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Aggiornato: 1 ora 59 min fa

La singolare iniziativa: nasce il primo libro di alta cucina per cani

Sab, 07/18/2020 - 14:00

La cucina gourmet è il trend del momento e molti si improvvisano Master Chef casalinghi per tentare di imitare i piatti bellissimi (e minimal) degli chef stellati che popolano i programmi televisivi.

Ma la vita non smette mai di stupirci et voilà! Ecco che arriva il primo libro di alta cucina per cani (scaricabile qui), creato da Barkyn, il marchio portoghese di piani alimentari personalizzati e consulto veterinario online, e la chef italiana Valeria Raciti, vincitrice dell’ottava edizione di MasterChef Italia.

Siamo tutti d’accordo che l’amore e la cura nei confronti degli animali sia un obbligo e una necessità, ma questa singolare iniziativa appare proprio uno schiaffo alla povertà e alla lotta agli sprechi.

Sembra proprio che le nuove collaborazioni tra personaggi famosi e brand per accrescere la popolarità di entrambi stiano rasentando il limite dell’assurdo.

Tutti i veterinari consigliano un’alimentazione corretta per i nostri amici a 4 zampe, per assicurare loro una vita felice e in salute, ma non vi sembra che si stia un pò esagerando con queste proposte stellate?

Salmone, pollo e addirittura aragosta per allietare il palato dei cani che, come ben sappiamo, sono dei simpatici ingordi che ingurgitano in un batter d’occhio qualsiasi razione di cibo, magari non comprendendo nemmeno la differenza tra un ingrediente e l’altro.

Insomma, nessuno mette in dubbio che i nostri animali domestici debbano essere considerati dei veri e propri membri della famiglia, ma proposte del genere sono indirizzate a persone non “comuni”, ma con un budget abbastanza elevato da potersi permettere una cucina gourmet per tutta la famiglia, per così dire, “allargata”. In secondo luogo, sono una sfida nei confronti di chi, soprattutto in questo momento di crisi globale, difficilmente riesce a mettere un piatto a tavola.

Ritorneremo mai alla normalità ed apprezzare le cose semplici che la vita ci offre? A voi le considerazioni.

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EcoFuturo 2020: riassunto quarta giornata

Sab, 07/18/2020 - 10:08
Licia Colò con Michele Dotti e il Senatore Gianni Girotto Licia Colò con Michele Dotti e il Senatore Gianni Girotto, conduce Elena Pagliai

Talk show serale con ospiti speciali Licia Colò e il Senatore Gianni Girotto + Presentazione ECOFUTURO VR – la nostra nuova fiera in realtà virtuale. Conduce la giornalista Elena Pagliai.

Pubblicato da EcoFuturo Festival su Venerdì 17 luglio 2020 EcoSalute

STERILIZZARE NON BRUCIARE LE MASCHERINE E TUTTI I RIFIUTI SANITARI PER RISPARMIARE 300 MILIONI NELLO SMALTIMENTO

STERILIZZARE NON BRUCIARE LE MASCHERINE E TUTTI I RIFIUTI SANITARI PER RISPARMIARE 300 MILIONI NELLO SMALTIMENTO

STERILIZZARE NON BRUCIARE LE MASCHERINE E TUTTI I RIFIUTI SANITARI PER RISPARMIARE 300 MILIONI NELLO SMALTIMENTORiparliamo di una proposta del primo Ecofuturo divenuta di colpo centrale nel dibattito nazionale.Gli inceneritori di rifiuti sanitari sono tra i peggiori produttori di diossina e i rifiuti girano in tondo prima di finire inceneriti moltiplicando costi e rischi. Presenteremo le nuove macchine e ne discuteremo con il mondo della salute e dei rifiuti.RELATORI: Rappresentante ISS, Dott. Riccardo Scarafia (Radiologi e Maestro di Tai Chi), Fabio Brescacin (Ecor NaturaSì), Barbara Donato (Ompeco), Piero Biasion, Sen. Stefano Collina (Presidente Commissione Igiene e Salute del Senato), Mauro Romanelli (Eco-lobby)

Pubblicato da EcoFuturo Festival su Venerdì 17 luglio 2020 Crowdfunding

CROWDFUNDING LENDING:LO SCENARIO NORMATIVO DEL LENDING PER LA RIPRESA DELLE PMI E LA TUTELA DEI PRESTATORI

CROWDFUNDING LENDING: LO SCENARIO NORMATIVO DEL LENDING PER LA RIPRESA DELLE PMI E LA TUTELA DEI PRESTATORI

CROWDFUNDING LENDING:LO SCENARIO NORMATIVO DEL LENDING PER LA RIPRESA DELLE PMI E LA TUTELA DEI PRESTATORIRELATORI: Claudio Montesion (Starteed), Modelli e scenari innovativi per lo sviluppo del Lending: il ruolo delle banche, delle imprese, della PA e degli investitori privati; Ludovico Monforte (Unioncamere Lombardia Head of EU Office -intervento Luca Ferrais Consob tbc.), Meccanismi di tutela e garanzia per gli investitori nelle operazioni di lending: normativa e panorama delle best practices; Daniele Zini (October) Le regole di ingaggio per le PMI e le tutele per prestatori istituzionali e privati nel breve, medio e lungo periodo; Niccolò Sovico (Ener2crowd), Quando il Lending Crowdfunding diventa GreenVesting.CASE STUDIES CAMPAIGN MANAGER:Portfolio October:• Invest. istituzionale: Fondo October 3• Invest. privato: diversificazione e accesso a basso capitale

Pubblicato da EcoFuturo Festival su Venerdì 17 luglio 2020 Sessione del pomeriggio

L’ALTRO CALORE E L’ALTRO CONDIZIONAMENTO

CROWDFUNDING LENDING: LO SCENARIO NORMATIVO DEL LENDING PER LA RIPRESA DELLE PMI E LA TUTELA DEI PRESTATORI

CROWDFUNDING LENDING:LO SCENARIO NORMATIVO DEL LENDING PER LA RIPRESA DELLE PMI E LA TUTELA DEI PRESTATORIRELATORI: Claudio Montesion (Starteed), Modelli e scenari innovativi per lo sviluppo del Lending: il ruolo delle banche, delle imprese, della PA e degli investitori privati; Ludovico Monforte (Unioncamere Lombardia Head of EU Office -intervento Luca Ferrais Consob tbc.), Meccanismi di tutela e garanzia per gli investitori nelle operazioni di lending: normativa e panorama delle best practices; Daniele Zini (October) Le regole di ingaggio per le PMI e le tutele per prestatori istituzionali e privati nel breve, medio e lungo periodo; Niccolò Sovico (Ener2crowd), Quando il Lending Crowdfunding diventa GreenVesting.CASE STUDIES CAMPAIGN MANAGER:Portfolio October:• Invest. istituzionale: Fondo October 3• Invest. privato: diversificazione e accesso a basso capitale

Pubblicato da EcoFuturo Festival su Venerdì 17 luglio 2020 Sessione del mattino

BIOECONOMIA, BIOPLASTICA ED ECODESIGN: MA RIDUCENDO L’USA E GETTA

BIOECONOMIA, BIOPLASTICA ECODESIGN, MA RIDUCENDO L’USA E GETTA

"BIOECONOMIA, BIOPLASTICA ED ECODESIGN: MA RIDUCENDO L’USA E GETTA"Impianti di bioespanso, cappotti termici in canapa e calce oppure con la lana di pecora italiana, plastiche recuperate, rinascita degli scarti di carbone e lo sviluppo dell’end of waste ovvero fine del concetto di rifiuto per tutto ciò che sappiamo finalmente riportare a vita nuova.RELATORI: Patty L’Abbate (Senatrice), Marco Benedetti (V.Pres. Chimica Verde), Andrea Zennaro (Sidea Italia), Alessio Ciacci (A.U. Cermec), Dott. Massimo Orlandini (esperto sanitario)

Pubblicato da EcoFuturo Festival su Venerdì 17 luglio 2020

6 giochi in carta fai da te. Idee di artigianato per bimbi

Sab, 07/18/2020 - 10:00

Dal canale YouTube 123 Easy Paper Crafts for kids – diy kids 6 idee fai da te per realizzare con la carta colorata dei giochi di artigianato per i più piccoli.

