi per le vacanze verso le località di villeggiatura.

Una ulteriore conferma che da parte di alcune amministrazioni si antepongono gli interessi economici a quelli della salute pubblica.

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Evasione fiscale e apertura dei conti correnti: c’è qualcosa che mi sfugge.

Lun, 08/03/2020 - 12:00

Chissà se questa volta i “tecnici” diranno la verità al presidente Conte. Perché se davvero si vuole fare la lotta alla “grande evasione fiscale”, così come dichiarato dal governo, allora togliamoci la maschera e diciamo una volta per tutte dove si trovano i grandi patrimoni delle categorie “protette” tra cui, così come denunciato nel libro Io vi accuso (Chiarelettere), ci sono anche i rappresentanti del clero e la potente lobby dei commercianti cinesi. E soprattutto, senza filtri, chiariamo chi sono i complici! L’evasione fiscale sta nelle banche (anche) italiane ma non si vede.

Caro presidente Conte, chieda quindi ai suoi preparatissimi tecnici come fa una banca a coprire la grande evasione fiscale delle categorie “protette”? Offrendo un servizio chiamato «società fiduciaria», anche conosciuto come “intestazione fiduciaria”. Che cosa sono di preciso? Sono delle società, appunto, che ogni gruppo bancario ha al suo interno, che garantiscono l’anonimato nei confronti di terzi e quindi anche del fisco. Tu cliente puoi cedere il patrimonio e scomparire facendo perdere le tracce. Un conto «fantasma» intestato alla fiduciaria con un numero segreto inaccessibile a tutti.

Oppure chieda come mai nessun “tecnico”  accenni mai alla grave incongruenza di eliminare il contante senza imporre, pero’, per legge il diritto di chiunque a disporre di un semplice conto corrente bancario, anche se solo su “basi attive”, cioe’ operando solo su proprie disponibilità e senza chiedere un euro di finanziamento?

Mi spiego meglio.

Sappiamo tutti che per combattere la nano-evasione fiscale (e non la grande evasione) ed imporre un maggior controllo sulla possibilita’ di riciclare danaro sporco, si e’ deciso di eliminare l’uso del contante. Dal gennaio 2020 Il nuovo limite per il pagamento in contanti è, infatti, di 2.000 euro, destinata a scendere a 1.000 euro da gennaio 2022.

Senza entrare nel merito della disposizione, noi tutti sappiamo che il contribuente italiano paga le tasse bestemmiando lo Stato; non ha coscienza di esercitare, pagando, una vera e propria funzione sovrana. E’ convinto che l’imposta gli sia imposta.

Talvolta pero’ si trova davvero nella impossibilita’ di pagare le tasse. E non per mancanza di denaro.

Perché c’è una  illogicità di fondo che occorre sistemare.

Come sappiamo, le banche possono negare l’apertura del conto corrente a “loro insindacabile giudizio” (senza dover neppure motivare).

Negli ultimi tempi pero’ si sta verificando un fatto davvero strano: gli istituti di credito rifiutano l’accensione del conto a coloro che presentano qualsiasi tipo di “segnalazione” nelle banche dati creditizie (Centrale Rischi, Crif, Experian, ecc).

Premesso che, così come prescritto dalle disposizioni di Bankitalia, al fine di valutare eventuali rischi di solvibilità e la moralità commerciale connessa alla gestione del rischio, la richiesta di informazioni creditizie alle banche dati può essere fatta solo se il potenziale correntista avanza, contestualmente alla istanza di accensione di conto corrente, anche una domanda di finanziamento che deve formalizzare apponendo una firma su apposito modulo che autorizza la banca ad interrogare gli archivi di Centrale Rischi & Co., mi chiedo se ormai è divenuta consuetudine per le banche far firmare (!!!!) questo modello anche quando non si presenta la necessità, cioè anche quando il cittadino vorrebbe semplicemente utilizzare uno strumento (il conto corrente) di servizio per la gestione della finanza ordinaria (pagamento bollette, accredito stupendo o incasso di emolumenti, ecc) senza far correre alcun rischio alla banca visto che utilizzerebbe solo ed esclusivamente proprie disponibilità.

Se così fosse saremmo di fronte ad un comportamento illecito. Giusto?

Dall’altro lato, ecco il paradosso che gli esperti tecnici dei ministeri non hanno ancora metabolizzato, i titolari di Partita Iva sono obbligati a pagare le tasse (anche se solo di 100 euro) tramite modello F24 solo ed esclusivamente con addebito su c/c.

E allora? Oggi chi ha debiti con lo Stato cosa deve fare?

Fate presto. Bisogna agire non nella testa ma nella pancia dell’italiano medio, li dove il Big Bang sta per scoppiare.

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Antiparassitario per cani 100% naturale fai da te

Lun, 08/03/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Fatto in Casa da Benedetta ecco la ricetta e il procedimento per fare un antiparassitario per cani in modo 100% naturale a base di Olio di Neem. Cosa serve:

  • 15g di olio di Neem;
  • 10g di olio di Mandorle dolci;
  • 10 gocce di olio essenziale di Citronella (in alternativa lavanda);
  • 10 gocce di olio essenziale di Chiodi di Garofano (in alternativa Tea Tree).

Con un contagocce distribuirlo lungo tutta la schiena del cane con una frequenza di 7/10 giorni, massaggiare poi cute e pelliccia.

Fonte: Fatto in Casa da Benedetta

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Se uno spot Nike è meglio di qualunque politico abbiamo un problema

Lun, 08/03/2020 - 08:45

Nike rientra tra le 83 aziende straniere e cinesi che avrebbero «beneficiato direttamente o indirettamente dell’uso di lavoratori uiguri al di fuori dello Xinjiang attraverso programmi di trasferimento del lavoro potenzialmente abusivi fino al 2019», riferisce il report (questo) di un think thank australiano. Ciò non impedisce all’azienda di sfornare spot straordinari, come l’ultimo, il cui motto è “You can’t stop sport. Because you can’t stop us”. Un capolavoro di video editing in cui compaiono, tra gli altri, stelle internazionali dello sport come Megan Rapinoe, Serena Williams, Lebron James, Naomi Osaka, Cristiano Ronaldo e Leo Baker.

