Comunicato stampa

Omaggio a Franca Rame e Dario Fo a Cesenatico: l'8 marzo 2017 inaugurazione mostra e piéce teatrale "In fuga dal Senato"

FRANCA RAME E DARIO FO A CESENATICO CON UNA MOSTRA DI DIPINTI E LO SPETTACOLO TEATRALE “IN FUGA DAL SENATO”

Per la rassegna dedicata a Franca Rame e Dario Fo a Cesenatico inaugura l’8 marzo una mostra di dipinti di Dario Fo dal titolo: “La figura femminile dipinta da Dario Fo” a cura della Compagnia Teatrale Fo Rame. L’apertura della mostra precede lo spettacolo “In fuga dal senato”, unica data in Romagna della pièce tratta dall’omonimo libro di Franca Rame, portata in scena al Teatro Comunale dagli attori Mario Pirovano e Sara Bellodi.

A conclusione della rassegna intitolata “Per Dario e Franca” del Comune di Cesenatico inaugura l’8 marzo (alle ore 18), in occasione della festa della donna, la mostra dal titolo: “La figura femminile dipinta da Dario Fo” a cura della Compagnia Teatrale Fo Rame.
In mostra, fino al 9 aprile, negli spazi della caratteristica Galleria “Leonardo da Vinci”, una selezione di circa 30 dipinti per ammirare la figura femminile attraverso la pittura di Dario Fo. Tra le opere esposte, molte delle quali realizzate proprio a Cesenatico, non potevano mancare i ritratti dedicati alla sua amata Franca. Accanto, i quadri che raccontano la comparsa di Eva nel giardino dell’Eden, quelle che raffigurano le maschere femminili della Commedia dell’Arte, una selezione delle dipinti dedicate a Lucrezia Borgia, realizzate per illustrare il romanzo “La figlia del Papa” scritto da Dario Fo a Cesenatico durante l’estate 2013, e per finire una serie di quadri dipinti dall’artista nel 1998.

“Avevo 5 anni quando arrivai a Cesenatico. Era molto diversa allora: c’erano spazi immensi, con tanti alberi, i canali e le case di un solo piano. Andavo in colonia, quella dei figli dei Ferrovieri, con mio fratello e mia sorella, e costruivo castelli di sabbia enormi nella spiaggia immensa. Quando cominciai a fare l’attore con la Compagnia arrivai in Romagna, ritornando agli spazi che avevo nella memoria e da allora non ho più abbandonato questi luoghi. Anche mia moglie li amava, e così a Cesenatico abbiamo sempre trascorso le vacanze con nostro figlio, le nostre nipoti e gli amici. Qui ho scritto la maggior parte dei miei spettacoli ”
(Dario Fo).

Dario Fo ha dipinto tutta la vita accompagnando la sua carriera di autore e attore a quella di pittore. Dopo aver studiato all’Accademia di Brera, negli anni in cui i professori sono i maestri della pittura italiana del Novecento come Carpi, Funi, Carrà, Marini, la passione per la pittura non lo ha più abbandonato, tanto che, dietro ad ogni stesura di un’opera teatrale e letteraria, vi erano prima di tutto un disegno e un quadro.

“Il disegno mi ha sempre aiutato a ragionare, a risolvere i problemi di trama. Mettere a fuoco il pensiero non solo con la parola ma con le immagini è un trucco meraviglioso. Artisti totali come Leonardo lo sapevano bene. […] lui era costruttore di pittura, conscio della sua forza nell’integrare la narrazione, nell’aiutare il vero. Perché l’arte, come il teatro, devono sempre essere un mezzo e mai un fine. Un meraviglioso trampolino per arrivare ad altro: alla scienza, alla conoscenza, alla verità. In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta, ho sempre cercato di metter dentro I miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po’ le teste. Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, l’arte per l’arte, non mi interessano”.
(Dario Fo in Il mondo secondo Fo, 2007)