Un modo alternativo per passare del tempo insieme lasciando libero spazio alla creatività e immaginazione! Nel video vedremo come realizzare: uccellini, ranocchie, lumache, pavoni (bellissimi!), bruchi e infini dei pesci!

Fonte: 123 Easy Paper Crafts for kids – diy kids

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Le microplastiche penetrano nelle piante che mangiamo: lo studio

Sab, 07/18/2020 - 09:13

Da quando sono state scoperte le microplastiche, per anni si è dato per scontato che queste non potessero attraversare le barriere fisiche di un tessuto vegetale intatto ma solo disperdersi causando problemi agli esseri viventi che abitano fiumi, laghi, mari e oceani, senza, però, trasferirsi in maniera significativa alla catena alimentare umana. Un assunto ora smentito.

L’ultimo importante studio viene dall’Accademia cinese delle scienze, si chiama “Effective uptake of submicrometre plastics by crop plants via a crack-entry mode”, ed è stato pubblicato su Nature Sustainability.

Come le microplastiche penetrano le piante?

Lo spiega il capo del team, il professor Yongming Luo, che dirige due importanti istituti, lo Yantai di ricerca sulla zona costiera (YIC) e l’Istituto di scienze del suolo di Nanjing:  le crepe che si naturalmente si formano nelle nuove radici laterali di piante come la lattuga o il grano “sono in grado di assorbire microplastiche dal suolo e dall’acqua circostanti. Queste microplastiche possono quindi essere trasferite dalle radici alle parti commestibili del raccolto”.

La maggior parte delle microplastiche “viene emessa nell’ambiente terrestre e si accumula in grandi quantità nel suolo. Inoltre, delle particelle secondarie si formano dalla degradazione della plastica. Le acque reflue, un’importante fonte di acqua per l’irrigazione agricola, contengono anche microplastiche di piccole dimensioni”.

Microplastiche nelle piante, sì, ma quanto grandi?

Il principale autore dello studio, Lianzhen Li, sottolinea che “un altro meccanismo è che nei siti di emergenza della radice laterale ci sono piccole fessure, e quindi le particelle attraversano quelle fessure ed entrano nei vasi dello xilema. Quindi è possibile anche che particelle più grandi di quelle che abbiamo studiato possano essere assorbite dalle piante”.

Se fino a ieri si riteneva che solo qualche particella di 50 nanometri potesse penetrare nelle radici delle piante, ora lo scenario cambia: “anche delle particelle circa 40 volte più grandi possono penetrare nelle piante. Le microplastiche identificate in questo studio erano particelle di plastica sferiche di dimensioni fino a 2 micrometri con un minimo grado di flessibilità meccanica. Queste caratteristiche hanno permesso alle microplastiche di infilarsi nel piccolo spazio apoplastico delle cellule delle radici delle piante”.

Dalle piante agli erbivori a noi

“Se le microplastiche penetrano nelle nostre piante coltivate – osservano quelli dell’Accademia cinese delle scienze – entrano anche nelle nostre carni e nei nostri latticini. Questo solleva evidenti preoccupazioni sulla crescita delle colture in campi contaminati dallo scarico delle acque reflue trattate o dai fanghi di depurazione, un processo che potrebbe introdurre le microplastiche nella catena alimentare”.

Se fino a ieri, a partire dalle dichiarazione dell’OMS, si riteneva che non ci fossero rischi elevati per la salute umana derivanti dalle microplastiche negli alimenti, oggi appare evidente che l’ottimismo era legato alla scarsità di dati e studi. Con ogni evidenza, esprimersi su basi di evidenze solide richiede studi decennali. La domanda è, fino allora, con la produzione di plastica in netto aumento a causa dell’incremento delle porzioni monouso e dei presidi medici necessari contro la pandemia, che fare?

Leggi anche: Come puoi ridurre le microplastiche dalla tua lavatrice

Come puoi ridurre le microplastiche dalla tua lavatrice

Sab, 07/18/2020 - 08:00

Chi ci segue da tempo ricorderà che il problema delle microfibre plastiche rilasciate dai tessuti sintetici durante il lavaggio in lavatrice è stato uno dei nostri “cavalli di battaglia” e che fin dalla sua nascita People For Planet ha proposto di rendere obbligatorio il montaggio, sulle lavatrici, di un filtro anti microfibre.

Leggi anche gli altri articoli della nostra Campagna!

Il perché di questa emergenza è presto detto: l’inquinamento dei mari è quotidianamente alimentato, a ogni lavaggio in lavatrice, dalle microplastiche che vengono rilasciate dai materiali sintetici di cui sono composti i nostri vestiti. Ogni volta che laviamo tessuti sintetici come il poliestere, che è solo un filato di plastica, si staccano pezzi molto piccoli di plastica che scorrono nello scarico giungendo in mare. Come spiega il team del progetto ambientalista Story of Stuff, attivo nella ricerca di soluzioni a questo problema, “una volta che queste fibre si riversano nei corsi d’acqua locali agiscono come spugne, assorbendo altri inquinanti attorno a loro. Sono come piccole bombe tossiche piene di olio motore, pesticidi e sostanze chimiche industriali che finiscono nelle pance dei pesci e infine nelle nostre pance. Si è già stimato che ce ne siano 1,4 milioni di miliardi di miliardi nei nostri oceani, come dire 200 milioni di microfibre per ogni individuo vivente sul pianeta!”.

Purtroppo gli impianti di trattamento dell’acqua non possono catturare tutti i pezzi, vista la loro microscopica dimensione. Inoltre più vecchi sono i tessuti, più fibre perdono nel lavaggio. Quindi che fare? In generale si dovrebbero evitare gli “scossoni” cioè movimenti bruschi e agenti chimici che corrodono o strattonano i tessuti facilitando la perdita delle microfibre.

Con la speranza che l’industria, oltre che la politica, si decidano ad affrontare in modo sistematico questo importante problema, riportiamo alcuni consigli che tutti noi possiamo seguire.

Lavaggi meno frequenti

Lavare meno evita anche di sprecare acqua ed energia, meglio indossare i capi qualche altra volta in più prima del passaggio in lavatrice.

Lavatrici a freddo

Come riportato da Phys.org lavando al di sopra dei 30°C le fibre si rompono più facilmente.

Centrifuga bassa

Secondo Wired.it, la velocità della centrifuga influisce parecchio sulla scomposizione delle fibre: più è veloce più la probabilità di rottura delle fibre di tessuto aumenta.

Detersivi liquidi

La polvere è più abrasiva sui tessuti, aumentando così il distaccamento di microfibre, meglio quindi scegliere un detersivo liquido.