Un capolavoro di storytelling motivazionale, un concentrato di speranza e progressismo che nessuna campagna elettorale ha finora trasmesso, nessun politico ha ancora pronunciato. Se però a dare coraggio e speranza alle persone è un’azienda come Nike, invece che la politica, Houston, abbiamo un problema.


Fairbnb, l’alternativa etica ad Airbnb

Lun, 08/03/2020 - 08:00

Se dovessimo descrivere in poche parole Fairbnb, basterebbe dire che si pone come un’opzione più sostenibile rispetto a piattaforme come Airbnb, che offrono un servizio simile per i viaggiatori alla ricerca di una sistemazione temporanea. La differenza che salta immediatamente all’occhio è che, in questo caso e secondo le promesse, al territorio rimangono metà dei profitti.

Resta però una questione aperta: la sharing economy porta indubbi vantaggi ma a volte sa anche mietere vittime: gli alberghi lamentano di essere stati colpiti duramente da questi nuovi competitor che si muovono su un terreno normativo più agevole. Di sicuro al cliente non dispiace questa nuova forma di ospitalità.

Fairbnb.coop nasce nel 2016. Tre anni fa era un movimento con l’obiettivo di creare un’alternativa alle piattaforme di home sharing esistenti che fosse equa.

Le città di partenza sono state Venezia, Amsterdam e Bologna, poi hanno iniziato ad aderire altri gruppi da tutta Europa che hanno contribuito a sviluppare il modello finale che ad oggi è in fase di attuazione.

Alla fine dello scorso anno è stata creata una cooperativa che agisse da entità legale di supporto al progetto, un’organizzazione aperta in cui si pensa di accogliere altri aderenti.

Fairbnb.coop si definisce come “una comunità di cittadini attivi, ricercatori e persone provenienti dalle più varie esperienze professionali che mirano a riportare la parola share (condivisione) nella sharing economy”.

L’idea alla base è che la comunità ospitante va posta al centro e che vanno privilegiate le persone prima che il profitto. Allo stesso tempo, l’offerta ai turisti è di esperienze di viaggio autentiche e sostenibili, con ricadute positive a livello sociale.

Secondo il progetto, metà dei ricavi vanno investiti in progetti di sostenibilità locali che mirano a contrastare gli effetti negativi del turismo. Se i profitti restano il più possibile all’interno delle comunità e dei territori la piattaforma si pone anche come mezzo di supporto e miglioramento attraverso iniziative che spaziano dal social housing ai giardini comunitari.

Quel “fair” che compare nel nome della piattaforma è frutto di più fattori, tra cui l’intenzione di condividere, con la massima trasparenza, i propri dati con le amministrazioni locali perché possano analizzare il reale impatto del turismo; inoltre, si applica la regola “1 casa – 1 host” per evitare l’ingresso di multi-proprietari nella piattaforma e poter identificare un tipo di host sostenibile con il mercato immobiliare per i residenti. Fin qui nessuna obiezione. Ma le anche idee tanto sostenibili possono avere ripercussioni.

Abbiamo già affrontato il problema di come la sharing economy e la sua degenerazione, soprattutto in città d’arte e mete turistiche, abbia portato ad una trasformazione sregolata del patrimonio immobiliare e della sua destinazione d’uso, sottratto ai residenti a favore del turista mordi e fuggi. Venezia è l’esempio più citato: l’overtourism sta soffocando la città e la maggior parte degli annunci immobiliari  sono ormai transitori e per non residenti. Conviene affittare per periodi brevi, con ricavi anche fino a mille euro alla settimana, piuttosto che ai residenti. Nel caso di Venezia abbiamo documentato il paradosso per cui mancano alloggi di edilizia residenziale pubblica per i veneziani, case che in realtà esisterebbero ma restano sfitte e non recuperate né recuperabili per anni: i residenti che vogliono riappropriarsi della propria città non trovano spazi e si ritrovano “costretti” a occupare quelle case sfitte, a rimetterle in sesto a proprie spese, nell’illegalità di fatto, ma ripopolando giorno dopo giorno un territorio privato dell’autenticità che soltanto un residente sa conferire. Tutto questo mentre le strade sono invase selvaggiamente da turisti per lo più ignari della situazione, che alloggiano in appartamenti affittati a caro prezzo o edifici interi anche di pregio trasformati in hotel di lusso.

Ma il problema è molto più ampio. Parallelamente all’affermarsi di Airbnb e simili c’è una categoria particolare che si è sentita minacciata e lamenta la carenza di regole ferree applicate agli host. Gli albergatori si sentono minacciati. L’associazione che li rappresenta, Federalberghi, ha denunciato più volte, l’ultima proprio recentemente, il fenomeno: si moltiplicano gli alloggi su Airbnb così come le attività extralberghiere, con un conseguente aumento di servizi fai-da-te che producono una concorrenza sleale senza precedenti. Un far west, in cui gli annunci online non sono affatto una forma integrativa del reddito ma una vera attività, spesso con soggetti che gestiscono più alloggi, peraltro messi a disposizione ben oltre i sei mesi all’anno fissati come regola.  I dati confermano i timori: si registra un notevole calo di presenze e di fatturato per gli hotel. Solo a Roma, nel 2018 i numeri parlano di un -7,3% dei ricavi rispetto al 2017 nonostante l’aumento del prezzo delle stanze. Airbnb ha replicato più volte alle accuse, intanto varie città nel mondo sono corse ai ripari. A Barcellona  si possono affittare al massimo due stanze per appartamento, per non oltre 4 mesi all’anno e a patto che il proprietario vi risieda. Stessa regola della residenza del proprietario anche a New York, non è possibile affittare appartamenti interi. A Parigi si può affittare non oltre i 120 giorni all’anno, i proprietari devono iscriversi in un registro pubblico e l’amministrazione comunale ha dichiarato di voler vietare l’affitto nei primi quattro arrondissement per evitare uno spopolamento ulteriore del centro cittadino.

