People For Planet

Abbonamento a feed People For Planet People For Planet
Aggiornato: 1 ora 42 min fa

Roma, Domus Aurea: torna alla luce dopo duemila anni la sala della Sfinge

Mer, 05/15/2019 - 13:42

I tecnici stavano restaurando la volta di un ambiente attiguo, quando si sono accorti di questa eccezionale stanza nascosta da XX secoli

Roma non smette mai di stupire, offrendo delle inaspettate, eccezionali sorprese, testimonianze silenziose dei fasti del passato e della sua grande storia. Come l’eccezionale ed emozionante scoperta nella quale i tecnici restauratori e architetti si sono imbattuti durante il restauro della volta della sala 72 della Domus Aurea, una delle 150 attualmente conosciute della dimora che Nerone si fece costruire nel 64 d.C.,  dopo il grande incendio di Roma. La scoperta risale alla fine del 2018: grazie ad una apertura all’imposta nord della sala e alle lampade che i tecnici avevano a portata di mano per illuminare i ponteggi,  è apparsa  l’intera volta a botte di una sala adiacente completamente affrescata. All’ interno  una finestra a bocca di lupo che si apre sulla lunetta di fondo dove si trova la figura della sfinge che dà il nome allo stanza e cheè collocata  al di sopra di un probabile oggetto sacro. Intorno ci sono elementi architettonici immaginari fra piatti cerimoniali e ghirlande. Visibile e ben conservata la decorazione pittorica della sommità: sul fondo bianco si  possono ammirare riquadri segnati di rosso purpureo, intorno linee giallo ocra e fasce dorate fra una fitta vegetazione e universi animali: pantere, centauri rampanti, in un quadrato il dio Pan, in un altro un personaggio armato di spada, faretra e scudo che combatte con una pantera. Il  tipo di decorazione porta gli esperti ad attribuire la Sala della Sfinge alla cosiddetta Bottega A, operante tra il 65 ed il 68 d.C. 

La sala nonostante i secoli  racconta ancora molto di sè: la scelta del fondo bianco dimostra che era poco illuminata anche ai tempi di Nerone. L’ambiente è stato messo in sicurezza, ma una larga parte è ancora interrata, sepolta sotto quintali di terra per ordine degli architetti di Traiano, che proprio qui, sopra la reggia dell’odiato Nerone, fece costruire un complesso termale. In quarant’anni, la Domus Aurea fu completamente sepolta sotto nuove costruzioni, ma la sabbia ha paradossalmente protetto gli affreschi delle pareti e della volta dal loro eterno nemico, l’umidità, restituendoceli oggi dopo duemila anni.

CONTINUA SU PAESEITALIAPRESS.IT

Casamonica: abbattono le loro stesse case abusive

Mer, 05/15/2019 - 12:02

Mafia capitale ha risvegliato tante coscienze e istituzioni dormienti e dice quello che molti sapevano già: a Roma le mafie operano e fanno affari – Nello Trocchia

[…] «E nello scenario del territorio romano, diverso, per conformazione e politica, da tutti gli altri, volevo soffermarmi proprio su un clan autoctono, stabilito e radicato a Roma, che ha delle peculiarità interessanti. Un clan che, oltre a restare troppo spesso impunito, ha una caratteristica distintiva che lo unisce anche alle mafie straniere: la lingua. È un unicum che diventa essenziale quando i componenti di questa famiglia devono nascondere affari, contatti, relazioni e reati. I Casamonica parlano il sinti e lo incrociano con il dialetto, formando un codice incomprensibile anche per gli interpreti più bravi, impauriti, tra l’altro, dall’assenza di sicurezze e tutele. Questo clan è diventato una cassaforte impenetrabile: sono romani ma parlano straniero, decidono loro quando e come apparire, costruiscono edifici e acquistano case rendendo alcune vie della capitale inaccessibili e sorvegliate.»

In un sentenza del 26 gennaio 2013, il Gup del Tribunale di Roma scriveva che “si tratta di uno dei gruppi malavitosi più potenti e radicati nel Lazio, i cui affiliati dichiarano in forma costante, quasi indefettibile, un reddito inferiore alla soglia di povertà ma vivono in ambienti protetti da recinzioni, videocamere, vigilanza armata”.

Prima zingari, poi mafiosi. Estorsione, usura, intestazione fittizia di beni, spaccio di stupefacenti. L’operazione Gramigna del luglio 2018 aveva inferto un primo duro colpo al clan: 37 le ordinanze di custodia cautelare eseguite su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia per reati commessi con l’aggravante del metodo mafioso. Un’operazione della procura proseguita il 15 aprile scorso (Gramigna bis) con un altro schiaffo al sistema del clan: 23 misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione distrettuale Antimafia, nei confronti di altrettanti soggetti appartenenti alle famiglie Casamonica, Spada e Di Silvio.