Cestello pieno

Al momento dell’avvio della lavatrice, meno capi ci sono e più questi sbatteranno sulle sue pareti provocando una maggiore dispersione di fibre plastiche.

Programmi brevi

Il principio è lo stesso, più dura il lavaggio e più il capo d’abbigliamento è “stressato” dal movimento e dal calore, contribuendo allo staccarsi delle microfibre.

Fibre naturali

Scegliere solo capi in fibra naturale al 100% come lana, alpaca, cashmere, cotone, lino e seta è un modo per evitare del tutto la dispersione di microplastiche nell’ambiente, poiché quando questi materiali vengono lavati, le fibre che perdono sono biodegradabili.

Utilizzare un dispositivo di raccolta delle fibre nella lavatrice

Su internet se ne vendono diversi, come il Guppyfriend, una sacca dentro cui inserire i vestiti che lascia filtrare acqua e detersivo ma non microplastiche (ne abbiamo parlato qui: Due oggetti per spargere in giro meno microplastiche). C’è anche la Cora Ball, con un sistema ispirato ai coralli, che con le sue protuberanze non cattura cibo ma microplastiche.

Leggi anche:
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La microplastica? La beviamo tutti i giorni

Photo by Dan Gold on Unsplash

Scuola a settembre? “Non ci sono le condizioni” | Arriva stangata su successioni e casa| Texas: è guerra alle mascherine

Sab, 07/18/2020 - 06:25

Corriere della Sera: I sindacati: «Scuola a settembre? Non ci sono le condizioni». La ministra: «Riapriremo» ;

Il Giornale: La manovra estiva di Gualtieri. Ingorgo fiscale e patrimoniale. Entro fine mese ci saranno oltre 200 versamenti per partite Iva e imprese. Arriva la stangata su casa e successioni;

Il Manifesto: Afghanistan, tanta guerra per niente;

Il Mattino:Festa con 400 liceali, 21 ragazzi infettati dal covid: «Non ci abbiamo pensato» Coronavirus, fattori genetici rendono più vulnerabili. «Ecco perché anche alcuni giovani si ammalano» Crisanti: «Fare il tampone a tutti i migranti»;

Il Messaggero: Usa, nuovo record di contagi: 943 morti in un giorno. Scoppia la guerra delle mascherine;

llsole24ore: Ubi: Intesa Sanpaolo rilancia e aggiunge 0,57 euro cash. Messina: alzata l’offerta per evitare divisioni – Soci bresciani verso il sì (con rilancio), ok anche da Fondazione Cr Cuneo;

Il Fatto Quotidiano:Da Palamara strategia per danneggiare il procuratore Creazzo per le esigenze di Lotti. Cosimo Ferri? Azione occulta su nomine”;

La Repubblica: Il 59,5% degli italiani dice “Sì” ai matrimoni gay. Ma solo il 42% è a favore delle adozioni;

Leggo:Arrestato il “Rambo” della Foresta Nera: aveva disarmato 4 agenti prima di sparire nei boschi. «Volevo proteggere la natura»;

Tgcom24: Bollette “pazze”, nel 2019 recuperati oltre 10 milioni;

Benvenuti al Museo della Merda (VIDEO)

Ven, 07/17/2020 - 21:00
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Te li do’ io gli UFO!

Ven, 07/17/2020 - 18:00

Veramente incredibile come nascano bufale che poi non si riescono a fermare.
Ecco l’ennesimo fantasmagorico fake orchestrato da alcuni furbastri che speculano sull’idea che l’umanità sia stata “creata” tramite manipolazione genetica sulle scimmie da alieni sbarcati sulla terra decine o centinaia di migliaia di anni fa.
L’astronauta scolpito nel 1992 sulla facciata della cattedrale nuova di Salamanca, insieme ad un mostro che mangia un gelato è un caso esemplare. Ma come abbiamo già visto non è il solo…

Mi sono già occupato della questione, relativamente alle piramidi, nel libro: “La grande truffa delle piramidi. Non le hanno costruite né i faraoni né i marziani
Vedi articolo riassuntivo qui: https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/27/bugie-sulle-piramidi/666995/

Leggi anche:
Alieni? Orge sacre di massa? Risolto il mistero dei buchi di Nazca!
Una bicicletta scolpita secoli fa in un tempio Balinese? Alieni sulla Terra nell’antichità?
Perché molte bufale sembrano così credibili?

Le balene del Nord Atlantico sono ufficialmente a un passo dall’estinzione

Ven, 07/17/2020 - 16:00

Non solo la popolazione della balena franca del Nord Atlantico sta ancora lottando per riprendersi da oltre tre secoli di caccia alle balene, ma ora, secondo l’International Union for the Conservation of Nature (IUCN) la specie è a “un passo dall’estinzione”.

La settimana scorsa l’IUCN ha spostato lo stato della balena nella sua Lista rossa da “in via di estinzione” a “in pericolo critico”, l’ultima tappa prima che la specie sia considerata estinta in natura.
Rimangono, infatti, soltanto 250 individui adulti in una popolazione totale di 400 esemplari.

Per gli scienziati, i giganti del mare sono davvero nei guai e soltanto spostare l’attenzione internazionale sulla conservazione di questa specie potrebbe salvarle dalla scomparsa definitiva.

La piaga della caccia alle balene

Questa specie di balene è molto facile da cacciare: la loro bassa velocità e la tendenza a nutrirsi del plancton presente sulla superficie degli oceani, rende la caccia di questi maestosi mammiferi molto semplice.

Oggi queste balene vengono colpite dalle eliche delle barche o sono fatalmente risucchiate dagli attrezzi da pesca. Tra il 2012 e il 2016, 26 esemplari su 30 sono stati uccisi attraverso questa pratica.

Di conseguenza, molti scienziati sostengono che potrebbe essere efficace introdurre normative più rigorose nel settore della pesca, un argomento che suscita le preoccupazioni delle comunità di pescatori: nuove normative potrebbero significare che i pescatori debbano sostenere alti costi di potenziamento degli attrezzi e questi cambiamenti potrebbero ridurre anche il loro profitto.

Non solo caccia..

La seconda piaga che sta conducendo le balene del Nord Atlantico all’estinzione è il climate change. Dal 1990, la principale fonte di sostentamento alimentare della balena franca del Nord Atlantico, il Golfo del Maine, si è riscaldata tre volte più velocemente rispetto al resto degli oceani del mondo.

Le balene stanno cambiando i loro soliti ritrovi mentre cercano acque più fredde imbattendosi, così, nelle navi da pesca che ne causano la morte.

L’aumento di temperatura delle acque rende anche più difficile la ricerca di cibo per le balene, il che potrebbe spiegare il loro tasso di natalità insolitamente basso.

Inoltre, i cambiamenti climatici hanno causato un boom di presenza di aragoste nel New England settentrionale e nel Canada orientale, che ha portato più attrezzi da pesca nell’habitat della balena.

Nel complesso, i ricercatori sono profondamente consapevoli che il tempo non è dalla parte delle balene, poiché i decessi superano la velocità dell’azione normativa.

È un processo molto lento e mantenere i finanziamenti in corso è difficile quando sai che non vedrai risultati per 20 anni“, ha dichiarato Davide Wiley, ricercatore del National Marine Sanctuary della Stellwagen Bank. “Stiamo vivendo nel momento in cui le cose o migliorano o continuano a peggiorare“.

Wiley conclude affermando che: “Il fatto che la nostra attività stia portando le balene all’estinzione è qualcosa che non è accettabile per noi come esseri umani. Siamo meglio di così.”