Fonte foto: https://fairbnb.coop/it/

Roma: “spazzatura ritirata anche dopo 15 giorni” | 1 italiano su 4 senza mascherina | Focolaio su crociera in Norvegia

Lun, 08/03/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Nel decreto di agosto spunta il bonus per i pagamenti con il Pos fino alla fine dell’anno;

Il Giornale:Vermi, topi e cinghiali in casa così la Raggi ci copre di rifiuti” La spazzatura ritirata anche dopo 15 giorni. Lo sfogo di una residente: “Mia figlia rincorsa da un maiale selvatico“;

Il Manifesto: L’esercito dei negazionisti si assembra a Berlino;

Il Mattino: Più di un italiano su 4 non indossa mascherina;

Il Messaggero: Coronavirus, focolaio su nave da crociera in Norvegia: 40 positivi, ma 178 sono già sbarcati;

llsole24ore: Genova, tra i dimenticati del ponte Morandi: «Dalla tragedia non è cambiato nulla» – Pregi e difetti del nuovo Ponte di Genova;

Il Fatto Quotidiano: Caos treni dopo ripristino del distanziamento. Italo taglia 8mila biglietti e attacca Speranza. Trenitalia: “Cerchiamo di garantire i viaggi”;

La Repubblica: SpaceX Dragon è rientrata: i due astronauti sono tornati sulla Terra dopo una missione sulla Iss. Un successo per Elon Musk ;

Leggo: Case scoperchiate, volano i tetti: alberi sradicati, maltempo da incubo. Colpa del downburst. COS’E’ Meteo, caldo con ore contate: previsioni;

Tgcom24: Obbligo di mascherina fino a ferragosto: ma già si pensa a nuova proroga;

Gestione virtuosa dei rifiuti: il modello Contarina

Dom, 08/02/2020 - 17:00

Contarina è il braccio operativo nella gestione dei rifiuti di 49 Comuni del trevigiano, Treviso compreso. Le scelte fatte sono patrimonio del territorio, ci spiega il Presidente Franco Zanata, non solo logica industriale.

Grazie alla raccolta porta a porta e alla “tariffa puntale sui rifiuti” (paghi in base quanti rifiuti non riciclabili produci) sono riusciti ad arrivare all’85% di raccolta differenziata.

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Gli effetti del Cocktail che fa bene a corpo e anima (VIDEO)

Dom, 08/02/2020 - 15:00

Ma cos’è questo cocktail? Si tratta di una miscela ecologista, internazionalista, salutista, capace di provocare vampate di esaltazione energetica, voglia di vivere ed esplosioni di creatività relazionale ma è analcolica e innocua. Anzi, come dice il nome, FA BENE!
Ecco gli effetti della bibita sul corpo e sull’anima di Paolo Rossi!

Fonte: Il Teatro fa bene

Sperando che questa bibita proveniente dalla più nera Africa Nera sparga benessere in questa estate tormentata!

IL PROGETTO “Il Teatro Fa Bene– Obiettivo di questa impresa è avvicinare gli abitanti dei villaggi del Mozambico alla medicina moderna. Attualmente Medici con l’Africa Cuamm in collaborazione con Eni Foundation, offre strutture sanitarie, sale operatorie e medicine gratuitamente, e sta sviluppando un programma di collaborazione con gli sciamani locali (curanderi) depositari di antiche cure naturali. Ma c’è bisogno di diffondere il più possibile la conoscenza delle opportunità a disposizione degli abitanti, in particolare delle donne in attesa di un figlio.
Il diffondersi di semplici pratiche come l’ecografia o le analisi del sangue, possono evitare grossi problemi che è facile prevenire.
La scelta del teatro come strumento di informazione deriva dal fatto che si tratta di aree dove non c’è energia elettrica quindi non ci sono televisori né internet e tanto meno l’abitudine di leggere libri o giornali.
Insomma, si tratta di un progetto che potrebbe rivelarsi molto utile e che ci sta arricchendo grazie allo scambio culturale sul quale è basato.
E ci pare tanto più interessante imparare da questi nostri amici anche un altro modo di bere.

Un bicchiere di Mozambico fa Bene ti dà l’energia per ballare tutta la notte! Garantito al limone!

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Spaghetti con crema di peperoni e semi di papavero

Dom, 08/02/2020 - 13:00

Ingredienti per 4 persone

Spaghetti 400 gr
Peperoni 400 gr
Olio 50 gr
Aglio 1 spicchio
Scalogno 1 piccolo
Semi di papavero 1 cucchiaio
Panna 4 cucchiai
Pecorino 1 cucchiaio
Sale q.b

Preparazione
Lavare i peperoni, metterli in una teglia e cuocerli in forno per 15 minuti circa a 220 gradi.
Spellare i peperoni, togliere i semi e frullare con un frullatore a immersione, ottenendo così una crema. In una padella con olio rosolare aglio e lo scalogno tritati, poi aggiungere la crema di peperoni, la panna e salare. La salsa è pronta.
Cuocere gli spaghetti al dente e saltarli nella padella con la crema di peperoni. Servire caldi con una spolverata di pecorino e semi di papavero.

Tempo di preparazione: 30 minuti

Ph. Angela Prati

Leggi qui tutte le ricette con la pasta

 

Covid-19. I dati mondiali. Quasi 3.500.000 nuovi casi nelle ultime 2 settimane. La pandemia continua.