“Ogni volta che Dario, al ristorante, in albergo, per strada, dove ti pare, faceva un disegno, un bozzetto, uno schizzo, io prendevo e archiviavo. Ho la gioia di conservare più di tremila disegni che non sono esposti, sono nei cassetti, insieme a tutti i copioni e altri materiali; e ci rimarranno finchè non troveremo il posto dove aprire al pubblico il nostro archivio, come fosse un museo”.
(Franca Rame – N.D.R. da marzo 2016 l’archivio Fo-Rame è ospitato presso la sede degli Archivi di Stato di Verona)

Sempre l’8 marzo alle ore 21.00, a seguito dell’inaugurazione della mostra, va in scena al Teatro Comunale di Cesenatico lo spettacolo “In Fuga dal Senato”, unica data in Romagna della pièce tratta dall’omonimo libro di Franca Rame, portata in scena al Teatro Comunale dagli attori Mario Pirovano e Sara Bellodi.
Il più misero fra gli uomini è quello che manca di conoscenza… cosi' Franca Rame introduce il suo libro "In Fuga Dal Senato".
È la trasposizione teatrale del libro di Franca Rame  in cui l’attrice ripercorre l’amara esperienza vissuta come parlamentare dal 2006 al 2008, dopo essere stata eletta Senatrice della Repubblica nelle liste dell’IDV. Si tratta di una testimonianza forte ed estremamente significativa di come si svolge l’attività nel Parlamento italiano, un luogo che lei stessa non esita a definire “il frigorifero dei sentimenti”, narrata senza mediazioni e con la sensibilità teatrale e comica di chi è stata da sempre sulla scena; un racconto drammatico e al contempo grottesco legato a doppio filo all’impegno civile e politico durato per decenni e mai terminato, nemmeno dopo le sofferte dimissioni avvenute a meno di 2 anni dall’elezione.

Il testo di Franca Rame è rappresentato da Mario Pirovano, attore scoperto da Dario Fo e riconosciuto dallo stesso Premio Nobel suo “erede artistico autorizzato”, e da Sara Bellodi, poliedrica attrice di cinema e teatro, attrice della Compagnia Teatrale Fo Rame che negli ultimi anni ha recitato in diversi spettacoli insieme a Dario Fo.

Franca Rame nasce il 18 Luglio 1929 a Parabiago in provincia di Milano, figlia di Domenico Rame ed Emilia Baldini, attori girovaghi di tradizione antichissima. Dopo l'incontro con Dario Fo e il matrimonio, fonda insieme al marito una compagnia teatrale che ottiene uno straordinario successo, anche in Europa. Nel 1962 viene loro affidata la conduzione di Canzonissima, la trasmissione più importante della televisione Italiana. La Rai impone tagli e modifiche ai loro testi, Dario e Franca non accettano. Nel 1964 i Fo ritornano a teatro e portano in scena “Settimo ruba un po' meno”, che denuncia la corruzione italiana 30 anni prima di Mani Pulite. I Fo recitano al di fuori dei circuiti ufficiali e subiscono anche la censura del Partito Comunista. Franca, indignata, restituisce la tessera. Il 9 Marzo del 1973 è sequestrata e violentata da un gruppo di fascisti. La sua testimonianza diventerà molti anni dopo un monologo teatrale che reciterà lei stessa in moltissimi teatri europei. Nel 1997 Dario Fo diventa Premio Nobel per la letteratura, con il Premio arrivano 1.650.000.000 di lire, che verranno interamente devoluti al comitato Un Nobel per i disabili fondato dallo stesso Dario Fo e da Franca Rame. Nel 2006 Franca Rame viene eletta senatrice con il partito Italia dei Valori, con oltre 500.000 mila voti. Molte sono le battaglie che ha combattuto in due anni che rimane al Senato, fra cui una raccolta fondi per le famiglie dei militari italiani morti durante la guerra nei Balcani a causa dell'uranio impoverito. Lo spettacolo “In fuga dal Senato” è la testimonianza di questo periodo di impegno civile e politico.