 [L’articolo completo: Casamonica, ecco perché sono il clan più pericoloso di Roma (e lo sono da sempre) diMartina di Pirro su Linkiesta]

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Roma, dopo la prova di forza del Comune ora i Casamonica abbattono i loro stessi abusi edilizi: demolite due ville > I Casamonica ora si abbattono gli abusi edilizi da soli. A loro spese, senza attendere le ruspe del Comune di Roma. Due ville, una alla Romanina e l’altra a Capannelle (quadrante est della città) ridotte in macerie nel giro di 6 mesi, la cui demolizione è stata certificata dai verbali della Polizia di Roma Capitale. Un’altra dove le ruspe sono attualmente in azione. Una strana novità per la Capitale, dove il clan si è parecchio indebolito sotto i colpi degli arresti degli ultimi 2 anni, delle inchieste della procura di Roma, dei sequestri. A questi si aggiunge l’azione del Campidoglio e, soprattutto, del Municipio VII, con il blitz del novembre scorso al Quadraro e l’abbattimento di 8 villini intestati a Luciano Casamonica e ai suoi familiari diretti. Di certo, in 40 anni di contestazioni e ordinanze di demolizione notificate dal Municipio agli appartenenti del clan, pare non esserci notizia di auto-abbattimenti, specie nelle roccaforti come La Romanina. Se si tratta di casi isolati, di un cambio di strategia del clan per evitare clamori mediatici e multe salate o, semplicemente, del segno di un cambiamento di rotta, sarà solo il tempo a dirlo. Continua a leggere… [Fonte: ILFATTOQUOTIDIANO – Vincenzo Bisbiglia]

Casamonica, tra demolizioni e quartieri in mano al clan 

Le ruspe lavorano senza sosta per l’abbattimento delle otto villette abusive di alcuni esponenti dei Casamonica a Roma. Ma la guerra al clan e alle famiglie che gravitano loro intorno è solo iniziata. Spada, Spinelli e Bevilacqua hanno messo le mani su molti quartieri della Capitale, per lo più nella zona sud est, dalla Romanina a Porta Furba. Qui la tensione è altissima. E’ cosa ormai nota che Comune e Ministero dell’Interno siano pronti a entrare nella fase due: la demolizione di altri 50 edifici. Il racconto del nostro Fabio Trappolini. [Servizio di Agorà – RAI]

Presentazione del libro “Casamonica, la storia segreta. La violenta ascesa della famiglia criminale che ha invaso Roma” di Floriana Bulfon> Registrazione video del dibattito dal titolo “Presentazione del libro “Casamonica, la storia segreta. La violenta ascesa della famiglia criminale che ha invaso Roma” di Floriana Bulfon”, registrato a Roma lunedì 13 maggio 2019 alle 18:27. Guarda la diretta ufficiale… [Fonte: RADIORADICALE.IT]

Nessuno sa come se la passa YouTube

Mer, 05/15/2019 - 12:00

Ogni giorno un miliardo di ore di video viene visto su YouTube, uno dei siti più visitati al mondo, ma nonostante la sua enorme popolarità, si continua a sapere pochissimo dei suoi risultati economici. Alphabet, la holding statunitense che controlla YouTube (oltre a Google e innumerevoli altre società), è quotata in borsa ed è tenuta a fornire dati sul proprio andamento complessivo ogni tre mesi, ma non è obbligata a offrire informazioni nel dettaglio sulle sue singole controllate.

Come scrive il Wall Street Journal, è praticamente impossibile farsi un’idea precisa dell’andamento economico di YouTube: sappiamo che frutta svariati miliardi di dollari ad Alphabet ma poco altro, e questa segretezza è un problema ricorrente per gli investitori.

Nelle sue trimestrali di cassa, Alphabet mette insieme i risultati di YouTube con quelli del motore di ricerca di Google, il browser Chrome, Google Maps e Android, il sistema operativo per gli smartphone. È una raccolta talmente ampia di servizi da rendere impossibili stime accurate sulle singole attività.

Quelle più accurate ritengono che YouTube porti ricavi ad Alphabet per circa 15 miliardi di dollari all’anno, grazie alla pubblicità che viene mostrata sul sito e attraverso le sue applicazioni. È uno dei servizi online più redditizi che esistano e proprio per questo motivo gli investitori vorrebbero avere qualche informazione in più. Questa esigenza è diventata ancora più evidente la scorsa settimana, quando Alphabet ha pubblicato i suoi ultimi dati trimestrali, segnalando un rallentamento della crescita che non registrava in quelle dimensioni da quasi 4 anni. Molti si chiedono se YouTube sia una delle cause delle minori entrate, e se ci sia quindi da rivalutare qualche investimento.

Continua a leggere su ILPOST.IT

L’estate è alle porte: i consigli per proteggere i bambini dalle infezioni della pelle

Mer, 05/15/2019 - 09:41

Nonostante siamo a metà maggio, le temperature sono ancora piuttosto basse. A breve, si aspetta comunque l’arrivo della tanto desiderata estate. I bambini sono spesso vittime di infezioni batteriche della pelle che proprio con l’arrivo della stagione calda e del clima caldo-umido si manifestano con ancora maggiore frequenza. I rischi di queste infezioni variano a seconda della loro localizzazione: da quelle che coinvolgono solo la parte più superficiale della cute (l’epidermide) a quelle che colpiscono la parte più profonda (il derma).

Anche una piccola ferita, un graffio o una puntura d’insetto possono facilitare l’accesso dei batteri all’interno della pelle e generare un’infezione che può diffondersi ad altre zone della cute – afferma la Professoressa Susanna Esposito, Presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) e Professore Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Perugia –Per evitare i rischi di un’eventuale degenerazione dell’infezione è necessario valutare da quanto tempo è insorta la lesione, quanto è estesa e quali sono i sintomi associati, come ad esempio febbre, dolore e prurito. Inoltre, è importante considerare quali possano essere stati i fattori predisponenti, tra cui l’assunzione di farmaci, l’esposizione alla luce solare, il contatto con allergeni o animali”.

Con l’avvicinarsi della stagione estiva, WAidid quindi raccomanda di mantenere la pelle dei bambini pulita e ben idratata in modo da difenderla dai batteri e dai funghi e consiglia una moderata esposizione al sole nei primi anni di vita per favorire la sintesi della vitamina D, ricordando di evitare sempre le ore più calde e di non prolungarla troppo nel tempo. Nel caso di infezione batterica della pelle il primo riferimento è sempre il pediatra (specialmente quando i bambini sono piccoli) che, a seconda del caso e della gravità, eventualmente evidenzierà ai familiari la necessità di una visita dermatologica.