Dom, 08/02/2020 - 12:00

La Johns Hopkins University raccoglie i dati di casi confermati e morti per coronavirus in tutti i paesi. Secondo i dati all’ 1 agosto sono gli Stati Uniti ad avere il più alto numero di casi accertati e di morti, l’Italia è quindicesima per numero di casi  e sesta per numero di morti (rispetto all’Italia sono più i morti registrati negli Usa, in Brasile, in Messico, nel Regno Unito e in India).

Complessivamente nel mondo dall’inizio della pandemia si sono registrati 17.601.000 casi (3.492.000 nuovi casi nelle ultime 2 settimane) e 680.000 morti (77.000 in più rispetto a 2 settimane fa).

Sia il numero di casi sia il numero dei morti nell’ultima settimana sono in costante aumento rispetto alle settimane precedenti.

Si conferma quindi che non si può parlare di “seconda ondata” poiché la prima non è mai terminata.

La diffusione della pandemia non si ferma ma continua a diminuire il tasso di letalità

Ormai da 12 settimane il confronto tra incremento di casi e nuovi morti a livello mondiale conferma l’ipotesi che, mentre il virus continua a diffondersi, la sua letalità stia diminuendo. Il tasso di letalità dall’inizio della pandemia è stato del 3,9% sui casi accertati mentre nelle ultime 2 settimane è stato del 2,2%.

I dati ufficiali per paese: casi accertati e morti

Di seguito i dati ufficiali dei 10 paesi con più casi accertati e più morti per Covid-19 in base alle statistiche ufficiali all’1 agosto.

I segni (+) e (-) indicano le variazioni nel ranking rispetto a 14 giorni fa.

Casi confermati

  • 4.562.000 Stati Uniti
  • 2.662.000 Brasile
  • 1.696.000 India
  • 844.000 Russia
  • 493.000 Sud Africa (+)
  • 425.000 Messico (+)
  • 407.000 Perù (-)
  • 356.000 Cile
  • 305.000 Regno Unito
  • 304.000 Iran
  • L’Italia è 15a con 248.000 casi preceduta anche da Colombia, Spagna, Pakistan e Arabia Saudita

Morti

  • 153.000 Stati Uniti
  • 92.000 Brasile
  • 47.000 Messico (+)
  • 46.000 Regno Unito (-)
  • 37.000 India (+)
  • 35.000 Italia (-)
  • 30.000 Francia
  • 28.000 Spagna
  • 19.000 Perù (+)
  • 17.000 Iran (-)

Foto di Jonathan Borba. Brasile: matrimonio all’epoca del coronavirus

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1980: strage di Bologna. Il racconto di un sopravvissuto.

Dom, 08/02/2020 - 11:01

Dall’Archivio Storico Comunale di Bologna pubblichiamo questo straordinario racconto di un passeggero, Hans Jurt, che visse in prima  persona quel terribile #2agosto1980. Bologna non dimentica. #2agosto40anni