La rassegna “Per Dario e Franca” (organizzata dal Comune di Cesenatico in collaborazione con Apt Servizi Emilia Romagna) fa parte dei numerosi eventi organizzati quest’anno dalla Compagnia Teatrale Fo Rame. Sempre all’interno della rassegna dedicata ai due grandi artisti il 10 febbraio al Teatro Comunale di Cesenatico Mario Pirovano ha recitato “Mistero Buffo” di Dario Fo. Il 28 gennaio 2017 a Jacopo Fo è stata consegnata dal Sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli una targa in ricordo dei genitori in occasione della messa in scena del suo spettacolo intitolato “I calzini sul comò (ti amo ma non li trovo)!”.
E intanto prosegue su Rai5 tutti i lunedì sera alle 21.15 la messa in onda della serie intitolata “Dario Fo e Franca Rame: la nostra storia”. Una rilettura degli ultimi sessant’anni di storia del teatro e della società italiana attraverso gli spettacoli e la biografia del premio Nobel Dario Fo e della sua compagna d'arte e di vita, Franca Rame.

INFO SULLA MOSTRA:
La figura femminile dipinta da Dario Fo
Galleria “Leonardo da Vinci” Cesenatico
Dall’8 marzo al 9 aprile 2017
Inaugurazione: mercoledì 8 marzo, ore 18.00

Orari di apertura:
sabato ore 9.00-13.00 e 15.00-20.00;
domenica ore 9.00-20.00

Ingresso gratuito

Per informazioni:
infomusei@cesenatico.it – tel. 0547 79205

INFO SULLO SPETTACOLO:
In Fuga dal Senato
Teatro Comunale di Cesenatico
Mercoledì 8 marzo 2017

Ingresso: posto unico € 10

Per informazioni e prenotazioni:
Ufficio Cultura Comune di Cesenatico, via Armellini 18 – tel. 0547 79274
dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 13 

Email: cultura@cesenatico.it
Facebook: www.facebook.com/teatro.cesenatico

UFFICIO STAMPA Compagnia Teatrale Fo Rame
Tatiana Tomasetta                             
ufficiostampa@tatianatomasetta.it             
Tel. 338 9179905                             
www.dariofo.it - www.francarame.it            
www.archivio.francarame.it                  

Marina De Juli recita Dario Fo e Franca Rame in occasione della Festa della Donna

Tre gli appuntamenti:

Lunedi 6 marzo, ore 20.30,
Teatro di Azzate (Varese)
Marina De Juli in JOHANNA PADANA a la descovèrta de le Americhe, di Dario Fo 
Adattamento al femminile di MARINA DE JULI
Ingresso gratuito riservato alle donne

Mercoledì 8 marzo, ore 21:00,
Palestra-Auditorium di Pieve di Bono (Trento)
TUTTA CASA, LETTO E CHIESA di Franca Rame e Dario Fo, regia di Franca Rame
con MARINA DE JULI

Da giovedì 9 a domenica 12 marzo, ore 21.00,
Teatro di Vetro di Milano
TUTTA CASA, LETTO E CHIESA di Franca Rame e Dario Fo, regia di Franca Rame
con MARINA DE JULI

Lo spettacolo si compone di monologhi comico-grotteschi sulla condizione femminile. La seconda parte dello spettacolo è dedicata all’argomento “sesso”. Se ne parla sia attraverso un’esilarante lezione d’orgasmi sia con un’antica giullarata, piena d’umorismo, di poesia e con una morale, dal titolo “La parpaja topola”.
Uno spettacolo tra il comico e il grottesco che si dipana fra un'ironia sapiente e uno slancio alla riflessione, all'impegno sociale, tra i tanti perché lasciati senza risposte. Tutto visto con gli occhi delle donne che non hanno perso la capacità di ridere guardandosi allo specchio.

Mario Pirovano porta in scena Mistero Buffo di Dario Fo a Biella

Il 18 Febbraio 2017 alle ore 20.30 presso il Teatro Sociale Villani di Biella.

