I candidati al comune

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1 FO DARIO PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA
2 RIZZO BASILIO CONSIGLIERE COMUNALE USCENTE MIRACOLO A MILANO
3 CAZZANIGA TATIANA DEL. R.S.U. CGIL - EDUCATRICE COMUNE
4 NATALE GIUSEPPE COMITATO CITTA' METROPOLITANA
5 PAVLOVIC DIJANA ATTRICE E MEDIATRICE CULTURALE ROM
6 VALDAMERI ANGELO COORD. COMITATI DI Q. BARONA RONCHETTO
7 NAVONI AMALIA COORDINAMENTO LOMBARDO NORD SUD DEL MONDO
8 BERTOLE' LAMBERTO PRESIDENTE ARIMO COOP. SOCIALE
9 DACOMO ANNONI BIANCA CONSULENTE COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
10 RIVIECCHIO PASQUALE DELEGATO R.S.U. DEPOSITO MESSINA ATM
11 AGNELLO SILVIO FERROVIERE RSU COORD. NAZ.OR.S.A. MACC. UNITI
12 ALAGIA LUCIANO COMITATO MARTESANA
13 ARDIS ANDREA DELEGATO SLAI COBAS EX DIPENDENTE SEA
14 BALLABIO VALENTINO ASSOCIAZIONE ARCORESISTE
15 BELLATI STEFANO ASSOCIAZIONI DI TUTELA DEI BAMBINI
16 BENEDETTI GABRIELLA EX C.D.Z. LISTA VERDE
17 BERGAMO BARBARA INFERMIERA OSPEDALE SACCO
18 BODINI CHIARA EDUCATRICE
19 BOGANI JERRY REGISTA TEATRALE
20 BONELLI MICHELE PRES. CIRCOLO MOBILITA' SOSTENIBILE CARSHARING
21 BONISOLI ALBERTO CONSULENTE AZIENDALE
22 BOTTA TOMMASO COMITATO PORTA TENAGLIA
23 BRUNO ENRICO FARMACISTA
24 CALLEGARO CAMILLA STUDENTESSA BRERA
25 CAMBIAGHI EDDI COMITATO PER LA SALVAGUARDIA DI L.GO RIO DE JANEIRO
26 CANGEMI SANDRA GIORNALISTA - MANI TESE
27 CAROLI LUIGI COMITATO P.LE ACCURSIO
28 CERVONE GIANNI CUB TRASPORTI
29 CICCIONI ADRIANO CONS. COM. GRUPPO MISTO USCENTE
30 CONTI CARLA LAVORATRICE PRECARIA
31 DE CARLI GIULIANA COMITATO I MILLE
32 DE FILIPPIS VIVIANA CASALINGA
33 DENTELLA CARLA VOLONTARIATO INSEGNANTE RIFUGIATI POLITICI
34 DISSARD LAROCHE CELINE CAPO PROGETTO COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
35 EMPIRIO VITO C.D.Z. 7 MIRACOLO A MILANO USCENTE
36 ESPOSTI MARIA PIA DELEGATA RSU CGIL CORRIERE DELLA SERA
37 FRACASSI GIAN LUCA COMITATO 25 ORTI
38 GALDO MANUEL LEGALE DEL LAVORO
39 GARLASCHELLI MARISA EX PROF. LICEO BERCHET (pensione)
40 GELFI TINA C.D.Z.1 MIRACOLO A MILANO USCENTE
41 GHINELLI MARA CICLISTA
42 GIANNI PIETRO COMITATO PARCHEGGIO VIA AMPERE
43 GIORDANO CARLO COMITATO FO SINDACO
44 GOLINELLI PINUCCIA CICLISTA CRITICAL MASS
45 MAJOCCHI SARAH INSEGNANTE DI DANZA
46 MIOZZI PATRIZIA C.D.Z. 9 VERDI USCENTE - COM. CONTRO GRONDA NORD
47 MONTI ERSILIA CAMPAGNA ABITI PULITI
48 MORIGGIA ALBERTO MEDICO OPERANTE MALATTIE INFETTIVE
49 MURA TISCHY ARTISTA
50 ORRU' TIZIANO ASSOCIAZIONE LOMBARDIA VIVA
51 PAGANI MAURIZIO VICE PRESIDENTE OPERA NOMADI
52 PALUMBO GIANFRANCO AVVOCATO
53 PISA GERMANA CASALINGA
54 RINALDI ARMANDO ATDAL OVER 45/50
55 SACCANI BONA COORD. COM. BARONA/RONCHETTO
56 SAMBO ANNA DOTTORANDA IN ANTROPOLOGIA
57 SPAGNOLO GIAN PIERO CICLOBBY ARCHITETTO
58 TINELLI ATOMO CONS. COM. GRUPPO RIFONDAZIONE COMUNISTA USCENTE
59 TOCCHETTO CLAUDIA OPERATRICE COMMERCIO EQUO SOLIDALE
60 ZOIA DONATELLA MEDICO PENITENZIARIO SAN VITTORE