Il vino Albana bevuto la sera prima contribuì a farci assopire. Quando il treno si fermò, alle ore 10.15, ci affacciamo al finestrino per informarci della località raggiunta. Ci trovavamo alla stazione centrale di Bologna.
Per una volta rinunciammo a scendere sul marciapiede – cosa che di solito facevamo sempre – per acquistare qualche bibita per i nostri familiari. Il venditore di bevande lo vedemmo poco dopo, morto, sotto la nostra carrozza, la Nr. 612.
Poco prima della prevista ripresa del viaggio, all’incirca davanti al nostro scompartimento, ad una distanza di circa 5 metri, apparve una vampata subito seguita da uno scoppio assordante e nello spazio di un secondo l’intera carrozza fu avvolta da una nuvola di polvere. Non c’era più alcuna visuale. Contemporaneamente sopra e accanto al nostro vagone si udì come un bombardamento sotto forma di colpi che facevano pensare che il mondo stesse per essere scardinato. Nessuno sapeva cos’era successo. Fitta polvere lasciava trasparire una scena spettrale. Credevamo tutti che saremmo dovuti soffocare. C’era puzza di polvere. Qualcuno gridò: “Fuoco”. Con le ultime forze mi fu possibile aprire la malridotta porta dello scompartimento e spingere gli occupanti fuori dal vagone colpito. Tutti gli occupanti erano totalmente sotto shock e riuscivano appena a pronunciare parola. Tranquilli e senza panico si diressero verso l’uscita e a tastoni, in mezzo alla nebbia polverosa, si diressero verso il marciapiede, passando sopra a una collinetta di detriti che si era riversata sul binario. La nuvola di polvere stava lentamente svanendo. La disgrazia successa stava diventando visibile. Più o meno davanti ai nostri due vagoni era crollata una parte della stazione di una larghezza di circa 40-50 metri e una parte della parete esterna era caduta sul treno. Anche se sanguinanti e con leggere ferite dovute a tagli, eravamo contenti che i nostri compagni apparivano attraverso la nebbia uno dopo l’altro come figure spettrali. Quando davanti ai nostri occhi vedemmo giacere persone lacerate imploranti aiuto, ci rendemmo effettivamente conto di quale fortuna ci era stata riservata. Per loro e per noi i secondi trascorsero come un’eternità. Ci sarebbe bastato poter fornire a quella povera gente anche un solo sorso d’acqua. Non avevano nemmeno la forza per urlare, lamentarsi. Non c’era posto per le lacrime. Il sangue copriva i volti. Regnava un silenzio di morte. […]Pensai a scattare delle fotografie. Mi sarei vergognato nel fare ciò. Anche così non dimenticherò mai quel pover’uomo con un buco della grandezza di un pugno nel viso, con una gamba schiacciata che giaceva in una pozza di sangue, che mi fissava chiedendomi aiuto e al quale non potei far altro che porre un asciugamano sotto la testa. Non gli si poteva dare età. I suoi occhi avevano uno sguardo come da un altro mondo. Vicino a lui c’era un bambino, del quale era difficile stabilire se era una ragazza o un maschietto. Era totalmente coperto di sangue. L’azione di soccorso iniziata dalla città di Bologna ci impressionò quasi quanto la disgrazia.
Già alle 10.40 le prime ambulanze arrivarono e, attraverso le strade già chiuse al traffico dalla polizia, trasportarono i feriti nei diversi ospedali senza sosta. Dopo che mi fui assicurato che la nostra compagnia era tutta radunata, iniziai il mio soccorso sulla parte interna del marciapiede. Offriva un quadro raccapricciante che assomigliava a un campo di battaglia. In quel momento arrivavano anche centinaia di soldati che effettuarono ricerche tra le macerie con l’aiuto di pale meccaniche e camion, nel tentativo di portare alla luce superstiti. Dovunque erano in azione speciali apparecchiature attrezzate per la ricerca di bombe.
Durante il viaggio verso l’Ospedale Maggiore, accanto a me giacevano due persone completamente schiacciate. Il primario era al corrente che nei successivi minuti sarebbe giunto un gran numero di feriti gravi. Io potei spiegargli la dinamica della disgrazia. In breve tempo l’ospedale fu trasformato in un grande lazzaretto. Il primario impartiva istruzioni ai 30 medici circa arrivati senza essere stati tutti contattati e allo stesso tempo venivano procurati letti e montagne di lenzuola. Allo stesso modo, in brevissimo tempo, furono compilate liste dei diversi feriti degenti nei vari ospedali e le stesse furono portate a conoscenza degli ospedali stessi. Io diedi un’occhiata ai cittadini svizzeri e stabilii che tutti erano curati ottimamente. L’organizzazione in questo senso funzionava perfettamente, tanto che il mio adoperarmi ulteriore apparve a me stesso di disturbo e per questo lo abbandonai. […]Cercai in tutto l’ospedale Stephan Vogel, il figlio del mio amico Edgar, che mancava all’appello. […] Non lo trovai e decisi quindi di ritornare sul luogo dell’incidente. Non avevo denaro. Un uomo all’uscita mi diede spontaneamente 1000 lire. […] Con il bus mi recai alla stazione, attraversando la città. Il panorama che mi appariva lateralmente mostrava che mi trovavo in una magnifica città. Ebbi perfino il tempo di ammirare il meraviglioso complesso del parco con le fontane. […] Noi iniziammo la ricerca di Stephan […] un signore molto gentile iniziò a telefonare per noi nei vari ospedali. Le linee erano occupate. L’uomo mi scrisse i diversi numeri telefonici su un guanto di un soldato. Fummo poi accompagnati all’Ufficio postale della stazione. Il gentile signore che stava alla scrivania deve essere stato il responsabile. Egli telefonò senza sosta e con nostro sollievo scoprì che Stephan si trovava nell’ospedale S.Orsola. […]
Volli quindi sapere se l’Amministrazione cittadina aveva organizzato un servizio di assistenza e come funzionasse. Alla stazione ci diedero l’indirizzo. Ci recammo in Piazza Maggiore all’Amministrazione della città di Bologna, Dipartimento Sicurezza Sociale. Un grande stato maggiore era mobilitato. Senza complicazioni ci furono date 30.000 lire a persona e ognuno ebbe un “buono per un pasto gratuito da consumarsi presso la Self-service”. Ci fu anche data dell’acqua che, in un simile momento, aveva il valore dell’oro. Nel locale “Self-service” ci fu spiegato che potevamo avere quello che desideravamo. Non credo di aver mai mangiato degli spaghetti migliori in vita mia. Al nostro ritorno presso l’Amministrazione cittadina ci informammo di nuovo circa cittadini svizzeri bisognosi d’aiuto. Ci fu assicurato che per tutti ci si occupava con cura, della qual cosa nel frattempo ci eravamo potuti convincere abbondantemente. Un vigile ci condusse di nuovo alla stazione con l’automobile. La zona della stazione assomigliava a un teatro anfibio. Una moltitudine di persone si era radunata e osservava muta il luogo della disgrazia, chiedendosi il motivo, il senso. 
Soltanto ora vedemmo che, dalla parte opposta della stazione, in un raggio di circa 300 metri, tutti i vetri dei negozi erano andati in frantumi ed avemmo nuovamente un’immagine della potenza che doveva aver avuto la bomba. […]
Esemplare è da considerare anche il servizio di donazione del sangue della popolazione italiana. Migliaia risposero alla chiamata della radio ed il sangue fu donato perfino sulle spiagge adriatiche e inviato a Bologna con l’aereo.
Un caro saluto alla telefonista dell’Amministrazione cittadina di Bologna che, sopraffatta da mediatori, non riusciva più a parlare e piangeva molto, molto amaramente. Dopo questa esposizione dei fatti, non ci riesce certo difficile esternare i nostri ringraziamenti a tutti quelli che al momento del bisogno e durante le ore più difficili della nostra vita ci aiutarono in qualsiasi modo e ci sono stati vicini. Questo ringraziamento non va alle singole persone, bensì a tutta la popolazione di Bologna, poiché abbiamo sentito veramente che ognuno era pronto a porgere la sua mano per prestare aiuto.
Auguriamo alla città di #Bologna un futuro più felice. Una città, entro le cui mura vivono così tante brave persone, non si merita attacchi di questo genere
.” 

Hans Jurt, amministratore comunale

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Come conservare il basilico fresco per l’inverno

Dom, 08/02/2020 - 10:00

Il cibo fresco e a Km0 è più buono e fa bene all’ambiente! Se state coltivando del basilico, in terra o vaso, è possibile conservarne delle foglie per l’inverno mantenendo tutta la freschezza e sapore.

Come si legge dal canale YouTube Portale del Verde: ecco come avere il basilico fresco tutto l’anno evitando lo spreco durante l’estate ed evitando di doverlo comprare fuori stagione. Tutorial pratico in cui passo passo si può vedere come fare per congelare le foglie di basilico senza perdere le proprietà nutritive.