Per anni Dario Fo ha condotto ricerche sulla cultura popolare indagando su testi in lingua volgare, in latino ed in lingue neolatine. Li ha tradotti, riscritti, riadattati fino a dar loro una chiave teatrale, sotto forma di giullarate.
I giullari recitavano nei mercati, nelle piazze, nei cortili e qualche volta addirittura dentro le chiese. E di giullarate è composto “Mistero Buffo”, lo spettacolo più famoso di Dario Fo, sulle radici del teatro popolare, quello dei giullari, della commedia dell’arte e dei misteri. Il termine “mistero” è usato già nel II°, III° secolo dopo Cristo per indicare una rappresentazione sacra.
Un mistero buffo è dunque uno spettacolo grottesco, una rappresentazione che nasce dal popolo, un mezzo di espressione popolare ma anche di provocazione e di agitazione delle idee. Il “Mistero Buffo” di Dario Fo è stato riproposto dal ’69 ad oggi in oltre 5.000 allestimenti in Italia e all’estero e viene ormai considerato un ‘classico’ del Novecento. Numerose sono le giullarate che compongono il”Mistero Buffo”: “Le Nozze di Cana”, “La Resurrezione di Lazzaro”, “Dedalo e Icaro”, “Caino e Abele”, “Il Grammelot di Scapino”, “Il Grammelot dell’Avvocato Inglese”, “La fame dello Zanni”, “Bonifacio VIII”, “La nascita del villano”, “Il cieco e lo storpio”, “Il matto e la morte”, “Rosa fresca aulentissima”, “La strage degli innocenti”, “Il primo miracolo di Gesù Bambino” “Maria alla Croce” (con Franca Rame) ed altre ancora. La lingua in cui vengono recitate è un particolare insieme di dialetti delle regioni settentrionali e centrali dell’Italia, una lingua sempre perfettamente comprensibile grazie alla forza della gestualità che accompagna la narrazione. Si tratta di un monologo senza scenario, senza musica, senza costumi, che sollecita l’immaginazione e la partecipazione degli spettatori al punto da rendere quasi visibile, sulla scena, una molteplicità di personaggi, di oggetti e di luoghi.

Pirovano ci presenta quattro di queste giullarate: – “La fame dello Zanni” racconta, utilizzando anche il grammelot, la storia di una fame atavica attraverso gli sproloqui e le contorsioni di uno Zanni (nome con cui venivano indicati i contadini del Cinquecento nelle campagne del Veneto). – “La Resurrezione di Lazzaro” è la descrizione parodistica del miracolo più popolare del Nuovo Testamento, vissuto come grande happening del tempo. La drammaticità del momento si intreccia alla comicità delle diverse situazioni e dei diversi personaggi a cui la voce dell’ attore dà vita. – “Il primo miracolo di Gesù Bambino” è il poetico racconto tratto dai Vangeli apocrifi che descrive come il piccolo Jesus, che fa volare gli uccellini di argilla fatti dai compagni, reagisce alla prepotenza di chi glieli distrugge. – “Bonifacio VIII” ci presenta il Pontefice prima nella magnificenza della sua vestizione, poi nel suo incontro-scontro con Gesù. E’ il classico anacronismo medioevale teso a sottolineare l’immensa differenza tra i due.

Lo spettacolo è uno straordinario impasto comico-drammatico. I continui richiami all’attualità, che fanno da cornice ai quattro brani, svelano il presente con le sue false ingenuità ed ipocrisie, regalando al pubblico momenti di riflessione e anche di incontenibile comicità.

Ingresso: settore unico 15€. (più diritti di prevendita)

Prevendite:

Cigna Dischi, via Italia,10 (Biella)
tel. 015 21802, 9-12,30 e 15-19,30

Papermoon, via Galimberti 37, (Biella)
tel. 015 405395, dal lunedì al sabato 8.30-19

Libreria Arcadia, via Mazzini, 88 (Cossato)
tel. 015-927148 dal martedì al sabato 9,15-12,15 e 15,30-19.

Il Contato del Canavese
tel. 0125/641161
www.ilcontato.it
biglietteria@ilcontato.it
segreteria@ilcontato.it

 

Comunicato Stampa: dal 13 febbraio su Rai5 va in onda per la prima volta DARIO FO E FRANCA RAME. LA NOSTRA STORIA.