Fonte: The Guardian

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Fuori le auto dai cortili medievali: scatta la protesta dell’Università di Pavia

Ven, 07/17/2020 - 14:00

A Pavia, terminata la fase più acuta della pandemia, scattano le proteste. Qualche settimana fa la neonata Assemblea Civica e Popolare per la Sostenibilità e la Solidarietà ha portato in piazza decine di cittadini, simbolicamente a piedi e in bicicletta, e ha consegnato ai rappresentanti dell’amministrazione comunale una lista di proposte concrete per la mobilità sostenibile. In città manca un vero piano di mobilità urbana che possa rassicurare in vista della riapertura delle scuole, quando l’afflusso di studenti aumenterà e il problema dei mezzi pubblici, tra gli altri, potrebbe diventare ingestibile. Qualche giorno fa anche gli studenti dell’università e i dottorandi hanno messo in atto la loro protesta, capitanati dai membri dell’UDU Pavia – Coordinamento per il Diritto allo Studio e affiancati dall’associazione Il Sellino Spiritato e dalla stessa Assemblea, che in un mese ha già raccolto le adesioni di decine di associazioni e singoli cittadini. La richiesta è quella della “liberazione” dalle auto del Cortile Teresiano, luogo di grande rilevanza storico-artistica, purtroppo adibito a parcheggio per i dipendenti dell’Ateneo.

Moltissime città del mondo durante il lockdown hanno preso atto di quanto sia prezioso lo spazio, in un momento storico in cui l’attenzione per il distanziamento sociale sarà la norma per mesi. Molti sindaci hanno ridisegnato città e strade ritagliando più ciclabili, controllando che i marciapiedi siano davvero percorribili, consentendo ai commercianti di proiettare le proprie attività all’esterno, allestendo déhors nelle piazze. Questo vivere la città comporta una presa di posizione netta nei confronti delle auto, che a Pavia invadono letteralmente il centro storico e a cui viene concessa la sosta persino attorno ad alcuni monumenti principali, un centro storico non ancora reso del tutto pedonale, un centro storico nella cui arteria principale transitano autobus ingombranti e pericolosi.

In questo scenario, l’Ateneo risulta l’ennesimo tassello fuori posto. Stiamo parlando di un’università prestigiosa, sulle cui cattedre sono saliti nomi come Volta, Foscolo e Spallanzani e in cui oggi si respira ancora un’aria di sapienza antica. Un’università tra le più antiche del mondo, fondata nel 1361, ricca di tradizioni centenarie che oggi figura al secondo posto nella classifica del Censis.

I suoi cortili sono fulcro della vita studentesca ma anche meta turistica. Risulta allora incredibile che uno dei più belli, il Cortile Teresiano, sia occupato dalle auto dei dipendenti dell’Ateneo in sosta. La richiesta è che venga riconvertito a luogo di studio e socialità.

Ma a questa richiesta se ne aggiungono altre molto concrete. Considerando che settembre si avvicina, occorre elaborare modalità veloci, sicure e sostenibili di trasporto per gli studenti e i dottorandi che si dovranno spostare tra i punti nevralgici della città, le sedi universitarie e le strutture sanitarie e di ricerca. Tra le altre proposte:

  • incentivi per dipendenti e studenti che si spostano con mezzi di trasporto non inquinanti e disincentivazione dell’utilizzo dell’auto propria;
  • parcheggi per bici chiusi e sicuri, con accesso controllato tramite carta elettronica e rastrelliere in punti comodi da raggiungere;
  • incentivi al “bike to work” di tipo chilometrico;
  • costruzione di docce all’interno dei bagni dell’Università, ormai norma nei complessi universitari dei Paesi esteri.

La manifestazione ha previsto alcuni momenti di approfondimento curati dalla guida turistica Samantha Piazzolla, che ha descritto il Cortile Teresiano in chiave storico-artistica, e da Paolo Pinzuti, Direttore editoriale di Bikeitalia.

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Innaffiare le piante in casa durante le vacanze

Ven, 07/17/2020 - 12:00

Stai programmando le vacanze e uno dei tuoi grandi dubbi è: come faccio ad annaffiare le piante? Questa domanda è molto comune per chi, amante e/o principiante pollice verde, vuole evitare di trovare al proprio rientro a casa un cimitero!

Dal canale YouTube Alice di I Giardini di Ellis ci spiega come prenderci cura delle nostre piante, in ufficio e casa: puntualmente ogni anno, nel periodo estivo, ricorre questa domanda: come innaffiare le piante di casa durante le vacanze? La risposta non è affatto semplice, le piante d’estate resistono poco senza acqua ma uno dei pericoli peggiori è sempre l’eccesso di irrigazione. Conoscere le esigenza d’acqua delle varie specie di piante che abbiamo in casa è un obbligo, per questo motivo qualunque sistema che verrà adottato dovrà essere commisurato alla pianta. In questo video tutorial metto a confronto due tecniche valide, installerò l’irrigazione automatica per bagnare le piante d’interno e testerò queste soluzioni per due settimane.

Fonte: I Giardini di Ellis

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Ecofuturo 2020, terza giornata

Ven, 07/17/2020 - 09:14
Sessione della sera L’esposizione internazionale di poesia visiva realizzata per Ecofuturo 2020

Massimo Cirri e Serse Luigietti e Jacopo Fo che presentano l’esposizione internazionale di poesia visiva realizzata per Ecofuturo 2020

Pubblicato da EcoFuturo Festival su Giovedì 16 luglio 2020

EcoSalute

DALLE ERBE, DALL’OMEOPATIA E DALL’AGOPUNTURA GLI AIUTI PER RESISTERE AI VIRUS E NON SOLO

DALLE ERBE, DALL’OMEOPATIA E DALL’AGOPUNTURA GLI AIUTI PER RESISTERE AI VIRUS E NON SOLORELATORI: Roberta Russo (Vanda Omeopatici), Dott. Massimo Orlandini (esperto sanitario), Pietro Mascheri (fitoterapeuta)

Pubblicato da EcoFuturo Festival su Giovedì 16 luglio 2020 Crowdfunding CROWDFUNDING CIVICO E LE SUE DIVERSE DECLINAZIONI TRA EQUITY E REWARD/DONATION

Pubblicato da EcoFuturo Festival su Giovedì 16 luglio 2020

Sessione del pomeriggio

IL MINIMO SINDACALE ECOLOGICO SUBITO PER TUTTI / SBUROCRATIZZARE

"IL MINIMO SINDACALE ECOLOGICO SUBITO PER TUTTI / SBUROCRATIZZARE"Dal Comune di Abbadia San Salvatore nasce una proposta poi adottata da decine di comuni per sburocratizzare il cambio green dal basso fino al governo centrale e per applicare immediatamente le centraline per il risparmio di calore o di energia elettrica su tutti gli impianti del paese, insieme ai cappotti invisibili a basso costo e ai revamping delle vecchie auto.RELATORI: Fabio Massimo Castaldo (Vicepresidente Parlamento Europeo)GB Zorzoli (Pres. FREE)Roberto Moneta (Amministratore Unico del GSE)Attilio Piattelli (Italia Solare), Paolo Picco (Federidroelettrica)Christian Curlisi (CIB)Loredana De Petris (Senatrice)Fabrizio Tondi (Sindaco Abbadia San Salvatore)Marco Boschini (Comuni Virtuosi)Chiara Sasso (ReCoSol)Flavio Lotti (Comuni per la pace)