Fonte: Portale del Verde

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Treni, resta il distanziamento|Negazionisti sfilano a Berlino| Ecobonus auto al via

Dom, 08/02/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Boccia: «I migranti falso pericolo, sbagliato guardare alle frontiere: tre positivi su quattro sono italiani»;

Il Giornale: I dati sulla Svezia che minano tutte le certezze sul lockdown;

Il Manifesto: Stretti come sardine e rigorosamente senza mascherina migliaia di negazionismi del virus sfilano a Berlino contro le misure anti-Covid del governo. “La pandemia è finita, vogliamo la libertà”. Mentre in Germania è di nuovo “allarme rosso” per i contagi. È crisi anche in Spagna;

Il Mattino: Carabiniere aggredito a Castellammare, scattano 4 arresti: preso anche il ladro;

Il Messaggero: Coronavirus, picco in Europa e adesso scatta l’allarme voli. «Distanze e mascherine sui treni»;

llsole24ore: Ecobonus auto al via, boom di domande in poche ore. Come funziona e come fare per ottenerlo – Tutti i modelli elettrici con sconto fino a 10mila euro – Bonus bici, rimborsi da fine agosto;

Il Fatto Quotidiano: Il virus corre in Europa: sale tasso dei contagi in Romania e Spagna. +1.300 casi in Francia. Russia, aumentano casi. “A ottobre il vaccino”;

La Repubblica: Salvini: “L’anno prossimo tornerò al Papeete da premier”;

Leggo: Donna si dà fuoco in strada e muore: passanti filmano con i cellulari invece di soccorrerla;

Tgcom24: Treviso, turista austriaco danneggia una statua del Canova per farsi un selfie;

Animali domestici: come aiutarli quando fa molto caldo

Sab, 08/01/2020 - 17:00

Anche i cani e i gatti, soprattutto i cani, possono soffrire il colpo di calore, ecco alcuni consigli per prevenirlo.

Non lasciate i cani in macchina con il finestrino un po’ aperto!

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Il segreto per aprire facilmente la noce di cocco!

Sab, 08/01/2020 - 15:00

Buono, nutriente e anche un valido alleato del cervello, del sistema immunitario, del fegato e dello stomaco, il cocco è uno dei frutti estivi più apprezzati per rinfrescare le calde giornate!

Non tutti però scelgono di comprare il frutto intero per una semplice questione: come si apre? In realtà è molto più semplice di quello che sembra! Dal canale YouTube ALEX CROCHET UNCINETTO MODERNO DI ALEX ecco in pochi passi come aprire una noce di cocco intera e gustarla in tutta la sua freschezza!

Fonte: ALEX CROCHET UNCINETTO MODERNO DI ALEX

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Covid 19. Via le distanze sui treni: ma siete matti o cosa?

Sab, 08/01/2020 - 13:00

Con i contagiati che hanno ripreso a salire, nuovi focolai a decine e decine e il virus che esplode in mezzo mondo, Trenitalia e Italo per i treni ad alta velocità e la Regione Lombardia per i treni regionali hanno deciso la fine del distanziamento sui treni. Il che equivale a lanciare un messaggio di “Liberi tutti”!

Messaggi sbagliati mentre il Coronavirus non si ferma

Aggiungi il convegno contro il distanziamento sociale organizzato da Salvini al Parlamento, le parole di Bocelli (che le scuse non possono cancellare, perché ormai il messaggio si è diffuso molto più della marcia indietro)… Che cosa otteniamo? Un biglietto ad alta velocità verso il ritorno al disastro. Ma porca paletta! Spero che Conte intervenga al più presto, rimuovendo l’amministratore delegato di Trenitalia e togliendo la cittadinanza a quello di Italo (scherzo, non lo può fare!).
Per la Regione Lombardia non ci sono più parole…

I sindaci e il rispetto delle norme negli esercizi pubblici

E mi aspetto anche provvedimenti draconiani contro i sindaci che non si occupano di controllare che negozi ed altri esercizi pubblici rispettino le norme (ad esempio quella di prendere i nomi e il telefono di chi entra al ristorante, controllando i documenti però, perché come dice De Luca, il presidente della regione Campania, ci sono dei pirla che danno nomi falsi, tipo Mandrake e Ronald Reagan). Me la piglio coi sindaci perché sono legalmente responsabili della salute locale!

Il flop annunciato dell’app Immuni

Bisognerebbe anche fare qualche cosa per diffondere la app Immuni, ferma al palo dell’inefficacia perché troppi pochi la usano… Che peraltro se stacchi il bluetooth non serve a nulla… Ma in Italia non si può fare che la app sfrutti la geolocalizzazione satellitare: questioni di privacy… Ma andate a quel paese a fare le bolle di sapone nell’acqua scorreggiando!

Troppi pochi tamponi perché danneggiano l’economia…

E secondi molti virologi fare tra i 60 e i 70 mila tamponi al giorno è troppo poco. Cosa aspettiamo?!?! Il problema è che si sta svolgendo uno scontro epico tra interessi sanitari e economici: chiudere danneggia l’economia. Questo è l’unico complotto in atto: minimizzare i dati facendo pochi tamponi…

Trump, Putin e gli altri negazionisti

L’altro complotto in atto, sottoscala di questo, vede all’opera Trump, Putin, Boris e Bolsonaro, negazionisti che peraltro controllano la Cia e il KGB; che poi vorrei che quelli di sinistra che mi dicono che ho tradito la mia famiglia perché temo il Covid-19 mi spiegassero come riescono a sentirsi di sinistra appoggiando 4 dei peggiori reazionari del mondo e i servizi segreti più complottisti della storia umana… Cioè sono un traditore perché non sono d’accordo con Trump?!?!?

Conte, usa l’esercito e il parlamento!