RAI5: DARIO FO E FRANCA RAME. LA NOSTRA STORIA.
Novant’anni di storia italiana attraverso due grandi artisti
Dal 13 febbraio alle 22.15 su Rai5

Una rilettura degli ultimi sessant’anni di storia del teatro e della società italiana attraverso gli spettacoli e la biografia del premio Nobel Dario Fo e della sua compagna d'arte e di vita, Franca Rame. Tra citazioni di commedie, monologhi, interviste e immagini di repertorio, Rai Cultura rivive l'epopea del nostro Paese dal punto di vista dell' "ultimo giullare" grazie a un ciclo inedito di documentari dal titolo “Dario Fo e Franca Rame. La nostra storia”, in onda a partire da lunedì 13 febbraio alle 22.15 su Rai5.

Gli appuntamenti, che Rai5 dedicherà ai due artisti in tutto il 2017, saranno 25 e saranno articolati in cicli composti da cinque documentari ciascuno, incentrati su temi specifici della biografia della coppia e della vita del Paese. Il primo ciclo di cinque appuntamenti, in onda dal 13 febbraio al 13 marzo in seconda serata, ripercorrerà l’arco temporale che dall’infanzia dei due artisti arriva ai primi anni ’60: sono gli anni della formazione e dell’incontro tra Dario e Franca e dell’inizio del sodalizio esistenziale ed artistico tra i due, tra difficoltà economiche e sperimentazioni ardite in ambito teatrale, fino all’approdo al cinema e alla televisione, culminato nell’esperienza travagliata di “Canzonissima” nel 1962.

Il primo appuntamento, dal titolo: “Buon compleanno Dario Fo!”, rievocherà i festeggiamenti per i 90 anni dell’artista e ricorderà le tappe salienti della sua storia artistica e personale. Lunedì 20 febbraio sarà la volta del documentario dedicato all’infanzia, in cui i due artisti racconteranno le rispettive fanciullezze. A seguire, lunedì 27 febbraio l’episodio dal titolo “Brera” descriverà gli anni della formazione e dell’incontro fra Dario e Franca. Poi, lunedì 6 marzo, la puntata “Il cinema, Carosello, Le farse” si concentrerà sugli anni in cui la coppia intraprende l’avventura del cinema e di Carosello, e scoprirà nelle farse l’utilizzo inedito e quasi acrobatico del corpo. Il ciclo si concluderà lunedì 13 marzo con una puntata dedicata alle commedie e all’esperienza di Canzonissima, dove la coppia mise in scena gli sketch che scatenarono la reazione della censura.

Filo conduttore di ogni puntata saranno i racconti di Dario e Franca, accompagnati da frammenti di film tratti dall’archivio Rai e da immagini inedite corredate da animazioni e interventi di Jacopo Fo su aneddoti familiari. L’archivio della famiglia Fo, ideato e costruito da Franca Rame, diventa così fonte di notizie e nodo centrale da cui si sviluppa la storia della famiglia e dell’Italia. I materiali di repertorio saranno accompagnati da interviste a personaggi che hanno conosciuto i due artisti (tra gli altri Gino Paoli, Stefano Benni, Dacia Maraini, Paola Cortellesi, Paolo Villaggio, Gianni Minà) e dalla sintesi di spettacoli teatrali, introdotti di volta in volta da una presentazione di Dario e Franca o da coloro che vi hanno partecipato direttamente.

In chiusura di ogni puntata, infine, anche alcuni minuti tratti dai corsi di teatro tenuti dalla coppia.

Definire Franca Rame e Dario Fo solo attori è riduttivo: ogni puntata affronterà anche il Dario Fo pittore, scenografo e cantante, compositore e regista di opere liriche. Di Franca saranno ricordati l’impegno come attivista ed editor teatrale tra le migliori al mondo, nonché il suo lavoro per l’archivio di famiglia e le sue battaglie politiche e sociali.