Dichiarazione unitaria della lista

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La lista “UNITI CON DARIO FO PER MILANO” nasce come continuità naturale di un percorso - il Cantiere e le primarie dell’Unione - che per la prima volta ha visto i cittadini milanesi esprimersi, in forma libera ma con risultati vincolanti, sulle linee guida del programma e sulla scelta del candidato sindaco del centro-sinistra per la città.

UNITI CON DARIO FO PER MILANO raccoglie l’appello di Dario Fo, dopo il successo di voti raccolti alle primarie, a non abbandonare il campo, ad appoggiare il candidato sindaco unitario dell’Unione ma fiancheggiandolo con una lista cittadina, fatta di donne e uomini che credono nella possibilità di un cambiamento vero, “smoderato”, non soggetto a logiche egoiste di puro profitto.

UNITI CON DARIO FO PER MILANO è una lista che aggrega esperienze personali e collettive di cittadini impegnati in Associazioni e Comitati attivi sul territorio, o individualmente, in difesa degli interessi collettivi - generali e specifici - che devono essere riportati al centro della politica istituzionale. Per questo la sua funzione non si esaurisce con l’elezione dei suoi rappresentanti nell’amministrazione pubblica, ma contiene in sé un’istanza di partecipazione con un impegno personale e collettivo .

UNITI CON DARIO FO PER MILANO intende proporsi quindi alla città e alle forze politiche di sinistra con un progetto concreto, e come un luogo nel quale tutti possano condividere e praticare gli obiettivi per i quali la lista è nata: partecipazione, diritti sociali e culturali, ambiente e territorio, ambiti generali ma declinati in contenuti specifici concreti.

I candidati della lista al Consiglio comunale e nelle zone del decentramento si impegnano insieme a coloro che condividono questo percorso
- a sostenere i punti fondamentali del programma costruito insieme con Dario Fo a partire dalle primarie sia nelle sedi istituzionali sia con azioni coerenti sul territorio, coordinandosi per costruire uno schieramento ampio che possa rappresentare tutti quelli che vogliono una città restituita ai suoi abitanti, accogliente, solidale, rispettosa dei diritti e della dignità delle persone;
- a creare spazi-laboratorio pubblici di confronto, di proposta e di elaborazione di progetti collettivi per la città da portare dentro le istituzioni, sui quali chiedere l’impegno ai propri candidati eletti;
- a sostenere sul territorio le battaglie che questi ultimi condurranno nell’amministrazione comunale, con forme di sostegno come la sensibilizzazione tra i cittadini, il supporto tecnico ai contenuti e azioni pubbliche dimostrative e di lotta;
- a strutturare gruppi di lavoro tecnico, politico e organizzativo su alcuni contenuti specifici del progetto, di supporto a campagne informative e di proposta;
- a sviluppare e approfondire i collegamenti tra obiettivi locali e analisi più generali, per offrire ad esperienze locali spesso difensive dell’esistente la possibilità di tradursi in spinte ideali verso un mondo diverso.


Introduzione del programma

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UNITI CON DARIO FO PER MILANO è una lista civica che fa parte dell’Unione e appoggia il candidato sindaco BRUNO FERRANTE. È formata da persone attive in associazioni, comitati, nel volontariato, persone che credono nel valore della partecipazione dei cittadini alla vita della città e si impegnano perché i criteri e le scelte con cui è amministrata rispondano all’interesse di tutti e non a quello di pochi.