Caro Conte: hai l’esercito e il parlamento: usali! Cancella queste assurdità sulla privacy e manda i soldati nei ristoranti. Forse si è capito che io sono per la linea De Luca: lanciafiamme sui cretini! (Lanciafiamme simbolico, sono un confetto d’amore e pacifismo e so bene che la violenza è inutile quanto disgustosa… Anche quella degli insulti verbali. Infatti non ho insultato nessuno… Il linguaggio triviale l’ho usato solo per rendere l’idea di quanto io sia sconcertato e preoccupato. E anche un po’ deluso per l’ignavia nazionale. E spero che anche tu ti incazzi un po’ e faccia qualche cosa con la tua bella tastiera…).
E già che ci siamo comprendo solo ora come mai Conte abbia tergiversato all’inizio nel proclamare la quarantena. Ora capisco che non poteva farlo prima perché ci sarebbe stata un’insurrezione armata che avrebbe fatto più vittime del Coronavirus. Ha avuto dalla sua parte la maggioranza dei compatrioti solo quando hanno iniziato a scorrere i fiumi di bare. A volte non puoi fare la cosa giusta ma solo quella possibile…
Buon caldo epocale a tutti, anche oggi bollino rosso in mezza Italia. Ma non è il disastro climatico, è solo l’estate.

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Sparta impero del male

Sab, 08/01/2020 - 10:00

Nella storia di Sparta stupisce lo sconvolgimento dei costumi e della cultura che ha trasformato la società in un modo talmente radicale; non si ha notizia di un fenomeno di pari radicalismo in tutta la storia umana.

Un esperimento di ingegneria sociale che riuscì a reggere per almeno 3 secoli, forse molto di più. Come abbiamo visto nella puntata precedente le donne spartane vivevano una condizione unica rispetto alle donne aristocratiche del loro tempo, nelle società guerriere e schiaviste. Parliamo delle donne che facevano parte del gruppo etnico I Dori che aveva conquistato quelle terre e soggiogato gli abitanti rendendoli schiavi o servi.

Mentre queste donne spartane avevano diritti civili, potevano ereditare ed essere ricchissime e godevano di una straordinaria libertà sessuale ad Atene e nelle altre città greche le donne dell’aristocrazia erano segregate in modo rigido: chiuse in casa dovevano occuparsi delle faccende domestiche, dei figli e di tessere. Potevano uscire di casa solo scortate dai parenti maschi e solo per incontrare i famigliari. Non potevano lavorare all’esterno e quindi si muovevano pochissimo il che determinava un anchilosi del bacino tale che le morti per parto erano numerose; il problema era talmente drammatico che il numero delle donne dell’aristocrazia diminuiva continuamente; per questo periodicamente si autorizzavano gli aristocratici a sposare donne di classi inferiori.

Il legislatore Pericle tentò di limitare questa mortalità imponendo alle donne gravide di recarsi ogni giorno al tempio dedicato alla Dea Demetra così che camminassero un po’. Parallelamente gli aristocratici maschi vivevano molto peggio degli altri greci. Entravano in caserma a 7 anni, ne uscivano con la possibilità di vivere con le mogli a 30 ma per tutta la vita dovevano cenare in caserma, portandosi per altro da casa gli ingredienti della sbobba egualitaria. Gli stranieri che ebbero l’avventura di essere invitati alla loro tavola raccontarono poi che assaggiando quel pappone di cereali sangue di maiale e aceto avevano capito perché gli spartani non temessero la morte.

La vita degli spartani era durissima: da ragazzi gli veniva dato poco cibo ed erano incoraggiati a rubare il resto depredando servi e schiavi; gli allenamenti quotidiani erano estenuanti, la competizione per guadagnarsi il diritto di comandare in battaglia era feroce; si racconta che per fare parte delle truppe scelte, una delle prove fosse quella di sopravvivere nei territori stranieri avendo in dotazione solo di un coltello, una ciotola di argilla e la tunica. Dovevano riuscire a uccidere e rubare per sfamarsi e ripararsi dal freddo. Vigeva poi un controllo sociale ossessivo, e la delazione alle autorità era incoraggiata. Quando poi finalmente andavano in guerra si dice che fossero contenti perché magari morivano però prima di crepare si riposavano un po’.

Su maschi e femmine poi gravava l’obbligo assoluto di vestirsi in modo modesto e rigoroso, il divieto di sfoggiare segni di ricchezza e abitare in case lussuose; tutti gli aristocratici dovevano sembrare uguali. Quindi mancava un aspetto fondamentale delle dinamiche sociali: la possibilità di godere dell’esibizione di simboli del proprio stato sociale. Le donne ricche potevano certo allevare cavalli di grande razza e arrivare a veder vincere le proprie bighe trainate da 4 equini perfino alle Olimpiadi (alle Olimpiadi i conduttori di bighe dovevano essere maschi, ma in altre competizioni le spartane guidavano personalmente i loro cavalli). Le donne che vincevano le gare tornando a Sparta erano letteralmente venerate come eroine.
« Un giorno una straniera avrebbe detto a Gorgo, moglie del re di Sparta Leonida I: “Voi spartane siete le sole donne che comandano i loro uomini“. Gorgo rispose: “Sì, ma siamo anche le uniche capaci di generare dei veri uomini“. »(Plutarco, Moralia 225A e 240E)

La vita degli spartani e i loro successi sociali erano ferreamente legate non al “quanto possiedi” ma al “cosa sai fare”. La competizione tra i giovani era incentrata sull’abilità negli sport ma anche sulla forma fisica che essi ottenevano con l’esercizio. Per questo i giovani competevano nudi: essere nudi non era una vergogna ma mostrava la rettitudine di chi non ha niente da nascondere perché le forme dei muscoli erano la prova del suo impegno. E questo valeva sia per i maschi che per le femmine, il che scioccava totalmente gli stranieri che consideravano la nudità delle loro donne qualche cosa che non era immaginabile mostrare in pubblico. In particolare i ragazzi dovevano periodicamente spogliarsi e schierarsi di fronte alle loro coetanee che li valutavano prendendo in giro chi non era abbastanza muscoloso… Difficilmente si può immaginare un sistema motivazionale più efficiente.