Tra le infezioni cutanee dell’età pediatrica, quelle più comuni nel periodo estivo sono le seguenti:

  • L’impetigine è una delle più comuni infezioni cutanee tra i 2 e i 5 anni1 e si stima che colpisca a livello mondiale circa il 12% dei bambini2. Tra i fattori di rischio, la dermatite atopica, traumi della pelle, morsi di insetto, l’alta umidità e la scarsa igiene. Si distingue in due forme: non bollosa e bollosa. La prima forma è generalmente provocata dallo Staphylococcus aureus (nel 70% dei casi) e dallo Streptococcus pyogenes1,3 e si presenta con piccole vescicole o pustole che evolvono rapidamente in croste di color giallo. Anche la seconda forma, quella bollosa, è causata dallo Staphylococcus aureus e si manifesta con bolle flaccide e trasparenti sotto le ascelle, sul collo e nell’area del pannolino.

    CONTINUA SU METEOWEB.EU

Lego lancia i mattoncini in braille per tutti i bambini con disabilità visive

Mer, 05/15/2019 - 08:00

Le costruzioni hanno attirato e continuano ad attirare i bambini di tutte le età, così la Lego ha voluto unire la passione per questo tipo di gioco, con un progetto educativo che attraverso l’utilizzo della tecnica Braille, che da anni consente ai non vedenti di leggere, aiuterà i bambini con gravi problemi di vista ad apprendere l’alfabeto braille, giocando e divertendosi.

“Le vie del gioco e dell’apprendimento sono infinite, e devono esserlo anche per i bimbi non vedenti. I mattoncini li aiuteranno a imparare in modo non passivo”

Ecco il motto dell’azienda danese che con la progettazione dei braille brick, che saranno in commercio ad inizio del prossimo anno, conclude un progetto d’inclusione avviato nel 2011, su cui la sua fondazione ha lavorato insieme all’ associazione danese dei non vedenti e l´associazione brasiliana sempre di persone non vedenti, Dorina Nowill foundation.

E con la partecipazione di Morten Bonde, Senior Art Director di Lego che soffre di un disturbo genetico agli occhi che lo sta gradualmente portando alla cecità e che lo ha spinto a lavorare sul progetto come consulente interno.

I bambini con problemi di vista potranno giocare sviluppando fantasia e creatività con i mattoncini Lego, e allo stesso tempo usare i mattoncini in braille per unire il gioco all’apprendimento dell’alfabeto braille della propria lingua, oppure di una lingua straniera.

In più i bambini non solo leggeranno, ma costruiranno il loro testo, ovviamente i lego braille sono compatibili con i mattoncini tradizionali, quindi ci si potrà giocare insieme, da soli o con i compagni

Prototipi delle confezioni di mattoncini Braille sono già in via di sperimentazione in istituti per l’aiuto ai bambini non vedenti in Danimarca, Norvegia, Regno Unito e Brasile.

Dall’associazione francese delle persone non vedenti arrivano parole di approvazione:

“appoggiamo l´iniziativa di Lego e attendiamo con ansia il suo varo. Ci sembra un´idea giusta, adeguata al livello intellettuale e creativo spessissimo molto alto dei bimbi non vedenti, per aiutare i bambini ad imparare in modo attivo”

Continua a leggere su POSITIZIE.IT

Salute, il titolo di studio conta: in Italia chi è poco istruito vive meno

Mer, 05/15/2019 - 06:34

Chi è meno istruito ha una minore speranza di vita alla nascita. La notizia arriva dall’Atlante italiano delle disuguaglianze di mortalità per livello di istruzione realizzato dall’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e il contrasto delle malattie della Povertà (Inmp) che per la prima volta ha raccolto, in collaborazione con l’Istituto nazionale di statistica (Istat), i dati su scala nazionale sulla mortalità degli italiani negli anni compresi tra il 2011 e il 2014.

Disuguaglianze: socio-economiche e non solo

Negli ultimi anni il servizio sanitario nazionale ha compiuto molti passi in avanti per cercare di colmare le disuguaglianze a livello regionale nella distribuzione delle misure di prevenzione e dei percorsi di cura, nel tentativo di migliorare l’offerta sanitaria e garantire un progressivo aumento della speranza di vita in tutto il Paese. A oggi, però, ancora permangono molte disuguaglianze nell’ambito dell’assistenza sanitaria, e lo stato di salute degli italiani tuttora subisce importanti cambiamenti a seconda delle condizioni socio-economiche e delle zone in cui si vive. A determinare le condizioni di salute delle persone è anche un altro fattore, il grado di istruzione, che può influenzare lo stile di vita e la possibilità di accedere a misure di prevenzione adeguate e a percorsi di cura più appropriati.

Titolo di studio e stato di salute

Dall’Atlante emerge che in Italia il 18,3% della mortalità generale tra gli uomini e il 13,4% tra le donne è dovuta a un basso livello d’istruzione. In particolare gli uomini meno istruiti hanno una speranza di vita inferiore di tre anni rispetto a quelli con un titolo di studio più elevato, mentre per le donne la differenza si attesta a un anno e mezzo.

Speranza di vita: cos’è

La speranza di vita è il numero di anni che, statisticamente, un individuo può aspettarsi di rimanere in vita. Se si fa riferimento alla nascita, la speranza di vita alla nascita (detta anche aspettativa di vita alla nascita o vita media) è uguale al numero di anni che mediamente una persona ha di rimanere in vita. È un valore che dipende dalla popolazione di cui fa parte l’individuo ed è diverso per uomini e donne. 