Pubblicato da EcoFuturo Festival su Giovedì 16 luglio 2020 ITALIA MINIERA URBANA

"ITALIA MINIERA URBANA: RASSEGNA E PRIMO INCONTRO DEI CAMPIONI DI RACCOLTA, RIUSO, IMPIANTISTICA E TARIFFE POPOLARI"Recuperare l’umido con attenzione per compostarlo nei piccoli comuni o farci biometano in quelli più grandi. Raccogliere e fare record certo, ma facendo impianti e fermando il turismo da rifiuti urbani. Le sanificazioni senza inquinare, le autoproduzioni di disinfettante, il robot sanificatore.RELATORI: Francesco Girardi (ASA Tivoli)Massimo Centemero (Pres. CIC)Sofia Mannelli (Pres. Chimica Verde)Rossella Muroni (Deputata LEU)Emanuele Fantini (SAMI)Ennio Maccari (Presidente ANTA)Giuliano Gabbani (resp. Scient. GIGA)

Pubblicato da EcoFuturo Festival su Giovedì 16 luglio 2020 TERRITORI RINATI-ITALIA MINIERA URBANA

"TERRITORI RINATI: BONIFICHE E FINE DELLE CAVE"Ecobonifiche nei luoghi inquinati a terra, come ecodragaggi delle acque inquinate, insieme per riprenderci il territorio distrutto dagli inquinamenti. Porre fine alle cave recuperando gli oltre 4 miliardi di m3 di materiali che ingombrano i bacini del paese sottraendo energia idroelettrica, protezione dalla siccità e dalle alluvioni. Primo incontro nazionale dei comitati locali delle aree inquinate.

Pubblicato da EcoFuturo Festival su Giovedì 16 luglio 2020

Scuola, Tasca: “No alla mascherina: i bambini non sono contagiosi come noi”

Ven, 07/17/2020 - 09:00

Ha creato un certo fragore l’intervista su Repubblica ad Alberto Villani, pediatra e presidente S.I.P. (Società Italiana di Pediatria) che a nome della Società ha indicato alcune norme di sicurezza per la ripresa della scuola, in particolare l’uso delle mascherine a partire dai 3 anni di vita. I cardini del suo discorso sono stati:

 1) “I bambini possono essere contagiosi come gli adulti”

2) “Due terzi delle aule risalgono all’epoca sabauda: ogni studente ha a disposizione 1,2 mq”

3) Essendo asintomatici, i bambini sarebbero anche trasmettitori più deboli: “non è una regola aurea e non abbiamo dati certi…non è escluso che anche fra loro ci sia chi ha una carica virale alta e possa divenire un superdiffusore”

4) “Raccomandiamo la mascherina dai 3 anni; i bambini imitano gli altri. Se i genitori la indossano non avranno problemi. Al bambino va spiegato che se non si rispetta la distanza occorre la mascherina”

5) A proposito del fatto che l’uso delle mascherine presupponga perizia (non toccarle con le mani, copertura di naso e bocca) Villani dice “Meglio che i bambini le tolgano e le mettano piuttosto che lasciarli completamente senza. Se non sono dispositivi medici ma foulard va bene lo stesso”

Ecco la risposta, punto per punto, del pediatra, neonatologo e ricercatore Stefano Tasca:

I bambini possono essere contagiosi come noi?

Studi numerosi hanno dimostrato che i bambini oltre ad essere meno ricettivi al Sars-Cov-2, non tendono a trasmetterlo in caso di contagio. Un magnifico studio di A. Basso, E. Franchini e S. Gandini pubblicato sulla pagina FB “Pillole di ottimismo” del Prof. Guido Silvestri riporta amplissima bibliografia al riguardo. Cito testualmente: “Una indagine condotta nella regione francese Crépy-en-Valois, a nord-est di Parigi, recentemente pubblicata, ha analizzato l’andamento dell’epidemia su un campione di 1.340 persone, di cui 510 bambini di sei diverse scuole elementariPrima che le scuole chiudessero per le vacanze di febbraio e per il successivo lockdown, sono stati riportati solo tre casi di infezione riconducibile al Sars-Cov-2 nei bambini i quali, peraltro, hanno manifestato sintomi lievi della malattia. La bassa percentuale degli infettati tra il personale docente (7,1%) e non docente (3,6%), contrapposta all’alta percentuale degli infetti tra i genitori dei bambini (61,0%) ha portato alla conclusione che i bambini non siano stati il veicolo per la trasmissione del virus. I ricercatori ipotizzano che, al contrario, possano essere stati i genitori ad infettare i figli e non viceversa”.

Altre conferme

Un altro studio condotto tra aprile e maggio a Parigi, la regione più colpita dall’epidemia in Francia, su 605 bambini e ragazzi di età compresa fra gli zero e i 15 anni, conferma i risultati dell’indagine preliminare appena descritta: i bambini sembrano essere meno suscettibili alla malattia e sono probabilmente anche poco contagiosi. I ricercatori hanno combinato i risultati di tamponi e test sierologici con lo scopo di valutare la diffusione del virus tra i più giovani. Si è visto che fratelli e sorelle all’interno di famiglie con almeno un membro affetto non risultavano più facilmente positivi al tampone né all’esame sierologico e questo conferma che il contagio dei bambini avvenga attraverso i genitori.

Nuove evidenze in arrivo

Anche un recente studio condotto da Andrea Crisanti a Vò Euganeo, che uscirà a breve su Nature, conferma che i bambini non si ammalano anche in presenza di una forte esposizione: dei 234 bambini sotto i 10 anni presi in considerazione, nessuno è risultato positivo al virus, nemmeno i 13 che hanno vissuto a contatto con positivi in grado di trasmettere l’infezione.

L’esperienza degli altri Paesi

Le scuole hanno ricominciato la didattica in presenza in diversi Stati europei. In Germania la spinta alla riapertura è seguita ai risultati di uno studio preliminare di quattro università tedesche (Heidelberg, Friburgo, Tubinga e Ulm) su 2.500 bambini di età compresa fra uno e dieci anni e i loro genitori. Dai test effettuati è emerso che nel periodo preso in esame, tra aprile e maggio, un bambino e un genitore si sono ammalati, mentre 64 sono risultati positivi al test sugli anticorpi, dunque avevano contratto il virus senza accorgersene. Meno di un terzo dei contagiati erano bambini. Nella maggioranza di casi di genitori contagiati, poi, non si osservava l’infezione nei figli, confermando che i bambini sono meno suscettibili al virus Sars-Cov-2.

L’impatto della scuola è minimo

In Olanda alla riapertura delle scuole, avvenuta gradualmente fra l’11 maggio e l’8 giugno, senza misure di distanziamento sociale stringenti, non è conseguita l’insorgenza di focolai e i test condotti sul personale scolastico dal 6 maggio in poi non ha mostrato un aumento dei casi in percentuale positivi al Sars-Cov-2 . L’esperienza olandese conferma, ancora una volta, l’impatto minimo della riapertura delle scuole sull’evoluzione della pandemia.”

Aule inadeguate al distanziamento, vecchie e non aggiornate?