 

Ufficio Stampa - Compagnia Teatrale Fo Rame
Mattea Fo
Tel. +39 345 6308663
info@francarame.it

 

 

"Quasi per caso una donna: Cristina di Svezia" - L'ultimo libro di Dario Fo in libreria dal 2 gennaio 2017

QUASI PER CASO UNA DONNA 
CRISTINA DI SVEZIA

DARIO FO 

 Dal 2 gennaio 2017
in libreria

“Alla sua nascita, le dame di corte che presenziavano al parto esplosero in un tripudio. « E` maschio! » grido` qualcuna di loro. « Evviva il re! » risposero le altre nobili dame. Ma era una notizia falsa. Di lı` a poco apparve evidente che il neonato, nonostante la corporatura robusta e qualche tratto che poteva indurre in inganno, era una femmina, con una capigliatura subito folta, un viso dalla carnagione un po’ scura, sana e vivace. Pare che invece di emettere il solito pianto dopo la sculacciata della levatrice, la bimba avesse fatto una sonora risata...”

Questa e` la storia di una "regina impossibile", sovrana colta e ribelle, ammirata e avversata, imprevedibile e coraggiosa. 

Cristina di Svezia è l’ultima eroina narrata da Dario Fo: una donna in tutto fuori dal comune, una donna che il Premio Nobel racconta dandole voce tra documenti e teatro.

Dario Fo ha interrogato testi storici conservati negli archivi di stato, osservato i dipinti che la ritraggono, ripreso le cronache dell’epoca, e un po’ l’ha anche immaginata, per restituirle la sua straordinaria unicità.

Cristina di Svezia, nata e cresciuta in un’Europa travolta dalla Guerra dei Trent’anni, si troverà più volte al crocevia di questioni religiose e di potere, di politica e di sesso, dando prova di essere una spericolata protagonista del suo tempo. Educata dal padre per sostenere il peso e le responsabilità di un ruolo tipicamente maschile, Cristina sceglierà di assumere atteggiamenti e abiti da uomo e amerà soprattutto le donne. Si circonderà di filosofi e artisti, da Cartesio a Pascal a Molière. Lasciato il trono di Svezia si convertirà al cattolicesimo per trasferirsi a Roma, dove darà vita al movimento artistico che, alla sua morte, nel 1689, porterà alla fondazione dell’Accademia dell’Arcadia.

Dopo La figlia del papa (edito da Chiarelettere), Dario Fo si è dedicato a questa grande figura femminile: una regina, Cristina, che, leggendo questo libro, vi vedrete davanti, mentre sale le scale, attraversa l’Europa, scrive una lettera. Non più un personaggio la cui storia è confinata nei documenti di carta e pergamena, ma una donna emancipata, una regina indipendente e insofferente a ogni vincolo, che ha molto da raccontare al mondo di oggi.
Come scrive Micaela Procaccia della direzione generale degli archivi di stato in una nota alla fine del libro: una donna in vesti maschili, brusca nei modi, acuta nelle parole e libera nel pensiero, alla quale Dario Fo con questo libro ha restituito le tre dimensioni.

Casa Editrice: Guanda
Collana: Narratori della Fenice 01
Pagine: 160
In libreria dal 2 gennaio 2017
Scheda libro: http://www.guanda.it/libri/dario-fo-quasi-per-caso-una-donna-9788823516663/

Compagnia Teatrale Fo Rame

Ufficio Stampa:  info@francarame.it

Mario Pirovano porta in scena a Palermo il Mistero Buffo di Dario Fo

Il Teatro Agli Archi di Palermo inaugura la sua apertura con il primo evento della Rassegna Nazionale immaginARTE 2016-2017 che ospiterà MARIO PIROVANO:

• Giovedì 15 e Venerdì 16 dicembre alle ore 16.00: Workshop di Teatro.
POSTI LIMITATI - Per info e prenotazioni telefonare al numero 3495615929

• Sabato 17 dicembre alle ore 21.00: Spettacolo Mistero Buffo di Dario Fo  

• Domenica 18 dicembre alle ore 18.00: Spettacolo Mistero Buffo di Dario Fo 

Fonte: www.mariopirovano.it

 

Il Viale delle Giuste alla Libera Università di Alcatraz, Gubbio

Oggi, 25 novembre è la giornata contro la violenza sulle donne e in onore di Franca e di tutte le donne del mondo vogliamo raccontarvi il progetto IL VIALE DELLE GIUSTE in collaborazione con l’associazione Toponomastica femminile.