Rischi maggiori per chi vive al Nord

Un livello di istruzione inferiore spiega dunque una quota rilevante dei rischi di mortalità, sia pure con effetti differenti per area geografica e cause di morte. Quanto all’area geografica, il pericolo è maggiore per chi vive al Nord, mentre è minore al Centro-Sud. «Le disuguaglianze di mortalità – si legge nell’Atlante – rappresentano un mancato guadagno di salute possibile nel nostro Paese e suggeriscono spunti per una valutazione delle priorità e per la definizione di target di salute. A 40 anni dall’istituzione del Servizio sanitario nazionale, c’è ancora spazio per guadagnare equità nella salute».

Tumori, diabete e malattie respiratorie

Quanto alle cause di morte maggiormente legate a un grado di istruzione non elevato, sono il tumore dello stomaco, il diabete e le malattie del fegato, sia per gli uomini che per le donne. Differenze significative per la popolazione maschile si osservano anche relativamente ai tumori del polmone, delle vie aeree e degli organi digestivi superiori, alle malattie respiratorie, agli incidenti stradali e alle cadute, mentre per la popolazione femminile relativamente alle malattie dell’apparato urinario e genitale.

Morti evitabili: programmare politiche utili

Le differenze nella salute determinate da fattori sociali come l’istruzione sono, almeno in parte, prevenibili e modificabili. Secondo l’Atlante si potrebbe evitare fino al 25% dei decessi, portando i tassi di mortalità della popolazione con titolo di studio medio-basso ai valori di quelli della popolazione con titolo di studio alto. Avere consapevolezza di questo può servire per programmare politiche utili a prevenire morti evitabili. Un obiettivo ambizioso per raggiungere il quale, ha spiegato il ministro della Salute Giulia Grillo, non si può prescindere da un maggior coordinamento a livello nazionale: «In Italia la percezione delle ricadute delle disuguaglianze sociali sulla salute e sui costi sanitari è ancora modesta e l’obiettivo di riduzione delle disuguaglianze di salute non è ancora stato inserito organicamente in un piano di sviluppo del settore sanitario. La capacità di risposta varia da regione a regione e occorre un maggiore coordinamento a livello nazionale, poiché non può esserci salute senza una maggiore uguaglianza sociale in ogni angolo del Paese”.

Foto di Sabine van Erp

Italia Sicilia Gela, web serie sesto episodio: Francesco

Mer, 05/15/2019 - 06:00

Francesco D’Aleo ci porta negli anni più oscuri per la città di Gela, quando le sparatorie e i morti erano, tristemente, all’ordine del giorno.

Prossimo episodio: 22 maggio 2019!

Per approfondire visita Gela Le Radici Del Futuro

INDICE EPISODI

Ep01 Don Lino
Ep02 Elisa
Ep03 Sandra
Ep04 Silvia
Ep05 Giuseppe
Ep06 Francesco
Ep 07 Tiberio, Dalila e Viola (online dal 22 maggio 2019)

Il falso mito dell’acqua e limone da bere (calda) la mattina

Mar, 05/14/2019 - 21:00

Come anticipato dai colleghi di Today.it, l’abitudine di bere acqua e limone appena svegli a stomaco vuoto è tutt’altro che salutare. Non fa bene come sembra, anzi: non fa dimagrire, non “attiva” il metabolismo, rischia piuttosto di irritare o peggio danneggiare lo stomaco, potrebbe perfino danneggiare lo smalto dei denti. Vediamo perché.

Benefici soltanto presunti

benefici dell’acqua e limone al mattino sono infatti solamente presunti: si dice che acqua e limone, insieme, abbiano delle proprietà alcalinizzanti, aiutino a depurare da tossine e scorie in eccesso, abbiano pure proprietà drenanti, possano accelerare il nostro metabolismo (e quindi farci dimagrire). Niente di più falso a detta degli esperti, tra i quali c’è anche Rujuta Diwekar, una delle nutrizioniste più seguite al mondo con più di un milione di libri venduti e tradotti in 7 lingue, nonché vincitrice del ‘Nutrition Award’ dell’Istituto Asiatico di Gastroenterologia.“

Continua a leggere su BRESCIATODAY.IT

Una vitellina salvata dai maltrattamenti adora dormire nella cuccia del cane di casa

Mar, 05/14/2019 - 19:00

Una vitellina lo scorso mese è stata salvata dal suo precedente proprietario, che è stato denunciato per maltrattamenti sugli animali, e da quel giorno per lei è iniziata una seconda vita. E’ stata adottata da Carly Henry, che appena ha sentito la sua storia ha deciso di portarla nel suo rifugio per animali di Austin, in Texas, il «Carly’s Critter Camp».

Fonte: LASTAMPA.IT

Carly in questi anni ha salvato la vita a diversi animali, e se in un primo momento ha pensato di portare la vitellina nella sua struttura ha poi deciso di trasferirla nella casa in cui vive con suo marito. «L’animale aveva bisogno di continue cure, e a casa potevamo gestirla al meglio».

Speciale Auto Elettriche e Mobilità

Mar, 05/14/2019 - 15:49

Jacopo Fo, Maurizio Fauri, Valerio Rossi Albertini, abbiamo chiesto a tutti cosa ne pensano delle auto elettriche

Clicca qui per leggere tutti gli articoli sulle auto elettriche

Retrofit elettrico: trasforma la tua auto in un mezzo elettrico

Auto ad aria compressa

Daje, Konrad Krajewski

Mar, 05/14/2019 - 15:00

Prima di calarsi nel tombino,  rompere i sigilli e riattaccare la corrente, l’elemosiniere Konrad Krajewski ha chiamato prefettura e Comune, avvisando di quello che stava per fare. Dopo avere ripristinato la luce, nella cabina elettrica, ha lasciato il suo biglietto da visita perché fosse inequivocabile chi aveva compiuto il gesto.