 Possiamo essere d’accordo senz’altro. Le moderne architetture e gli studi di Igiene ambientale e degli spazi dimostrano che in situazioni anguste la facilità con cui sia disatteso il rispetto delle distanze è grande ma…occorre ricordare che questo è un “problema” che grava da secoli sull’istruzione italiana e non ha mai (veramente mai) dato origine a problemi di particolare gravità nella diffusione di malattie infettive. Del resto, per loro natura, anche in spazi molto ampi i bambini tendono sempre ad aggregarsi e se anche avessero a disposizione una metratura maggiore, comunque formerebbero gruppi, assembramenti (se così vogliamo chiamarli)… a meno che non si voglia stravolgere il significato di aggregazione e di costituzione sociale che si impara proprio a scuola, insieme alle regole della convivenza. I bambini hanno bisogno di stare insieme, praticamente a contatto: la fisicità fa parte della crescita.

I bambini possono essere super-diffusori?

Vero, ma mentre questo è un “dubbio” (peraltro piuttosto debole…si veda la prima voce citata), i danni che vengono provocati dalle limitazioni e dalle regole stringenti imposte a scuola sono una certezza. Di nuovo mi trovo a citare un accurato studio congiunto dell’Ist. Mario Negri e dell’Università di Milano (Prof. M. Bonati e Prof.ssa M.P. Canevini, sulle conseguenze che i provvedimenti adottati per covid-10 hanno provocato in bambini e ragazzi: “Tra i sintomi più diffusi, ci sono l’insorgenza di nuove paure (come la paura di essere contagiati), l’ansia da separazione, segnali di regressione, disturbi del sonno, irritabilità e comportamento oppositivo. Una recente indagine condotta dal Gaslini di Genova rileva problematiche comportamentali e sintomi di regressione nel 65% dei bambini minori 6 anni, e nel 71% di bambini e ragazzi compresi tra i 7 e i 18 anni. Sempre in Italia, lo studio osservazionale condotto da Pisano, Galimi e Cerniglia ha fatto emergere una prevalenza di comportamenti oppositivi (il 53% dei bambini mostra segni di irritabilità e intolleranza alle regole), e anche di comportamenti adattivi (il 49% è apparso capace di adattarsi alle regole del confinamento), ma ammonisce che questi indizi di resilienza possano in realtà nascondere un maggiore disagio psicologico. La chiusura delle scuole, inoltre, causa un ritardo nel conseguimento degli obiettivi scolastici e più in generale dello sviluppo socio-emotivo nell’età evolutiva. Un mese di vita pesa in modo molto differente nell’età dello sviluppo rispetto all’età adulta.

Il rischio di un regresso duraturo

Non si tratta solo delle opportunità di apprendimento andate perdute, ma anche del rischio di dimenticare quello che è stato acquisito fino a quel momento con il risultato di un regresso duraturo che difficilmente potrà essere recuperato. In passato, studi sulla chiusura estiva e sull’interruzione dei servizi scolastici causata da eventi metereologici hanno dimostrato effetti duraturi nell’apprendimento scolastico: ogni 10 giorni di chiusura straordinaria provocano una diminuzione del 5% del numero di studenti che raggiungono gli obiettivi di fine anno.

Un dramma sociale

Un recente articolo di Guido Neidhöfer, inoltre, mette in luce come la pandemia e le misure restrittive abbiano effetti differenziati sui bambini, colpendo più gravemente quelli provenienti da contesti svantaggiati, e di conseguenza possano inasprire le disuguaglianze sociali nel lungo periodo. L’articolo rileva che la pandemia e le conseguenti misure restrittive possono ingrandire le disuguaglianze economiche e sociali agendo su più livelli. Da una parte, la riduzione del rendimento scolastico associata alla chiusura delle scuole incide sulle future competenze professionali e sui redditi una volta entrati nel mondo del lavoro”.

A fronte dunque di danni certi forse occorrerebbe ripensare a metodiche, causa dei medesimi, volte alla prevenzione di problemi teorici.

Mascherina dai 3 anni

E’ la negazione di ogni principio di buonsenso laddove un uso non corretto della medesima, che Villani giustifica e considera poco importante, è fomite di potenziale (qui certamente) diffusione del contagio. Inoltre quando Villani dice “I bambini vanno per imitazione” forse dimostra una limitata considerazione del fatto che il comportamentismo come mezzo di educazione (Watson) ha lasciato da tempo il posto ad altre teorie. I bambini non sono da “addestrare” ma da educare e tra le cose che un bambino impara in ambito sociale c’è sicuramente anche il rispetto per gli altri ma soprattutto il rispetto per la propria libertà. Inoltre convincere un bambino di pochi anni a mantenere un presidio fastidioso e ingombrante come una mascherina è nella pratica assolutamente impossibile, così come impossibile è far mantenere le distanze a un gruppo di piccoli che giocano.

Troppe leggerezze nel trattare il tema

I bambini di 3 anni NON STANNO AL BANCO come Villani postula ottimisticamente: giocano, si aggregano, si scambiano ciucci e giocattoli più o meno sbavati, si scambiano le posate a tavola…e questo è impossibile impedirlo. Inoltre: un foulard al posto della mascherina non ha lo stesso effetto se pure fosse mantenuto a copertura di naso e bocca. Maria Montessori si rivolta nella tomba.

Meglio che i bimbi manipolino le mascherine, piuttosto che niente?

Non credo ci sia molto da commentare. Un presidio sanitario o viene adoperato bene, correttamente, oppure molto meglio che non venga adottato. Spiace dirlo ma una dichiarazione di questo genere ha il sapore di un atteggiamento un po’ pilatesco: “Io te l’ho detto…poi se non lo fai affari tuoi”.

Villani parla in quanto presidente della Società Italiana di Pediatria: sarei curioso di sapere quanti pediatri di prima linea (quelli che hanno un vero e costante contatto non solo coi bambini ma anche e soprattutto con le loro famiglie conoscendone dinamiche e difficoltà) sono d’accordo con queste affermazioni che hanno il sapore di un diktat.

Forse sono stato un po’ caloroso – continua Tasca – in questo piccolo mio contributo ma, per il bene che voglio alla categoria pediatrica, non me la sento di allinearmi con provvedimenti conculcatori e contrari ad ogni minimo principio di rispetto per l’apprendimento, per la crescita e per la maturazione individuale/sociale dei bambini.

 BIBLIOGRAFIA

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 – Pellai, Alberto (2020) Il distanziamento fisico e i bisogni evolutivi del bambino.

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 – Pisano, Luca, Domenico Galimi e Luca Cerniglia (2020) A qualitative report on exploratory data on the possible emotional/behavioral correlates of Covid-19 lockdown in 4-10 years children in Italy.