Milano ha bisogno di respirare un’aria nuova

In questi anni Milano è cambiata.
Un’aria di incertezza deprime una città che ha perso il ruolo di capitale morale del Paese. I grandi imprenditori milanesi sono scomparsi. La speculazione edilizia scaccia dalla città i giovani, già precari sul lavoro.
Un’aria malata ci intossica. Uomini e merci si muovono per percorsi illogici e innaturali in un mercato regolato solo dalla libertà di farsi gli affari propri a spese degli altri e dei beni comuni: l’aria, la terra, l’acqua.
Un’aria di disperazione colpisce una fascia sempre più vasta di famiglie spinte ai limiti della povertà dai prezzi della vita, della casa, dal taglio dei servizi.
Un’aria di rassegnazione frustra la classe intellettuale che ha abbandonato nel mestiere quotidiano il gusto della ricerca, del confronto e dello scontro su grandi opzioni.
Un’aria di mediocrità spira su una classe politica per la quale la politica è diventata gestione del potere in rapporto con i “poteri forti”.
In questi anni abbiamo capito che la politica va rinnovata perché sempre più lontana dai cittadini, dai loro problemi, dai loro bisogni. Dobbiamo tornare nei quartieri, nei luoghi di lavoro, nelle strade di una Milano divisa tra il lusso della moda e il degrado delle periferie.

UNITI CON DARIO FO PER MILANOVuole dar voce e visibilità alle tante realtà impegnate in lotte spesso solitarie che hanno costruito esperienze di lavoro e di lotta rinnovando la politica dal basso.

Vuole costruire un progetto per la nostra città, a partire da queste esperienze.

Vuole offrire un'occasione di partecipazione ai molti che si sentono costretti al silenzio, e rimettere in moto energie, risorse, speranze di cambiamento che sconfiggano la cultura di destra che domina la nostra città. Una cultura egoista che disprezza il diritto di partecipare alla vita cittadina, che investe nel centro a scapito delle periferie, che considera la cultura, la salute, il benessere merce per pochi, non diritti per tutti.


Per Milano città delle culture e della scienza

Capitale italiana della comunicazione, con televisioni e radio pubbliche e private, medie e grandi imprese editoriali, studi pubblicitari, aziende di software, è dotata di grandi spazi culturali, come la Scala, gli Arcimboldi, Musei e Gallerie, e con i suoi 10 atenei concentra l’offerta formativa più diversificata d’Italia. Eppure Milano è una città culturalmente opaca, incapace di valorizzare le sue risorse e di attrarne da fuori: scarsa attenzione a produzioni artistiche nuove, nelle sue università solo il 3% di studenti stranieri, nessuna valorizzazione delle diverse culture presenti nel suo territorio.

Le nostre proposte per una città della conoscenza, prospettiva di futuro per i giovani:

- sostenere progetti a rete, con l’obiettivo di creare sistemi integrati della ricerca e dell’innovazione che vedano la collaborazione di università, aziende della comunicazione e spazi culturali ;
- promuovere la qualità della produzione culturale e scientifica, appoggiando scuole civiche di musica, di teatro, scuole d’arte serali, finanziando progetti di ricerca, trasformando le scuole in centri culturali aperti alla cittadinanza negli orari extrascolastici;
- sostenere e incentivare, offrendo spazi e occasioni di confronto e visibilità, le produzioni artistiche giovanili, nazionali e internazionali.
- incontrare e favorire la produzione culturale delle comunità extra-comunitarie di Milano, potenziale ricchezza per l’arte e la cultura della città.


Per difendere i beni comuni, per un’economia solidale e stili di vita consapevoli

In questi anni l’amministrazione comunale ha “privato” i cittadini di numerosi beni comuni - energia, acqua, trasporti - e di utilizzo pubblico, con scelte orientate a logiche di puro profitto: le progressive privatizzazioni delle principali aziende di interesse collettivo che forniscono ai cittadini servizi fondamentali e sono fonte di risorse economiche, hanno peggiorato la qualità del servizio e sottratto alle casse pubbliche fondi necessari alla collettività.
La stessa logica ha diffuso una cultura che incentiva la corsa al consumo e lo spreco delle risorse, accentuando le disparità economiche e rendendo più incerto il futuro, e ha mortificato la vocazione della nostra città alla solidarietà internazionale.
Ma al tempo stesso sono nate e si moltiplicano sul territorio esperienze di economia solidale, di ‘consumo critico’, di finanza etica, che propongono stili di vita alternativi.