A Roma, SPIN TIME LABS è un’occupazione vicino a Santa Croce in Gerusalemme, in cui da 5 anni vivono 450 persone, di cui 98 bambini. Tra questi ci sono anche italiani, non solo stranieri. L’avvocato a cui si sono rivolti gli occupanti  ha riferito quanto gli è stato raccontato: «all’improvviso è arrivato un cardinale, carico di cibo e giochi per i bimbi, che ha chiesto dove fosse il contatore sigillato». «Sotto questa botola», gli è stato risposto. A quel punto, nello stupore generale, il cardinale si cala nella botola, rompe i sigilli e la luce torna. Qualcuno ha avuto paura, gli ha fatto presente che la polizia se la sarebbe presa con gli occupanti per quell’atto illegale, ma il cardinale li ha tranquillizzati, dicendo di avere lasciato il suo biglietto da visita sul contatore manomesso.  La società ACEA ha fatto un esposto contro ignoti. Quelli di SPIN TIME LABS si dicono pronti ad autodenunciarsi in massa.

Dentro lo stabile, “il cantiere di rigenerazione urbana” ha organizzato varie cose da quando hanno iniziato l’occupazione a scopo abitativo nell’ottobre 2013: sala concerti, auditorium, osteria, laboratorio di birra artigianale, falegnameria, sartoria, sala prove, redazione di  Scomodo, laboratorio di restauro icone sacre. Dentro c’è anche una delle sedi dell’associazione Medicina Solidale. C’è il lavoro quasi giornaliero della missionaria laica Adriana Domenici e ci sono gli aiuti umanitari lasciati settimanalmente dall’Elemosiniere del Papa. Allo Spin Time Labs il Vaticano non è esattamente una presenza sconosciuta, e tuttavia il gesto di Konrad Krajewski c’entra poco con la carità in senso economico, e di religioso ha il fatto di applicare alla lettera il Vangelo.

Il gesto di Konrad Krajewski è disubbidienza civile.

Riallacciando la corrente elettrica ha ristabilito l’ordine, prima la giustizia sociale, poi quella legale. Avrebbe potuto farlo un panettiere, un deputato, un disoccupato, una casalinga. Non l’ha fatto nessuno, l’ha fatto lui, un cardinale ex elettricista, originario della città polacca di Lodz, dove Gad Lerner  immagina che «abbia conosciuto Marek Edelman, l’eroico vicecomandante della rivolta del ghetto di Varsavia. Uno che scendeva dai tombini nelle fogne per nascondersi e combattere».  Preferiamo pensare Konrad Krajwski semplicemente come un uomo, che in piena coscienza ha deciso di correre rischi fisici (calarsi nei tombini non è tra gli sport più in voga) e legali in nome della sua idea sui diritti sociali. Difficile essere uomini di questi tempi.

Per capire quanto il suo gesto sia tutt’altro che banale o scontato, persino in Vaticano, basta leggere la pioggia di dichiarazioni da quelli che dovrebbero essergli solidali. A partire dai giornali conservatori e cattolici: per la Verità è “indecente”, per il Tempo è “un prepotente che umilia i veri poveracci”, per Libero “aiuta la mafia e fa l’elemosiniere coi soldi degli altri”, per il Giornale è “un cardinale-elettricista barricadero che alimenta la conflittualità sociale”.

Sono scatenati. Comprensibile. Il testardo Konrad, alla narrazione ha preferito l’azione, allo slogan del “prima gli italiani” ha ribadito “prima le persone”. Il fuoco amico non manca nemmeno da sinistra. “Facile fare come l’elemosiniere con i soldi del Vaticano”, Vaticano che, vero, possiede proprietà immobili tali da potere rispondere ogni emergenza abitativa, non solo a Roma. Ma davvero è così difficile giudicare le azioni di un individuo ignorando la sua appartenenza religiosa, politica, etnica? Che sia uno stupratore, un delinquente o uno che permette a 98 bambini di lavarsi con acqua calda.

Photo credits: www.farodiroma.it

(No, in Vaticano l’uso del casco non è obbligatorio.)

Le 23 pagine di notizie false italiane chiuse da Facebook

Mar, 05/14/2019 - 15:00

Domenica Facebook ha chiuso ventitré pagine italiane che diffondevano notizie false e contenuti d’odio in violazione delle regole della piattaforma. Le pagine erano state segnalate a Facebook dalla ong Avaaz (PDF), che si occupa di campagne ambientaliste e a favore dei diritti umani: avevano un totale di circa 2 milioni e mezzo di follower, ma ne raggiungevano complessivamente molti di più grazie alla viralità dei loro contenuti. Quasi tutte proponevano teorie del complotto e notizie false con argomenti di estrema destra, e la metà era a sostegno della Lega e del Movimento 5 Stelle.

La pagina più attiva, ha scritto la Stampa, era “Vogliamo il movimento 5 stelle al governo”, una pagina non ufficiale a sostegno del Movimento 5 Stelle che aveva 130mila follower ma che negli ultimi tre mesi aveva raggiunto 700mila interazioni. Questa pagina diffondeva sistematicamente notizie false, alcune delle quali erano diventate virali. Per esempio aveva attribuito allo scrittore Roberto Saviano una dichiarazione falsa sui migranti, secondo cui preferiva «salvare i rifugiati e i fratelli clandestini piuttosto che aiutare qualche terremotato italiano piagnucolone e viziato».