 – Marcotte, Unscheduled School Closings and Student Performance

 – Long run consequences of the COVID-19 pandemic on social inequality

Portrait of Guido Neidhöfer di Guido Neidhöfer

https://www.latinamerica.undp.org/content/rblac/en/home/blog/2020/consecuencias-de-la-pandemia-del-covid-19-en-las-desigualdades-s.html

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 – Children and COVID-19, National Institute for Public Health and Environment

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 – van Doremalen N, Bushmaker T, Morris DH, et al. Aerosol and Surface Stability of SARS-CoV-2 as Compared with SARS-CoV-1. N Engl J Med. 2020;382(16):1564‐1567. doi:10.1056/NEJMc2004973

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– MacIntyre CR, Cauchemez S, Dwyer DE, et al. Face mask use and control of respiratory virus transmission in households. Emerg Infect Dis2009;15:233-41.Questo articolo è stato pubblicato in Filosofeggiando del più e del meno da stefanotasca . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

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Le ricette di Angela Labellarte: Panzerotti mozzarella e pomodoro

Ven, 07/17/2020 - 08:00

Ingredienti

Per l’impasto:
Farina di grano duro rimacinata 50 gr
Farina “0” 500 gr
Lievito di birra 10 gr
Acqua tiepida q.b.
Sale q.b.
Miele 1 cucchiaino
Olio extravergine di oliva 2 cucchiai

Per il ripieno:
Mozzarella 500 gr
Polpa di pomodoro 300 gr
Parmigiano 2 cucchiai
Olio extravergine di oliva 3 cucchiai
Sale q.b.
Origano q.b.
Olio extravergine di oliva per friggere

 

Preparazione
Formate una fontana con le farine e al centro mettete il lievito, l’olio, il sale e il miele.
Aggiungete man mano l’acqua tiepida, incorporando la farina. L’impasto deve risultare senza grumi, morbido ed elastico come il lobo di un orecchio.
Formate delle palline, coprite e lasciate lievitare per circa un’ora.
Intanto che l’impasto lievita preparate il ripieno. Tagliate la mozzarella a dadini e mettetela in un terrina insieme al parmigiano, al pomodoro, e all’origano, aggiungete l’olio e il sale e mescolate.
Aiutandovi con un po’ di farina schiacciate le palline lievitate fino a formare dei dischi e mettete al centro di ogni disco un cucchiaio di ripieno.
Chiudete i dischi a mezzaluna, premendo bene sui bordi da entrambi i lati. Friggete i panzerotti in una padella con abbondante olio o in una friggitrice a fuoco medio, girandoli e rigirandoli fino a quando saranno dorati. Toglieteli dall’olio, asciugateli nella carta assorbente e serviteli caldi.

Autostrade sarà una public company | Napoli: brevettato il tampone ultrarapido | Meteo, allerta in 9 regioni

Ven, 07/17/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Omicidio Cerciello, l’audio dell’accordo tra i carabinieri: «Non parliamo dell’ordine di servizio di quella notte»;

Il Giornale: 42 migranti positivi a Jesolo. Adesso scatta l’allarme Covid;

Il Manifesto: Benetton fuori a tappe, Autostrade sarà una public company;

Il Mattino: Covid, un’azienda napoletana brevetta il tampone ultrarapido: esito in 3 minuti. Coronavirus, bollettino: 230 nuovi contagi in Italia. Altri 20 morti, il totale sale a 35.017 Covid in Campania, quattro casi positivi su 1.222 tamponi. Un paziente guarito De Luca: «Io ho difeso Campania dal virus. Zingaretti ha fatto un brindisi, e siccome Dio c’è ha beccato il Covid»;

Il Messaggero: Dl Rilancio è legge: tutte le novità dal Superbonus, agli incentivi auto. Tasse, i pagamenti da fare entro il 31 luglio: 246 scadenze in 15 giorni Video Autostrade, Conte piega i 5Stelle: ma la maggioranza lo mette sotto processo;;

llsole24ore: L’Antitrust dà l’ok a Intesa per l’Ops su Ubi con la cessione di oltre 500 filiali – Così l’offerta ha rimesso in moto il risiko bancario – Cattolica aderisce all’offerta, Cuneo per ora no;

Il Fatto Quotidiano: I commercialisti della Lega indagati e l’uomo in fuga. La storia dell’immobile venduto a prezzo raddoppiato, tra prestanome e minacce: “Pagate o svelo retroscena;

La Repubblica: Serbia, Montenegro e Kosovo nella lista dei Paesi a rischio;

Leggo: Meteo, allerta gialla in 9 regioni: rischio bombe d’acqua e grandinate Foto Video;

Tgcom24: Thyssen, ricorso manager tedesco: pena temporaneamente sospesa | L’ira dei parenti;

Il miracoloso biogas della Fattoria della Piana (VIDEO)

Gio, 07/16/2020 - 17:00

Intervista a Carmelo Basile, fondatore della Fattoria della Piana. Video di Anna Giamporcaro.
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Quando è nata la Fattoria Della Piana, nel 1986 i problemi che Carmelo ha dovuto affrontare erano veramente enormi, dalla bonifica dei tetti in eternit, all’inquinamento prodotto dagli scarichi del caseificio, dallo smaltimento del letame e dei liquami dell’allevamento.

La trasformazione da problema a risorsa con l’impianto biomassa per agricoltura

Basile si è detto che poteva trasformare questi problemi in risorse ed ecco fatto: installa alla Fattoria un impianto a Biogas che gli permette di creare un’economia circolare, con il recupero degli scarti di agricoltura e allevamento producendo energia elettrica, capace di soddisfare il fabbisogno di 2.500 famiglie, e calore che per l’agriturismo adiacente e il caseificio.

Il fermentato è un ottimo concime per agrumeti e oliveti e per tutte le produzioni agricole: e si restituisce alla terra i nutrienti sottratti dalla coltivazione.

Sui tetti della Fattoria brillano pannelli fotovoltaici per 400 kW, mentre un impianto di fitodepurazione recupera il 97 % dell’acqua che viene reindirizzata dove serve.

Carmelo Basile racconta la sua storia sorridendo e la fa sembrare semplicissima: “Basta essere positivi” dice, “siamo troppo abituati a lamentarci, ma insisto: i problemi possono diventare risorse”.

Oggi in Fattoria della Piana lavorano 105 persone, c’è chi si occupa degli animali, chi produce i formaggi e c’è anche chi accoglie i 3.000 bambini che ogni anno vanno a visitare la Fattoria e le decine di studenti che qui fanno l’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro.

Quando chiediamo a Carmelo dei problemi che ha avuto con la malavita scuote le spalle e tira via: “Hanno sparato al fienile, alle mucche, al caseificio e una bomba è stata fatta scoppiare in azienda una notte, ma se ti fai fermare dalla paura non combini più niente.”

E a guardarlo sorridere e a leggere i risultati del suo lavoro sembra proprio che sia così.

Fonti:

L’impianto di biogas della Fattoria della Piana. Video di Anna Gianporcaro. Intervista a Carmelo Basile.


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Nella gallery: i batteri del biogas disegnati da Jacopo Fo

Palermo: mentre Salvini twittava, Sufien Saghir salvava vite

Gio, 07/16/2020 - 15:12
Uomini e no

Sufien Saghir è incolonnato in auto con alcuni amici sul ponte di viale Lazio quando sente le urla disperate di una donna bloccata nella sua auto nel sottopasso di viale Regione Siciliana. “Non so nuotare, non so nuotare, salvatemi!”, grida la donna aggrappata a una tavola di legno mentre stringe al petto il suo bambino di appena due anni. Tutt’intorno caos, fango, acqua. “Ho sentito piangere il piccolo e mi sono buttato. Lei urlava terrorizzata, ho avuto paura”. Così il ragazzo è uscito dalla propria auto e si è fatto trasportare dalla corrente, usando il fango come scivolo, per raggiungere la donna e il bambino e metterli in salvo.

Sufien Saghir ha 23 anni, è palermitano di origini marocchine e ha salvato due vite. Matteo Salvini ha 47 anni, è milanese di origini milanesi, e non ha salvato nessuna vita, in compenso, mentre Sufien Saghir salvava due vite, Matteo Salvini twittava incolpando gli immigrati, e il sindaco di Palermo, di quanto stava accadendo in quei minuti e in quelle ore.

