«Bello figliolo che tu se', Raffaello»: il pittore urbinate ... - European Art Magazine

European Art Magazine «Bello figliolo che tu se', Raffaello»: il pittore urbinate ...

European Art Magazine - 11 giu 2007

Dario Fo ha più di ottant'anni, alle spalle una carriera unica nella storia della cultura italiana, culminata nel premio Nobel per la letteratura del 1997, ... continua


Via gli intoccabili!!!

Fuori subito
tutti i funzionari pubblici
condannati per corruzione,
reati sessuali e pedofilia.


Il Parlamento sta per prendere in esame la nuova legge sul licenziamento dei funzionari pubblici condannati.
Questo è il momento per una battaglia che possiamo vincere. Firma qui la nostra lettera a Prodi! Sui temi di questa petizione ti invitiamo a visionare la puntata di Report trasmessa domenica 19 maggio disponibile su questa pagina.


Via gli Intoccabili!!!

Gentile Presidente del Consiglio Romano Prodi,
noi cittadini le chiediamo di porre rimedio a un'infamia che mina l'efficienza e l'onestà della pubblica amministrazione.
Chiediamo di affermare il patto di correttezza tra lavoratori e aziende anche all'interno della pubblica amministrazione. Chiediamo che tutti i funzionari pubblici condannati vengano automaticamente licenziati senza possibilità di scappatoie.
Esiste una bozza di proposta, avanzata all'interno della maggioranza, che determinerebbe il licenziamento soltanto per i dipendenti pubblici condannati a più di due anni. In questo modo il 98% dei condannati resterebbe nella Pubblica Amministrazione!!! Si tratta di una proposta intollerabile e insultante per i cittadini e i funzionari pubblici onesti!

Un funzionario pubblico rappresenta lo Stato. Quindi deve essere persona integerrima.
Oggi persone come l'ex ministro De Lorenzo sono ancora sul libro paga delle istituzioni. Addirittura restano al loro posto insegnanti condannati per pedofilia!
Se vogliamo rifondare il rapporto tra cittadini e istituzioni è indispensabile partire da qui.
Chiediamo inoltre che la Pubblica Amministrazione chieda un risarcimento per il danno di immagine che reati legati alla corruzione, alla violenza sessuale e alla pedofilia perpetrati da funzionari pubblici, comportano.
Chiediamo che insieme a questa legge sul licenziamento dei dipendenti pubblici corrotti sia approvata anche la proposta di legge presentata da Franca Rame sul codice di procedura per i giudizi innanzi alla Corte dei conti, che annulla il condono emanato da Berlusconi che permette ai funzionari pubblici condannati di evitare il pieno risarcimento dei danni arrecati.

Chiediamo infine che sia revocato il trasferimento di Luigi Magistro, creatore del sistema di controllo informatico contro le truffe fiscali dell'Audit: e' mai possibile che una volta che c'è un funzionario che combatte con successo la corruzione lo si debba punire?


INTERVISTA AL SETTIMANALE OGGI: LA FAMIGLIA NATURALE


«La famiglia cosiddetta "naturale"? E quale? Quella della Bibbia, in cui era normale ammazzare la moglie di un altro per impossessarsene, come fece Davide con Betsabea? Quella in cui la donna viene considerata solo un'appendice dell'uomo, fin dalla costola di Adamo, ed è tuttora tenuta in soggezione? La famiglia "naturale" non esiste più, ma è una fortuna».
Il premio Nobel Dario Fo, 81 anni, attacca la Chiesa sui Dico. Sta
dalla parte dei laici che nello stesso giorno della manifestazione
dei cattolici in piazza San Giovanni a Roma, il 12 maggio, si
radunano in piazza Navona per contrapporsi a quella che definiscono «un'offensiva clericale». «La famiglia tradizionale è in crisi: diminuiscono i matrimoni religiosi, crescono quelli civili e le coppie di fatto. Negli ultimi dieci anni i nati fuori dal matrimonio sono aumentati del 70 per cento. I giovani si sposano sempre più tardi, fanno meno figli. Ma è assurdo dare la colpa di questo sfacelo ai matrimoni non benedetti, ai Dico o alle coppie di fatto. I nostri ragazzi non possono formare una propria famiglia perché le case costano troppo, perché non trovano un lavoro stabile e non hanno prospettive positive. Sbagliano anche i politici quando sollecitano incentivi, premi e contentini per chi fa figli: si preoccupino piuttosto di creare più lavoro e asili nido. Oggi le madri dopo il primo figlio sono costrette a smettere di lavorare, oppure a mendicare un lavoro part-time, perché il reddito diminuisce drasticamente».
Su questo sono d'accordo anche i vescovi.
«Ma sono loro i primi a tenere le donne in una posizione
d'inferiorità. Nella Chiesa le donne possono solo obbedire.
Contrariamente alla Chiesa dei primi tempi, che prevedeva la figura delle "oranti", vere e proprie sacerdotesse. Oggi anche dentro alla famiglia sono le donne a sostenere maggiormente il peso del lavoro domestico: il 70 per cento viene fatto da loro. È per questo che fanno meno figli. Per non parlare della violenza subìta in ambito familiare da una donna su dieci. Ma le gerarchie cattoliche, che si ritrovano con chiese e seminari sempre più vuoti, hanno paura di perdere il controllo e se la prendono invece con i gay, con le coppie di fatto, con i Dico».
Perché toni così aspri?
«I vescovi hanno perso il senso del sorriso. I grandi santi erano
pieni di ironia e di gioco, Francesco si autodefiniva "giullare di
Dio". Oggi invece le gerarchie ecclesiastiche appaiono sempre
imbronciate, pronte a condannare, anacronistiche. E i più in pericolo sono proprio quei tanti cattolici imbarazzati, a disagio di fronte alla prospettiva tetra che viene loro imposta. Il Vaticano è arrivato a dare del terrorista a un comico che oltretutto è un cattolico: da quelle parti devono avere smarrito il senso della misura e della dialettica».

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