Continua a leggere su ILPOST.IT

Sanità senza personale: dal 2012 al 2017 persi 26.500 operatori

Mar, 05/14/2019 - 13:52

Tra il 2012 e il 2017 quelli in assoluto ad essere scesi di più sono gli infermieri (-7.055), seguiti dagli amministrativi (-6.102), dai tecnici (-4.727) e dai medici (-3.448). In totale il Ssn può contare su 648 mila unità. Questa la fotografia che emerge dall’elaborazione effettuata da Quotidiano Sanità sugli ultimi dati del Conto annuale pubblicati dall’Aran. Per quanto riguarda il totale della PA solo il personale delle Regioni ha perso più unità del Ssn (-55 mila). Al contrario la Scuola ha visto crescere i suoi lavoratori (+111 mila).

12 MAG – Dagli infermieri ai medici, passando per i tecnici e gli amministrativi. Tra il 2012 e il 2017 il Servizio sanitario nazionale ha perso 26.561 lavoratori (-3,9%) che fanno arrivare il totale dei dipendenti a quota 648.058. A segnalarlo è l’ultimo aggiornamento del Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato appena pubblicato dall’Aran e su cui Quotidiano Sanità ha effettuato un’elaborazione.

In totale i dipendenti del Servizio sanitario nazionale, rappresentano il 20% della forza lavoro della PA, un quinto dei dipendenti pubblici, che fanno del comparto il secondo della Pa, preceduto solo alla scuola che con il 35% della forza lavoro ha il maggior numero di occupati.

Andando ad analizzare nello specifico i lavoratori del Servizio sanitario nazionale nel dettaglio, la situazione ricalca abbastanza il modello di quella della PA in generale: la perdita percentuale di unità di personale, come dicevamo è di -3,94%. Le perdite maggiori in valori assoluti sono quelle del personale infermieristico: -7.055 unità che rappresentano il 27% di tutte le perdite del Ssn, anche se sulla categoria pesano per il -2,60% in cinque anni.

Le altre categorie che perdono il maggior numero di unità di personale in valori assoluti sono nell’ordine quelle dei profili del ruolo amministrativo (-6.102 unità, il -8.27%); i profili del ruolo tecnico (-4.727 unità, il -3,85%) e si torna nel ruolo sanitario con i medici che nel 2017 sono 3.448 in meno del 2012 (-3.16%). Una perdita che rappresenta il 13% delle perdite del Ssn.

Questo dal punto di vista dei numeri assoluti ma ci sono categorie come il personale contrattista che in percentuale hanno perso tantissimi lavoratori (-42,68% che evidenzia come nel 2017 vi fossero solo 235 unità di personale). Praticamente scomparsi sono gli odontoiatri che perdono il -39,61% dei dipendenti (in totale i dentisti del Ssn sono appena 93).

CONTINUA SU QUOTIDIANOSANITA.IT

Inchiesta sulla prescrizione di latte artificiale ai neonati

Mar, 05/14/2019 - 12:09

Indicare l’utilizzo di una specifica marca di latte in polvere nel libretto sanitario del neonato al momento delle dimissioni dall’ospedale è vietato. Lo sapevi?

Clicca qui per leggere tutti gli articoli dell’inchiesta

Speciale Casa Ecologica

Mar, 05/14/2019 - 12:09

Un’azienda italiana sta lavorando a una casa in terra e paglia stampata con una stampante 3d, la casa ecologica di Michele Dotti, i progetti innovativi presentati a Eco_luoghi, la canapa, un’ampia panoramica su Casa e architettura sostenibile.

Clicca qui per vedere tutti gli articoli e i video sulle case ecologiche

Da non perdere

La Casa Passiva di Cuggiono (Milano)
La casa Made in Italy che si costruisce in 6 ore e resiste ai terremoti
La casa di paglia: mica balle!
E se mi facessi la casa in paglia?

Segui il tag “Casa Ecologica” in fondo agli articoli!

Le campagne per la Festa della Mamma che ci hanno divertito ed emozionato di più quest’anno

Mar, 05/14/2019 - 12:00

La Festa della Mamma è appena trascorsa e come ogni anno migliaia di aziende hanno lavorato per sviluppare campagne di marketing che facessero breccia nel cuore dei consumatori con formule creative sempre più sorprendenti.

Abbiamo voluto raccogliere le campagne più emozionanti e divertenti realizzate per la Festa della Mamma 2019. Anche se si tratti soltanto di un giorno è stato anche stavolta un evento dall’elevato valore simbolico, un giorno per ringraziare la persona più importante della nostra vita.

Dal punto di vista commerciale, in tutto il mondo il “Mother’s Day” è capace di influenzare i consumatori ed assicurare ai brand introiti da capogiro.

Secondo un sondaggio condotto dalla National Retail Federation l’86% degli americani ha celebrato la festa della mamma nel 2017 spendendo in media 180 dollari. Quest’anno la spesa dovrebbe essere arrivata ad una media di 224 dollari per le persone di età compresa tra i 35 ed i 44 anni.

Anche il mondo digital si è riempito di post sui social in occasione della Festa della Mamma, qui trovate i più amati dello scorso anno.

Insomma, di mamma ce n’è una sola e riveste un’importanza incredibile, anche per il marketing. D’altronde, Christian Bobin, scrittore e poeta francese, recitava: “Gli uomini reggono il mondo. Le madri reggono l’eterno, che regge il mondo e gli uomini“.

KFC – Chippendales è una compagnia di danza itinerante conosciuta soprattutto per i suoi spogliarelli.