“Un metro di pioggia” è una fake news

“Ieri a Palermo è caduto un metro di pioggia in due ore”: falso. Le centraline di misurazione hanno rilevato tra gli 80 e i 125 millimetri (cioè tra gli 8 e i 12,5 centimetri).
“Una bomba d’acqua di immane portata”: vero. La quantità di pioggia caduta ieri è immane, considerato che a Palermo in un anno piovono mediamente tra i 400 e i 700 millimetri di pioggia. (https://www.istat.it/it/files/2018/06/Report_Meteoclima.pdf).

Tra 80 e 125 millimetri di pioggia e la città di Palermo era sott’acqua, a Milano con una quantità simile (90mm) esonda il Seveso e fino a qualche anno fa anche 42mm costituivano un grave problema. A Genova con 60mm scatta l’emergenza, mentre Torino, Treviso, Bologna vanno sott’acqua con quantità che variano dai 75 ai 100 millimetri. La definizione classica di alluvione fissa ad 80 millimetri/ora il volume della catastrofe, ma per il nubifragio o la “bomba d’acqua” sono sufficienti anche i 30 millimetri e la concentrazione repentina. Tutti dati facilmente consultabili in rete digitando una manciata di parole chiave.

Com’è possibile che in Messico e in Etiopia esistano due statue identiche scolpite millenni fa?

Gio, 07/16/2020 - 15:00

Gira nel web questa scoperta incredibile: una testa di pietra olmeca, enorme, è stata trovata in Etiopia a migliaia di chilometri di distanza.
Come ha fatto ad arrivarci migliaia di anni fa? In realtà ci è arrivata pochi decenni fa in nave, dono del Messico.
Incredibile che nella foto pubblicata dai fans degli UFO ci sia pure la targa che lo dice. Bastava leggere.
Veramente incredibile come nascano bufale che poi non si riescono a fermare. Questo è il secondo racconto di una serie di fantasmagorici fake orchestrati da alcuni furbastri che speculano sull’idea che l’umanità sia stata “creata” tramite manipolazione genetica sulle scimmie da alieni sbarcati sulla Terra decine o centinaia di migliaia di anni fa.
Mi sono già occupato della questione, relativamente alle piramidi, nel libro: “La grande truffa delle piramidi. Non le hanno costruite né i faraoni né i marziani

Vedi articolo riassuntivo qui: https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/27/bugie-sulle-piramidi/666995/

Leggi anche:
Alieni? Orge sacre di massa? Risolto il mistero dei buchi di Nazca!
Una bicicletta scolpita secoli fa in un tempio Balinese? Alieni sulla Terra nell’antichità?
Perché molte bufale sembrano così credibili?

Capraia regina delle microplastiche. Nel Tirreno è boom

Gio, 07/16/2020 - 12:30

Nelle acque marine superficiali del Mar Tirreno centrale si riscontra una diffusa presenza di microplastiche, con concentrazioni elevate sia in aree fortemente impattate, come la foce del Tevere e il porto di Olbia, che in zone lontane da fonti inquinanti come l’isola di Capraia. Lo sostiene una ricerca condotta da Greenpeace insieme all’Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IAS) di Genova e all’Università Politecnica delle Marche durante il tour “MAY DAY SOS Plastica” della primavera 2019. Parte oggi, da Porto Santo Stefano (Grosseto), la spedizione di Greenpeace in barca a vela “Difendiamo il Mare”.

“Plastica ovunque”, ma a Capraia…

I risultati mostrano che nel tratto di mare investigato, come già evidenziato in varie zone del Mediterraneo (un bacino semi-chiuso con un limitato riciclo d’acqua che ne consente l’accumulo) la presenza di microplastiche è ubiquitaria e non risparmia aree potenzialmente poco impattate come Capraia, in cui è stata registrata la concentrazione più alta, oltre 300 mila particelle per chilometro quadrato. Questo dato è coerente con quanto evidenziato da altre ricerche scientifiche condotte nell’area dove, a causa di una circolazione anticiclonica nota come “Capraia Gyre”, può crearsi una zona di accumulo transitoria di microplastiche.

Olbia e la foce del Tevere

Valori di concentrazione elevati sono stati registrati anche nel porto di Olbia e alla foce del Tevere, con oltre 250 mila particelle per chilometro quadrato, confermando come sia le aree portuali con limitata circolazione che le foci dei fiumi costituiscano zone con elevati livelli di contaminazione da microplastiche. “I risultati indicano che i frammenti si accumulano anche in zone teoricamente lontane da sorgenti di inquinamento”, dichiara Francesca Garaventa, referente per CNR-IAS della ricerca. “Indagini preliminari a differenti profondità nella colonna d’acqua confermano che sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno il comportamento delle microplastiche in mare che proveremo a realizzare già nella spedizione di quest’anno”.

La concentrazione sui fondali

Campionamenti effettuati a Ventotene e alla foce del Sarno a diverse profondità e con strumentazioni differenti mostrano variazioni fino a due ordini di grandezza del contenuto di microplastiche, con concentrazioni molto più elevate a 5 metri di profondità rispetto alla superficie. La tipologia più frequente di microplastiche riscontrata è rappresentata da frammenti, tra 1 e 3 millimetri e inferiori al millimetro, costituiti soprattutto dai polimeri in polietilene e polipropilene, ovvero le tipologie di plastica più usate.

Lo studio continua

Indagini approfondite verranno eseguite durante la spedizione “Difendiamo il mare” di Greenpeace, partita oggi dall’Argentario  e che toccherà varie aree del Mar Tirreno centro settentrionale per le prossime settimane, con la partecipazione ancora una volta di ricercatori del CNR-IAS di Genova e dell’Università Politecnica delle Marche.

Cosa fare

“I dati raccolti confermano ancora una volta che il nostro mare è malato a causa dell’inquinamento da plastica. La pandemia che viviamo ci insegna che non c’è più tempo da perdere: dobbiamo vincere la battaglia della plastica monouso e quella invisibile della microplastica. È inaccettabile che ancora oggi siano presenti sul mercato prodotti di uso comune con microplastiche aggiunte (come i dentifrici, gli scrub o i detesivi granulari) il cui destino è contaminare il mare. L’uso di microplastiche aggiunte intenzionalmente deve essere vietato al più presto” dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace.

Sarebbe semplice ridurre

A livello europeo, l’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA) sta lavorando a una proposta per vietare l’utilizzo di microplastiche aggiunte intenzionalmente in numerosi prodotti di uso comune tra cui cosmetici, detergenti, vernici e fertilizzanti. Greenpeace ha lanciato una petizione per chiedere al ministro dell’Ambiente di sostenere la proposta dell’ECHA sulle microplastiche e migliorala inserendo un divieto anche per l’uso di plastiche liquide, semisolide e/o solubili applicando concretamente il principio di precauzione.

Scarica il rapporto finale della campagna 2019 “MAY DAY SOS Plastica”

Segui il tour su microplastica.greenpeace.it

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7 esperimenti facilissimi da fare con i bambini

Gio, 07/16/2020 - 10:00

Dal canale YouTube BIMBI CREATIVI di IRENE MARZI un breve video per imparare semplicissimi esperimenti da mettere in pratica con i più piccoli! Vedremo come realizzare:

  • Esperimento n°1: la lampada di lava;
  • Esperimento n°2: come trasformare il latte in plastica;
  • Esperimento n°3: come fare i colori frizzanti;
  • Esperimento n°4: fluido non newtoniano;
  • Esperimento n°5: tornado in bottiglia;
  • Esperimento n°6: come fare un vulcano;
  • Esperimento n°7: slime.
Fonte: BIMBI CREATIVI di IRENE MARZI

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