Le nostre proposte per una città sostenibile:

- contro la privatizzazione dei beni comuni - energia, acqua, trasporti - controllo pubblico delle aziende che erogano servizi fondamentali per la comunità - AEM, Acquedotto, ATM, SEA - reinvestendo gli utili della loro presenza sul mercato nel miglioramento dei servizi stessi;
- riapertura dei mercati comunali ai produttori biologici e ai fornitori di prodotti etico-solidali;
- utilizzo di prodotti biologici e del consumo equo nelle mense scolastiche e negli ospedali, di materiali eco-compatibili negli uffici pubblici, di banche della finanza etica come partner finanziari della pubblica amministrazione, di forme di risparmio energetico per l’illuminazione e il riscaldamento degli edifici pubblici, per incentivare anche nei cittadini stili di vita più consapevoli;
- sostegno ai distretti di economia solidale e a imprese socio-solidali create dai giovani, soprattutto nelle periferie, come strumento di riqualificazione etica del territorio.

Le nostre proposte per una città della pace e della solidarietà internazionale:

- l’amministrazione comunale deve promuovere maggior consapevolezza del valore della pace e della non violenza, con iniziative culturali, di formazione e informazione, di educazione nelle scuole;
- in accordo con il coordinamento degli Enti locali per la Pace, può assumere iniziative attive, come la richiesta di riduzione delle spese militari e la riconversione delle industrie che fabbricano armi;
- deve stanziare e spendere quanto consentito dalla legge 68/93 sulla cooperazione decentrata (nel 2005 su 14.880.000 euro il Comune ne ha stanziati 450.000) per iniziative di cooperazione individuate attraverso strumenti trasparenti, come i bandi di concorso;
- La giunta comunale deve coinvolgere nelle sue decisioni di spesa e di iniziative sia il consiglio sia le ong e le associazioni cittadine, che sono interlocutori privilegiati delle Amministrazioni per questo settore.


Per liberare la città dal traffico e dall’inquinamento, e dalla speculazione immobiliare

Milano e il suo hinterland rappresentano un’emergenza ambientale ed economica che interessa l’intero paese. Traffico e inquinamento costituiscono oggi un grave fattore di rischio per la salute pubblica e anche per l’economia : ogni anno l’inquinamento uccide circa 1300 persone e fa perdere circa 800.000 giornate di lavoro. Anche il rumore ha raggiunto livelli insopportabili, oltre i 60 decibel indicati come soglia limite.
Ancora molti edifici pubblici usano per il riscaldamento il gasolio, molto più inquinante del metano.
I mezzi di trasporto pubblico, aumentati di dimensione e diminuiti di numero, sono lenti, inefficienti, inquinanti, aumentano la congestione del traffico e spesso provocano incidenti per la loro scarsa manovrabilità; le auto private intasano e inquinano la città, e i ciclisti rischiano quotidianamente la vita sulle strade milanesi, dove le piste ciclabili sono quasi inesistenti.
Concentrare in centro funzioni pubbliche e servizi aumenta i prezzi di case e terreni, espelle i ceti medio-bassi, aumenta il pendolarismo, quindi il traffico e l’inquinamento. Grandi progetti speculativi come CityLife nell’area della ex Fiera, Garibaldi-Repubblica nel quartiere Isola, otre a sottrarre aree verdi e aumentare la cementificazione della città, allargano la frattura tra un centro “vivo” e le tante periferie abbandonate.

Le nostre proposte per far respirare la città:

- ridurre immediatamente l’inquinamento da diesel: i mezzi pubblici di trasporto, quelli adibiti al trasporto merci e i taxi devono passare ai biocombustibili, al gas, all’alimentazione elettrica; il riscaldamento degli immobili pubblici e privati deve passare al metano;
- promuovere investimenti sul rinnovamento, la manutenzione e l’aumento del numero di bus e tram, per consentire di raggiungere rapidamente ogni punto della città;
- costruire una rete di piste ciclabili lungo tutti gli assi e le circonvallazioni cittadine;
- contro il proliferare dei parcheggi nel centro cittadino, creare lungo la cintura esterna isole di scambio per le merci e per il milione di auto di chi tutti i giorni entra ed esce dalla città per motivi di lavoro o di studio: la consegna delle merci, unificata e concentrata per zone, avviene con mezzi di trasporto elettrici, e con il ticket del parcheggio auto si raggiunge gratuitamente la città utilizzando mezzi pubblici, auto elettriche e bici;
- successivamente all’applicazione dell’insieme di queste misure, il centro cittadino potrebbe essere chiuso al traffico, e transitabile solo pagando una tariffa d’ingresso.