KFC, con grande ironia, ha assoldato i suoi Chickendales per regalare ad ogni mamma un balletto personalizzato con il colonnello Sanders ed i suoi ballerini. Bastava andare sul sito Chickendales.com ed inserire il nome della propria mamma per realizzare un simpaticissimo video.

KFC Chickendales Mother’s Day Performance

L’azienda, in occasione dell’evento, a partire dal 29 aprile e fino al 30 giugno, ha anche lanciato in edizione limitata i nuovi Cinnabon Biscuit, dessert gustosissimi alla cannella. Purtroppo, però, potremo assaggiarli solo Oltreoceano e non ancora qui in Italia.

Continua a leggere su NINJAMARKETING.IT

Tutto quello da sapere in vista delle elezioni europee 2019

Mar, 05/14/2019 - 10:29

Manca meno di un mese al voto per le elezioni europee del 26 maggio. I 28 Stati membri dell’Ue saranno chiamati a rinnovare i rappresentanti del Parlamento di Bruxelles in quelle che sono state unanimemente definite le “elezioni europee più importanti della storia” a causa dello scontro tra le forze politiche tradizionali e quelli che sono stati ribattezzati i nuovi sovranismi. Per cosa si vota? Quanti rappresentanti elegge l’Italia? Cosa cambia se il Regno Unito lascia l’Unione Europea? Il Parlamento europeo, organo che detiene il potere legislativo, è l’unica istituzione europea i cui membri sono eletti direttamente dai cittadini. Secondo l’ultimo sondaggio dell’Eurobarometro, il sentimento degli aventi diritto verso l’Unione europea è prevalentemente positivo. Con notevoli differenze interne: l’Irlanda è decisamente lo stato più euro-entusiasta, l’Italia decisamente meno. Ecco una guida pratica al voto di maggio. In Italia si vota domenica 26 maggio: i seggi sono aperti dalle 7 del mattino alle 23. La data non è la stessa in tutti i Paesi dell’Unione: i Paesi Bassi e il Regno Unito, ad esempio, saranno i primi ad andare alle urne, giovedì 23 maggio. Tutti gli altri tra venerdì, sabato e domenica. Comunque, per evitare che l’esito di un Paese condizioni gli altri, i risultati saranno diffusi nello stesso momento, cioè a partire dalla chiusura dei seggi domenica sera. Continua a leggere… [Fonte: ILFATTOQUOTIDIANO.IT – Europee: quando, cosa e come si vota. Guida pratica alle elezioni Ue “più importanti della storia”diBeatrice Manca]

  • Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:Elezioni europee 2019 – Istruzioni per l’uso.

Il Parlamento europeo è l’unica istituzione europea i cui membri sono eletti direttamente dai cittadini, e le elezioni sono alle porte. Tra il 23 e il 26 maggio 2019 circa 400 milioni di europei si recheranno alle urne per eleggere i loro rappresentanti a Strasburgo. Per chi vota in Italia, appuntamento domenica 26 maggio in tutti i seggi elettorali! Di seguito troverete alcune informazioni che speriamo possano esservi utili. 

QUANDO SI VOTA? – Le prossime elezioni del Parlamento europeo si terranno in tutti gli Stati membri dell’Unione europea fra il 23 e il 26 maggio 2019, con calendario variabile a seconda dei Paesi. In Italia si voterà domenica 26 maggio e i seggi saranno aperti dalle 7 alle 23.

La legge di stabilità 2014 (legge 27 dicembre 2013, n. 147), all’art. 1 – comma 399, stabilisce infatti che: “A decorrere dal 2014 le operazioni di votazione in occasione delle consultazioni elettorali o referendarie si svolgono nella sola giornata della domenica, dalle ore 7 alle ore 23”

CHI VOTA?Saranno chiamati alle consultazioni elettorali tutti i cittadini aventi diritto al voto di tutti gli Stati membri dell’Unione Europea (circa 400 milioni di persone). Continua a leggere… [Fonte: EUROPARL.EUROPA.EU]

  • Candidati europee 2019: M5S con più laureati, il PD ha l’età media maggiore.

Uno studio realizzato da Lavoce.info ha esaminato tutti i candidati delle principali cinque liste in corsa: quelli del Movimento 5 Stelle sono i più giovani e con il più alto numero di laureati, Fratelli d’Italia ha meno donne in lista rispetto agli altri.

Saranno più di 2.000 i candidati pronti a sfidarsi alle elezioni europee di domenica 26 maggio, con l’Italia che andrà eleggere 73 deputati che rappresenteranno il nostro paese all’interno del Parlamento Europeo per i prossimi cinque anni.

Fin dal momento della presentazione ufficiale delle liste, ne saranno 15 quelle presenti in tutte e cinque le circoscrizioni elettorali, molto si è discusso dei vari candidati tra cognomi ingombranti, vedi Caio Giulio Cesare Mussolini, e riappacificazioni come nel caso degli scissionisti di Articolo 1-MDP che faranno corsa insieme al PD dopo lo strappo del 2017.

Lavoce.info invece ha messo sotto la lente di ingrandimento altri aspetti dei candidati in lizza in queste elezioni europee: dall’età media delle liste, fino a dove sono presenti più laureati e dove è più alta una presenza femminile. […] In totale saranno 15 le liste che saranno presenti in tutte e cinque le circoscrizioni, con Lavoce.info che però ha preso in considerazione soltanto quelle che sarebbero le prime cinque secondo i sondaggi (Lega, M5S, PD, Forza Italia e Fratelli d’Italia) per la propria indagine.

Fonte: MONEY.IT

Continua a leggere… [MONEY.IT – Alessandro Cipolla]

  • Europee, “andate a votare”: l’appello di 21 capi di Stato.