Il Viale delle Giuste Toponomastica femminile Alcatraz

Come già vi abbiamo raccontato nell’edizione del 14 marzo 2016 di Cacao scritta dalle/dai ragazzi che quest’anno frequentano la 4 A del liceo Maffeo Vegio di Lodi, questo progetto ha come obbiettivo quello di realizzare un viale dedicato alle donne che si sono sacrificate per la libertà altrui e che hanno combattuto contro ingiustizie e soprusi.
Il Viale delle Giuste sorgerà all’interno del Parco Museo della Libera Università di Alcatraz in un percorso di circa 1500 metri lungo il quale saranno esposte le sculture di 40 donne meritevoli del titolo di Giuste.

Lungo il viale saranno installati dei totem in onore di ciascuna donna giusta che successivamente saranno sostituiti da opere d’arte create da artisti e studenti di accademie e licei che verranno realizzate appositamente per ciascuna donna, abbellendo e arricchendo questo luogo.

Il progetto è stato messo a punto dalle/dagli studenti del Liceo Maffeo Vegio di Lodi, guidati dalla docente di filosofia Danila Baldo, insieme a Jacopo Fo, durante lo stage di alternanza scuola lavoro che si è tenuto alla Libera Università di Alcatraz la scorsa primavera.

Attraverso un bando nazionale promosso dall’associazione Toponomastica femminile è stato chiesto a tutte le scuole Italiane, di ogni ordine e grado, di partecipare all’iniziativa individuando un numero di 5 donne di ogni tempo, meritevoli di essere definite “Giuste”, di cui almeno una locale, una nazionale e una straniera. Tutte figure di donne non piu‘ viventi e preferibilmente non ancora riconosciute come Giuste in uno dei tanti Giardini dedicati.

Quest’anno hanno partecipato al bando - che si ripeterà l’anno prossimo - numerose scuole e ci sono pervenute un centinaio di candidature, tutte di donne con storie di coraggio, commoventi e bellissime, e in molti casi poco conosciute.
La bellezza e uno degli obbiettivi di questo progetto è infatti proprio quello di fornire uno spunto ai più giovani per andare a ripercorrere la storia e riscoprire figure femminili che, pur avendo contribuito allo sviluppo socio-culturale del territorio e del Paese intero, sono state poi dimenticate. Un progetto per riportare alla luce le tracce delle donne nella storia e nella cultura del territorio e proporle come modelli di valore e di differenza sui quali riflettere e ai quali attingere nell’opera complessa della costruzione dell’identita‘ maschile e femminile.

Il Viale delle Giuste sarà dedicato a Franca Rame che ha trascorso la sua vita a raccontare le storie di chi subiva ingiustizie e a dare voce alle donne di tutto il mondo attraverso i suoi spettacoli.
Andando a rileggere i suoi scritti si trova questa frase: “Quello che vorrei continuare a dire alle donne, anche dopo la mia morte, è di non perdere mai il rispetto di se stesse, di avere dignità. Sempre.”

La Giuria - formata da Tiziana Freti, Jacopo e Mattea Fo (Libera Università di Alcatraz), Maria Pia Ercolini (presidente dell’associazione Toponomastica Femminile), Livia Capasso (presidente del concorso “Sulle vie della parità” e vicepresidente dell’associazione Toponomastica Femminile) con Giada Consiglio e Matteo Valentini, due studenti della classe 4A del Liceo Maffeo Vegio di Lodi – ha avuto tempo fino a oggi (25 novembre 2016 - ndr), giornata della lotta alla violenza sulle donne, per scegliere i primi 20 nomi che andranno ad animare la prima parte del viale delle giuste che verrà inaugurato nella giornata dell’8 marzo 2017.

I 20 nomi verranno comunicati nella giornata dell’inaugurazione, ma già da oggi sarà possibile inviare una email a info@alcatraz.it per proporsi come artisti interessati a realizzare una installazione artistica dedicata a una delle donne scelte.

A questo link potete scaricare il bando del concorso

Qui invece altre informazioni:
http://www.toponomasticafemminile.com/
http://www.dols.it/2016/05/02/la-memoria-delle-giuste/#prettyPhoto

Video presentazione del progetto:

#VialeGiuste #AlcatrazGubbio #25novembre