Le nostre proposte per una città da abitare:

- realizzare la Città Metropolitana, in cui Milano allarga il suo territorio all’hinterland dando vita a Municipalità con poteri reali - funzioni amministrative, servizi sociali e culturali, attività produttive - in sostituzione delle attuali zone del decentramento prive di qualunque utilità;
- opposizione all’attuazione di progetti speculativi, a partire da quelli già approvati nell’area dell’ex Fiera Campionaria e nel quartiere Isola, e a quelli previsti nelle ex stazioni ferroviarie;
- promuovere l’aumento di spazi destinati all’edilizia convenzionata e al verde pubblico in tutte le zone della città.


Per combattere l’esclusione, la precarietà, l’insicurezza sociale

Sono sedici i quartieri degradati di Milano nei quali politiche di esclusione dei più poveri e dei più deboli hanno concentrato le più gravi condizioni di disagio sociale: famiglie prive di sufficienti risorse economiche, sociali e culturali, disoccupazione, lavoro precario o in nero, giovani senza prospettive, tossicodipendenza legata allo spaccio: è questa l’altra Milano, quella delle periferie.
E’ un’amministrazione incapace di accoglienza quella che rinchiude gli immigrati nel centro di via Corelli e i Rom nel ghetto di via Triboniano; un’amministrazione che accentua insicurezza e precarietà siglando un ‘patto per il lavoro’ che anticipa la logica di precarizzazione della legge 30, con il 65% dei contratti a tempo determinato.

Le nostre proposte per una città più equa e solidale:

- sicurezza e serenità dei cittadini garantita da un nuovo stato sociale urbano: un Progetto integrato e partecipato di inclusione sociale delle periferie nella nuova città metropolitana, e che affronti la questione della casa come servizio pubblico sociale;
- un ‘nuovo patto per il lavoro’ che impegni l’amministrazione comunale a stabilire contratti stabili in tutti i suoi rapporti di lavoro, diretti e appaltati, a valorizzare le proprie risorse professionali a partire da lavoratrici e lavoratori del Comune, a combattere con propri strumenti di controllo il lavoro nero, piaga morale e sociale prima che economica perché a danno prevalentemente degli immigrati e dei più deboli;
- accoglienza solidale dei migranti e dei Rom, che cancelli la vergogna del centro di permanenza temporanea di via Corelli e del campi nomadi come via Triboniano;
- diritto di voto amministrativo attivo e passivo agli immigrati residenti, cittadini a pieno titolo.


Per restituire ai cittadini le scelte sulla città e l’etica alla politica

La crisi nel rapporto tra istituzioni e cittadini, tra partiti e società ha allontanato persone, risorse, competenze dalla politica, impoverendo e indebolendo la nostra democrazia.
Eppure in questi anni comitati e associazioni hanno costruito un tessuto di soggetti organizzati sul territorio in rappresentanza di interessi specifici e per la difesa di interessi più generali legati ai beni comuni, esprimendo in questo modo una volontà di partecipazione che è il fondamento per superare la crisi di rapporto tra istituzioni e cittadini e per rinnovare forme e contenuti della politica.
Per rendere possibile questo rinnovamento è necessario raccogliere queste risorse, metterle in rete, interagire con loro e dare vita a reali strumenti di partecipazione che rendano la loro azione concreta ed efficace.

Le nostre proposte per un’amministrazione partecipata e a favore dell’interesse collettivo:

- attivare nel nuovo statuto comunale la pratica del “bilancio partecipato” cioè l’assegnazione in sede di definizione del bilancio comunale di quote destinate a realizzare interventi stabiliti da rappresentanze di cittadini (comitati di quartiere, di zona, associazioni,…);
- istituire un “luogo comune” nel quale i cittadini svolgono compiti di ricerca, elaborazione, definizione di progetti per la città e verifica della loro realizzazione, spazio del quale sia riconosciuta la funzione istituzionale di collegamento tra l’amministrazione - centrale e decentrata nelle zone amministrative / future municipalità) - e la cittadinanza;
- promuovere la creazione di organismi di vigilanza dei cittadini sulla gestione di beni e servizi comuni (acquedotto, elettricità, trasporti pubblici, ospedali, …)
- semplificare le procedure di ricorso al referendum - sia propositivo che abrogativo - considerato strumento di partecipazione dei cittadini a scelte sui grandi temi che li riguardano.