Gli spartani accettavano questo sistema sociale perché avevano grandi vantaggi. Innanzi tutto avevano sotto di sé una marea di schiavi e servi senza diritti. Persone che erano state vinte in battaglia o sottomesse con le minacce. Una popolazione che non aveva nessuna possibilità di miglioramento sociale. Nelle altre città greche uno schiavo poteva essere liberato e scalare entro certi limiti la piramide sociale. A Sparta non c’era nessuna possibilità. Anzi gli umili venivano sistematicamente sottoposti a violenze. I giovani guerrieri avevano diritto di derubarli: se venivano scoperti erano puniti non perché derubare gli Iloti fosse una colpa ma perché non erano stati abili. Esisteva poi una specie di polizia segreta, formata da 300 giovani guerrieri che avevano superato prove di iniziazione terribili, che venivano incaricati da un comitato di anziani di uccidere in agguati quei servi e quegli schiavi che avevano dimostrato qualche qualità speciale. Cioè si praticava in segreto una sorta di eugenetica al contrario: bisognava eliminare i migliori tra i dominati per evitare che avessero figli capaci di ribellarsi.

Altra contropartita di questa vita sobria per le donne e dura per i maschi era la totale libertà sessuale. Gli stranieri che visitavano la città raccontavano (con invidia generalmente) che era un obbligo sociale per i ragazzini di 12 anni diventare amanti/allievi di un guerriero adulto. Addirittura si è vociferato di punizioni per chi era restio. Il paradiso dei pedofili! Inoltre non era un problema se un maschio adulto voleva unirsi con una ragazzina che aveva appena superato i 12 anni. Né era un problema se i coniugi tenevano relazioni intime fuori dal matrimonio, addirittura una donna poteva avere figli concepiti con uomini diversi dal marito, paternità ufficialmente riconosciute con l’accordo del consorte. Gli amori tra donne erano considerati altrettanto normali a prescindere dall’età delle fanciulle. Inoltre fin dalla nascita i bambini avevano una libertà estrema e rarissima nelle civiltà guerriere antiche: i neonati non erano fasciati come mummie, quindi non si impediva il naturale sviluppo fisico, mentale ed emotivo delle persone. Altro vantaggio che avevano gli spartani dell’aristocrazia erano le feste religiose improntante al gioco e alla danza: vere esplosione di frenesia… ce n’erano parecchie e duravano diversi giorni. Avevano perfino un tempio dedicato al ridere.

Forse una reminiscenza di un passato matriarcale quando i popoli consideravano il ridere e l’orgasmo momenti di comunione spirituale con la Dea Madre.

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Patrick Zaki ha compiuto 28 anni in carcere

Sab, 08/01/2020 - 09:39

Il governo egiziano da febbraio tiene in ostaggio uno studente dell’università di Bologna, Patrick Zaki, accusato di diffusione di informazioni dannose per lo Stato e incitazione ad azioni contro lo Stato. Proprio 5 giorni fa la procura del Cairo ha deciso di prolungare la detenzione del giovane, 28 anni compiuti in cella, per altri 45 giorni. E anche stavolta, la decisione non è accompagnata da alcuna spiegazione, come consentito dalla assai poco democratica legge egiziana vigente. Il calcolo dei giorni parte dalla data dell’ultima udienza: Patrick resterà dunque in carcere almeno fino a fine agosto, in quello che la sua legale, Hoda Nasrallah, ha descritto come “un gioco legale”. 

Una delusione amara per i familiari di Patrick, “devastati”, a detta di chi li conosce. Nelle settimane scorse erano infatti riusciti ad avere l’appoggio di molti esponenti della chiesa copta e avevano sperato che questo, unito alle pressioni dall’Italia e dall’Unione europea, potesse finalmente risultare decisivo per la scarcerazione del giovane studente.

David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, ha commentato duramente via Twitter la decisione del Cairo:

“Ancora una decisione incomprensibile e crudele della giustizia egiziana nei confronti di Patrick Zaki, con altri 45 giorni di custodia cautelare in condizioni di detenzione inumane.
E tutto questo contro un ragazzo che non ha fatto assolutamente nulla, che non ha commesso alcun reato.
L’Europa continuerà a chiedere ogni giorno libertà e giustizia con ancora maggiore convinzione, e determinazione ostinata.
Mai compromessi sui diritti umani!”

Un messaggio cui hanno fatto seguito esternazioni di solidarietà soprattutto da parte del centro sinistra e dei Radicali, ma a non giocare un ruolo chiaro nella vicenda è proprio l’Italia. In audizione in commissione Esteri alla Camera sulla relazione 2019 sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, Emanuele Russo, presidente di Amnesty International Italia, ha rilevato un incremento esponenziale della vendita di armi all’Egitto.

Il 2019 attesta una conferma dell’Egitto come destinatario principale dell’export di materiali di armamento con 871,7 milioni di euro e come secondo partner il Turkmenistan. Su questo punto mi preme rilevare che nel 2018 il quantitativo totale di vendita si attestava a 69 milioni di euro, quindi c’è stato un incremento mastodontico di vendite verso questo paese. In entrambi i casi , Egitto e Turkmenistan, rileviamo quindi la stessa problematica emersa negli anni passati ossia quella relativa alla vendita di materiale d’armamento a Paesi che non rispettano i diritti umani o sono impegnati in conflitti”.

Quale potere negoziale, quale soft power è possibile attuare con l’Egitto, dove l’impoverimento dei diritti dei suoi cittadini è direttamente proporzionale all’arricchimento che l’Italia trae vendendogli armi?

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