Ventuno capi di Stato dell’Ue, incluso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, invitano i cittadini europei ad andare a votare alle prossime elezioni europee. “L’integrazione europea – scrivono – ha contribuito a realizzare la speranza, vecchia di secoli, di avere la pace in Europa, dopo che il nazionalismo sfrenato e altre ideologie estreme hanno portato l’Europa alla barbarie di due guerre mondiali. Oggi, non possiamo e non dobbiamo dare per scontate la pace, il benessere e la libertà. E’necessario che tutti ci impegniamo attivamente per la grande idea di un’Europa pacifica ed integrata”.

“Le elezioni del 2019 sono particolarmente importanti: siete voi, i cittadini europei, che sceglierete quale strada seguirà l’Unione Europea. Noi, i capi di Stato di Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia e Finlandia invitiamo quindi tutti i cittadini europei che hanno diritto di voto a prendere parte alle elezioni per il Parlamento Europeo alla fine di maggio 2019″. Continua a leggere… [Fonte: ADNKRONOS.IT]

Luca Parmitano torna in orbita

Mar, 05/14/2019 - 09:52

Per l’astronauta siciliano prevista un’impegnativa missione nello spazio della durata di 200 giorni.

L’astronauta siciliano originario di Paternò, Luca Parmitano, partirà di nuovo per lo spazio. Ad annunciarlo è lui stesso, ai margini della conferenza stampa di presentazione della missione Beyond, per l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), prevista per il 20 luglio, 50 esimo anniversario dello sbarco sulla Luna.

“Impossibile sapere se e quante delle cinque attività extra-veicolari prevista mi saranno assegnate”, ha dichiarato l’astronauta durante l’incontro avvenuto al centro dell’Esa in Italia (Esrin) prima della partenza. Obiettivo delle passeggiate spaziali saranno degli interventi sull’apparato sperimentale Ams (Alpha Magnetic Spectrometer), in una missione che lo stesso Parmitano ha dichiarato “la più complessa manovra nella storia dello spazio”.

L’astronauta sarà in missione per circa 200 giorni sulla stazione orbitale, dove dopo un primo periodo assumerà il comando, diventando il terzo europeo e il primo italiano ad assumere questo ruolo. “Per me è un compito importante: c’è un solo modo di porsi di fronte a una missione, con molta umiltà”, ha detto l’astronauta. “Poter fare il mio lavoro – ha aggiunto – è un grandissimo privilegio e bisogna trovare il modo per ripagarlo. Il mio tempo è il tempo che appartiene a chi mi ha portato a bordo, ai contribuenti, a chi mi ha addestrato, a chi mi ha affidato i suoi esperimenti e, soprattutto, all’equipaggio”.

A proposito delle passeggiate spaziali, Parmitano le ha definite persino più complesse di quelle fatte in passato per riparare il telescopio spaziale Hubble. Il compito degli astronauti in missione sarà – è stato precisato durante la conferenza – quello di riconfigurare l’esperimento Ams (Alpha Magnetic Spectrometer), che dal maggio 2011 è installato all’esterno della Stazione Spaziale a caccia di antimateria e di materia oscura nello spazio. In particolare, dovrà essere sostituita una pompa di raffreddamento; una missione molto delicata, che ha richiesto l’adozione di strumentazione ad hoc, con alcuni degli strumenti difficili da maneggiare coi guanti.

Durante la presentazione erano presenti anche il direttore generale dell’Esa Jan Woerner, il direttore dell’Esrin e delle attività di Osservazione della Terra Josef Aschbacher, il direttore del Volo umano e robotico dell’Esa David Parker e il neopresidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) Giorgio Saccoccia, alla sua prima uscita pubblica.

CONTINUA SU CATANIA.LIVEUNIVERSITY.IT

Il fotovoltaico indiano si sposta dalla terra all’acqua

Mar, 05/14/2019 - 08:00

In India centinaia di megawatt solari sono in fase di realizzazione su bacini artificiali e dighe. Negli ultimi anni il solare galleggiante è divenuto il nuovo trend energetico del paese sotto la spinta incessante della National Solar Mission. Alla base di questa passione per l’acqua da parte del fotovoltaico indiano c’è essenzialmente la difficoltà per utility e compagnie energetiche di accaparrarsi grandi appezzamenti di terreno dove costruire le centrali. Così, in poco tempo, gli impianti flottanti sono passati dall’essere un esperimento a costruire una vera e propria nicchia di mercato. L’ultimo progetto in tal senso appartiene a Greenam Energy, l’unità rinnovabile del conglomerato AM International, che ha annunciato l’installazione di 24 MW di capacità galleggiante in un bacino industriale di Tuticorin, città situata sulla punta meridionale dell’India. La struttura alimenterà un’azienda produttrice di fertilizzanti e venderà l’elettricità in eccesso alla rete.

Ma quest’anno diverse aste solari dovrebbero far premere l’acceleratore al segmento, come quella indetta dalla National Thermal Power Corporation (NTPC) per un progetto da 100 MW nello stato dell’Andhra Pradesh. D’altra parte NTPC, il più grande conglomerato energetico dell’India, ha un programma preciso per divenire leader del settore: l’azienda ha circa 650 MW di progetti solari galleggianti in cantiere, alcuni dei quali saranno realizzati addirittura sui serbatoi idrici delle sue centrali a carbone. “Dighe e altri corpi idrici stagnanti rappresentano obiettivi di facile portata per le centrali fotovoltaiche flottanti”, spiega a BloombergNEF Vivek Jha, il co-fondatore di Yellow Tropus. “È una combinazione ideale di giallo e blu per dare energia verde”

Continua a leggere su RINNOVABILI.IT